.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





16 novembre 2006


EUROPA DEL SUD EST E RELIGIONI / 1

Nell’Europa orientale e sud orientale che fu comunista si assiste da alcuni anni ad un ritorno della religione, al rifiorire delle fedi storicamente presenti (cattolici, ebrei, ortodossi, musulmani) e all’arrivo di religioni di provenienza americana (Scientology, mormoni, sette new age o neoprotestanti) o già presenti da qualche decennio nell’Europa occidentale (Testimoni di Gerova, Hare Krishna). Il panorama religioso dei paesi dell’est e del sud est europeo, quindi, cresce e si fa più variegato. A questo corrisponde, però e fortunatamente, anche una maggiore laicizzazione delle società. Anche se l’80% degli europei che si dichiarano credenti vive ad est come risulta dalla ricerca Gfk tedesca del 2005 "Attitudini religiose dell’Europa", i praticanti restano comunque una minoranza: in Ungheria sono il 15% (55% i fedeli dichiarati), in Romania il 19% (98% i fedeli), nella Repubblica Ceca solo il 5% mentre nella cattolicissima Polonia si dichiara praticante solo un cittadino su due. Le dinamiche sono quelle cui abbiamo assistito in Occidente. La secolarizzazione si nota più nelle città che in provincia, il culto attira più gli anziani che i giovani, sensibili a modelli più laici e occidentali. Anche il rapporto tra chiesa e stato si va ridefinendo su principi laici di non ingerenza reciproca sotto l’influenza giocata dalla prospettiva dell’integrazione europea. La presenza dei nuovi culti ha provocato però preoccupazioni e irrigidimenti delle gerarchie delle religioni tradizionali (soprattutto di quelle ortodosse) che temono l’attivismo e la forza economica di queste nuove organizzazioni che in alcune zone (Serbia e Romania, per esempio) sono state anche vittime di attacchi xenofobi a cui non sono estranee le frequenti demonizzazioni di cui sono oggetto. Non mancano, comunque, tra le grandi religioni prove di ecumenismo anche se si moltiplicano i contrasti interni dovuti alle accuse di compromissione con i passati regimi dittatoriali, a ricambi dei vertici, ai rapporti con i nuovi stati nazionali. E intanto più di un paese ha adottato norme che tutelano i culti tradizionali discriminando o rendendo più difficile la presenza di quelli "non tradizionali". E il rafforzamento delle grandi religioni si estende dalla legislazione, all’istruzione, all’edilizia, al recupero dei beni confiscati nel passato.  

L’agenzia Apcom ha messo in rete, attorno alla metà di ottobre, una serie di lanci che propongono una fotografia aggiornata della situazione religiosa nei paesi europei dell’est e del sud est la maggior parte dei quali furono soggetti all’Urss o furono paesi satelliti del blocco sovietico. Alcuni di questi paesi fanno ora parte dell’Unione europea, altri hanno in corso negoziati adesione, altri ancora hanno intrapreso la strada verso l’integrazione euroatlantica. Prendendo spunto dalla serie di articoli dell'Apcom cerchiamo di vedere quel è il panorama della situazione religiosa nei paesi di cui ci occupiamo abitualmente in questo blog.
[segue]




permalink | inviato da il 16/11/2006 alle 13:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     ottobre        dicembre
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom