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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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19 dicembre 2008


IL RUOLO DELLA TURCHIA NEL CAUCASO

Il conflitto in Ossezia ha riportato il Caucaso al centro dell'attenzione internazionale. Si è parlato molto, sui giornali italiani, dei rapporti tra Russia ed Unione europea, tra Russia e Stati Uniti in conseguenza della crisi georgiana. Al di fuori della cerchia degli specialisti, mi pare però si sia meno riflettuto sul ruolo politico e dilomatico della Turchia nella regione caucasica.
Invece, dopo il crollo dell'Urss e la fine del sistema bipolare mondiale, il Caucaso è diventato un importante banco di prova per il ruolo internazionale della Turchia. Il conflitto in Ossezia, da questo punto di vista, rappresenta una minaccia per gli interessi della Turchia che si trova ad affrontare anche la questione dei suoi rapporti con l'Armenia su cui pesano due problemi di non poco conto: il genocidio armeno del 1915-16 ed il conflitto tra Armenia e Azerbaijan per il Nagorno-Karabakh.
La proposta di una "Piattaforma di Stabilizzazione e Cooperazione nel Caucaso" che comprenda, oltre alle tre repubbliche della regione, anche Russia e Turchia, rappresenta la risposta di Ankara alla crisi georgiana.
Negli ultimi anni, poi, la Turchia è diventata un partner importante, sia sul piano politico che su quello economico, della Russia e ha proiettato i suoi interessi sia in direzione dell'Iran sia in direzione del Medio Oriente con la mediazione tra Israele e Siria.
Questo attivismo regionale è stato conseguenza del cambiamento della politica estera turca, passata dal sostanziale disimpegno figlio del pensiero di Kemal Atatürk alla dottrina della "profondità strategica". Un cambiamento, coinciso con l'arrivo al potere dell'Akp, il partito islamico-moderato dell'attuale premier Recep Tayyip Erdogan e dell'attuale presidente Abdullah Gül, che se non mette in discussione il quadro delle tradizionali e solide alleanze occidentali di Ankara ed il suo ruolo nella Nato, inserisce però in questo quadro nuove variabili.

Sul ruolo della Turchia nel Caucaso e sull'influenza della sua iniziativa politico-diplomatica a sostegno dei suoi interessi nella regione, nel quadro dei suoi rapporti geopolitici e delle sue alleanza, segnalo una mia intervista a Carlo Frappi, direttore dell'Italian Center for Turkish Studies e ricecatore presso l'Osservatorio Caucaso ed Asia centrale dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).

L'intervista è ascoltabile sul sito internet di Radio Radicale.

Sul tema segnalo, dello stesso Carlo Frappi, il Policy Brief n.106 dell'ISPI dal titolo "La Turchia e la Piattaforma per la Stabilità e Cooperazione nel Caucaso".

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