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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





13 novembre 2008


PASSAGGIO SPECIALE: L'INTEGRAZIONE EUROPEA DI BALCANI E TURCHIA

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda ieri sera a Radio Radicale è dedicato allo stato del processo di integrazione europea dei Paesi delll'Europa sud orientale. Mercoledì 5 novembre la Commissione europea ha presentato il rapporto annuale sullo stato del processo di integrazione dei Paesi del sud est Europa. Il commissario europeo all'Allargamento, Olli Rehn, presentando il documento si è spinto a dichiarare che "tutti i Paesi del sud-est Europa dovrebbero fare un passo in avanti verso l'Ue". Dichiarazioni forse un po' che contengono anche alcune verità.

Per quanto riguarda i Balcani occidentali il 2009 sarà il loro anno, ma le situazioni sono molto diverse da Paese a Paese. Entro la fine del prossimo anno la Croazia dovrebbe concludere i negoziati di adesione, mentre la Serbia dovrebbe ottenere lo status di Paese candidato all'adesione. Anche per Montenegro e Albania il 2009 dovrebbe essere l'anno buono per presentare la loro candidatura. Brutte notizie, invece per la Macedonia, candidata all'adesione da quasi tre anni ma che si è vista nuovamente rinviare al prossimo rapporto la fissazione della data di inizio dei negoziati. Al Kosovo è stato promesso per l'autunno 2009 uno "studio di fattibilità" del percorso di integrazione visto anche il permanere del rifiuto del riconoscimento dell'indipendenza da parte di cinque Stati membri (Cipro, Grecia, Spagna, Romania e Slovacchia). Resta il nodo della Bosnia-Erzegovina: l'Ue è allarmata per il conseguente stallo delle riforme istituzionali a causa delle divisioni nazionaliste tra serbi, musulmani e croati che continuano a mettere in discussione l'unità statale come disegnata dagli accordi di pace di Dayton del 1995.

Per quanto riguarda la Turchia, Bruxelles non chiude la porta ma invita Ankara ad intensificare il processo delle riforme se vorrà davvero aderire all'Unione Europea. Ad Ankara Bruxelles chiede maggiore impegno "per rafforzare la democrazia e i diritti dell'uomo, per modernizzare e sviluppare il Paese e avvicinarlo all'Ue". La Commissione europea non nasconde i progressi compiuti dalla Turchia e alcuni elementi positivi come, per esempio, la cooperazione di Ankara in cruciali questioni geo-politiche come l'Iraq, l'Iran e la situazione del Caucaso, e mette in rilievo l'importanza della Turchia come paese di transito per il gas naturale. Resta però il fatto, ha detto Rehn durante la presentazione del rapporto, che la Turchia farebbe meglio a riprendere le riforme piuttosto che lamentarsi del mancato impegno da parte dell'Ue sulla fine dei negoziati nel momento in cui è stata fissato un obiettivo per la Croazia.

Al di là dei problemi specifici e delle diverse situazioni dei singoli Paesi c'è però il problema più generale delle resistenze a nuovi allargamenti emerse tra i Ventisette e rafforzate dal blocco del Trattato di Lisbona bocciato dal referendum irlandese nel giugno scorso. La Francia, sostenuta dalla Germania, è contraria a nuovi allargamenti prima che venga risolta la questione del Trattato. L'Olanda, appoggiata dalla Danimerca e in certa misura dalla Gran Bretagna, teme una ripetizione dei casi di Bulgaria e Romania, entrate nell'Ue il 1° gennaio del 2007 nonostante i gravi ritardi dei due Paesi. L'Italia sostiene le ambizioni europee della Turchia e il processo di integrazione dei Balcani a partire dalla Serbia, ma non può agire autonomamente dagli altri partner o in contrasto con Bruxelles. Soprattutto si dovrà vedere quale modello di Europa prevarrà nei prossimi anni, quale idea di Unione sopravviverà alle grandi trasformazioni in atto. Questo sarà il nodo attorno al quale ruoterà qualsiasi ipotesti di allargamento dell'Unione Europea e di integrazione dei Paesi dell'Europa sud orientale.

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est è curato da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura. E' possibile ascoltare la trasmissione del 12 novembre sul sito internet di Radio Radicale.

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