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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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24 settembre 2009


LA SITUAZIONE DEL KOSOVO / 2

KOSOVO: L'ACCORDO EULEX-SERBIA PROVOCA DUE CRISI PARALLELE A PRISTINA
di Artur Nura per Radio Radicale

Qui di seguito il testo della corrispondenza di Artur Nura per lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda ieri sera, mercoledì 23 settembre, a Radio Radicale e dedicato alla situazione del Kosovo. L'accordo sulla polizia tra la missione civile europea Eulex e la Serbia provoca una seria crisi nei rapporti tra la stessa Eulex e Pristina, ma nello stesso tempo fa insorgere i nazionalisti albanesi che accusano le le autorità kosovare albanesi di tradimento e Eulex di essere niente altro che il proseguimento di Unmik (l'amministrazione Onu), e quindi del protetorato straniero, sotto altro nome. Tutto questo in attesa della sentenza della Corte internazionale di giustizia sulla legittimità della dichiarazione unilaterale di indipendenza e in vista delle elezioni amministrative che si terranno in Kosovo fra meno di due mesi.

Dobbiamo dire che la sottoscrizione del protocollo tra Eulex e Belgrado sembra che abbia fatto nascere in maniera parallele due polemiche, che in qulche senso vedono serbi e albanesi unirsi sullo stesso tema, anche se da due barricate diverse. Il dirigente del movimento "Vetevendosje" (autodeterminazione), Albin Kurti si e’ visto essere contro il Premier del Kosovo Hashim Thaci per non aver partecipato alle trattative negoziando la presenza del nome di Pristina, e dall`altra parte abbiamo avuto il Presidente Serbo Boris Tadic visto contro Vojislav Kustunica, il quale ha definito la sottoscrizione del protocollo un "alto tradimento" da parte del Governo serbo! Tra l’altro, è davvero strano che, sia da un lato che dall’altro, abbiano reagito proprio coloro che si sono definiti in qualche modo come i più nazionalisti, radicali o ribelli. La posizione di Kostunica e del leader di Vetevendosje sono sempre più simili, ‘volenti o nolenti’.
Per stare alle reazioni della parte Alabnese io vorrei informare che più di 600 persone sono scese in piazza per protestare contro l'Eulex, trainati da oltre 23 ONG kosovare, tra cui  Vetevendosje e Cohu, “alzati”. Loro in questo proteste hanno usato slogan tipo: "Noi non siamo contro l`UE, ma contro l`EULEX e il protocollo con la Serbia" scagliandosi contro un accordo che, a loro parere,  rappresenta un`implementazione del  piano in sei punti di Ban Ki-Moon, che in effetti ha ormai una pessima fama in Kosovo. "Innanzitutto la Serbia potrà trarre un grande vantaggio delle valide informazioni della polizia, in secondo luogo rafforzerà il peso della risoluzione 1244 e si farà un grande passo verso l'esecuzione del piano di sei punti, ed infine elimina l`ostacolo principale verso la liberalizzazione dei visti della Serbia. Noi chiediamo che anche il Kosovo abbia diritto all'adesione all'UE e non a missioni poliziesche dell'UE in Kosovo", ha affermato leader del Movimento di autodeterminazione Albin Kurti per i mass media. 
Kurti ha chiesto pubblicamente una valida spiegazione dal Premier Hashim Thaci, su quale sarà il prossimo documento ad essere sottoscritto senza la presenza di Pristina, invece il premier Thaci ha replicato con sarcasmo e chiedendo che se “la gente ha delle ambizioni politiche, si fanno confrontarsi sulla base del voto del popolo”. "Io penso che la posizione delle istituzioni di Kosovo è la volontà dei cittadini di Kosovo, sono gia pubbliche anche per questo tipo di accordo tecnico. Inviterei tutti coloro che hanno delle aspirazioni politiche, ad entrare in gara elettorale e misurare la propria autorità dinanzi al popolo del Kosovo. In tal modo non vi sarebbero più delle preteste violente nella Repubblica del Kosovo, proprio quando tutto il mondo osserva e saluta il suo progresso democratico fatto", ha detto Thaci.

Anche alcuni esponenti dell’opposizione, hanno valutato che la questione è nata a causa dell’incapacità delle istituzioni di Pristina, considerando che il Governo si sta comportando come spettatore e non come attore, nei confronti di problemi che riguardano il Paese. “Non è la prima volta che la parte kosovara si presenta come uno spettatore, e non come protagonista,   e non è  in grado di vedere, né tanto meno di prevedere gli effetti che tali sviluppi possono avere sul Kosovo", ha dichiarato in una conferenza stampa Teuta Sahatcija, capo del partito ORA. Sahatcia ha aggiunto che “rimane da vedere se tale protocollo porterà qualche risultato positivo nella guerra contro il crimine organizzato, o se è stato  solo un aiuto alla Serbia per ottenere la liberalizzazione dei visti senza ostacoli” si e’ detta molto critica al confronto dell’accordo.
D`altro canto, il leader dell’Alleanza per il Nuovo Kosovo, Behgjet Pacolli, ha cercato di rallentare la tensione, chiedendo di non drammatizzare troppo la sottoscrizione del protocollo. “Dieci giorni fa ho detto che il protocollo sarebbe stato sottoscritto in ogni caso, perciò non è il caso di farne un dramma. Sappiate  che a sottoscrivere tale accordo sono le spesse persone che hanno aiutato l`indipendenza del Kosovo e l’istituzione dello Stato, e mai  penseranno di danneggiare la sovranità dello Stato", ha affermato Bexhet Pacolli durante la conferenza stampa a Pristina.
Secondo alcune indiscrezioni da fonti vicine ai rappresentanti della Comunità Internazionale in Kosovo, dopo il protocollo per la polizia, vi sono forti probabilità che vengano sottoscritti altri protocolli simili anche per le dogane e la giustizia. Pero a fare un analisi al riguardo della missione Eulex,  dobbiamo dire che fin da quando ha cominciato ad operare sul territorio del Kosovo, ha provocato sentimenti opposti e controversi da entrambi i popoli, ostaggi da anni di un conflitto senza fine. Bisogna anche aggiungere che la firma del protocollo di cooperazione tra Serbia e Eulex, ha messo in seria discussione la legittimità della missione europea in Kosovo al confronto dell’opinione pubblica e c’e’ chi ora ci si chiede se questo è il primo segnale di cedimento dell'Europa al confornto della Serbia e Russia. E’ capitato che alcuni che fino ad ieri, sostenendo il Piano Ahtisaari e negando la Risoluzione 1244 dell’ONU erano a favore della missione europea, oggi si oppongono e anche a gran voce.

Come detto prima quella che veniva definita una “mutazione dell’UNMIK in EULEX”, è considerata ora un nemico dell’indipendenza del Kosovo, perché va ad implementare l’Accordo in sei punti redatto da Ban Ki-Moon e ratificato da Belgrado. “L’Eulex non potrà stare tranquillo fin quando si comporta come una forza coloniale”, ha affermato di recente Albin Kurti, aggiungendo che “Vetevendojse” serve proprio a ribellarsi quando il Premier Hashim Tachi e gli altri politici che hanno promesso “il paradiso indipendente”, ma non possono farlo contro coloro che gli hanno regalato l’indipendenza .Secondo la maggior parte dell’opinione politica e pubblica Albanese del Kosovo, l’Eulex debba avere soltanto due compiti in Kosovo: training della polizia kosovara nel quadro del raggiungimento degli standard internazionali, e gestire la minoranza serba per non avere  problemi. Tutto il resto, secondo loro, non serve a nulla tale che non vi è motivo per cui la missione possa restare sul territorio del Kosovo”.
Come si sa l’Eulex non ha solo lo scopo di rafforzare la polizia kosovara e fermare gli scontri tra  kosovari e serbi, ma in modo particolare anche di “evitare che il Kosovo diventi un paradiso del traffico della droga e di esseri umani nel cuore dei Balcani” quale si presenta come une sfida per tutti i Paesi ex comunisti. In effetti, il protocollo firmato lo scorso 12 settembre, regola la collaborazione per la lotta contro la criminalità organizzata e il traffico illegale, nel rispetto della risoluzione 1244, del rapporto di segretario generale Ban Ki-Moon e del piano in sei punti. Quello che è strano è  che USA e EU ritengono che “con tale protocollo è stata rispettata l’indipendenza del Kosovo”, ma anche tutti gli altri documenti che la negano in parte. Secondo l’agenzia americana Stratford risulta che mentre l’Occidente non vuole che la Serbia abbia di nuovo un controllo sulla provincia, l’Europa non vuole lasciare il Kosovo a se stesso.
Stratford dice che e dal 1999,  che Europa insieme con l’America, hanno deciso di frantumare la Serbia per poi dare il controllo  di post conflitto all’Europa”. Ma, in effetti, la realtà potrebbe essere molto vicina a tale tesi, considerando che il comitato per la politica e sicurezza dell’UE a Bruxelles ha dato il suo supporto all’accordo tra la polizia serba e l’Eulex per il controllo delle frontiere con il Kosovo. Secondo l'International Crisis Group (ICG) "l'Unione europea mira a raggiungere progressi significativi nelle relazioni con la Serbia, che è diventata estremamente importante per i suoi interessi, sino al punto da 'offendere' e destabilizzare il Governo di Pristina". In effetti, il direttore del programma per i Balcani dell’ICG, Mark Prelec, ha dichiarato che la responsabilità per la situazione che si è creata attorno alla firma del protocollo sulla cooperazione tra L’EULEX e il governo della Serbia dovrebbe essere cercata sia nell’Eulex che nelle Istituzioni del Kosovo.

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