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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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18 ottobre 2009


UE: IL RAPPORTO ANNUALE SULL'ALLARGAMENTO

Immagine tratta dal sito interne della Provincia di LatinaMercoledì scorso, 14 ottobre, la Commissione Europea ha presentato il suo rapporto annuale sui progressi dei Paesi candidati a vario titolo all'adesione all'Unione. Come ogni anno il rapporto era atteso non solo per i giudizi di Bruxelles sui vari Paesi interessati, ma anche per verificare le linee di indirizzo della politica europea in materia di allargamento.
Il rapporto mette in evidenza i progressi verso l'integrazione europea compiuti nell'ultimo anno dai Paesi dei Balcani occidentali e dalla Turchia malgrado la crisi economica globale e individua le questioni principali che questi paesi dovranno affrontare nel breve e medio termine.
Quest'anno ricorre il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino ma anche il quinto anniversario dell'allargamento dell'UE all'Europa centrale e orientale. Bruxelles sottolinea che la prospettiva di aderire all'UE costituisce tuttora un forte incentivo ad attuare le riforme politiche ed economiche e consolida la pace e la stabilità. È nell'interesse strategico dell'Unione che questo processo non perda mordente, nel rispetto dei principi e delle condizioni convenuti.
L'attuale processo di allargamento dell'UE, ricorda la Commissione, si svolge nell'ambito di una recessione grave e generalizzata, che ha colpito sia l'Unione sia i paesi interessati dall'allargamento. Le vertenze bilaterali non devono ostacolare il processo di adesione e devono essere risolte dalle parti interessate.

Per i Paesi dei Balcani le notizie sono piuttosto buone: a parte il Kosovo e per certi versi la Bosnia, tutti hanno raggiunto la sufficienza nelle pagelle di Bruxelles: la Croazia ha ripreso il cammino verso l'integrazione dopo aver risolto il contenzioso confinario con la Slovenia e la Macedonia dovrebbe ottenere a breve finalmente una data certa per cominciare i negoziati di adesione. Dal prossimo anno verranno aboliti i visti per l'UE per i cittadini di Serbia, Macedonia e Montenegro, mentre Bosnia e Albania dovranno attendere ancora un po' ma anche per loro la data non è lontana. Nel 2010, dice il rapporto, la liberalizzazione dei visti nei Balcani occidentali progredirà in misura considerevole, segnando un decisivo passo avanti per la regione: l'esenzione dall'obbligo di visto per i cittadini di Macedonia, Montenegro e Serbia a partire dal 2010, porterà loro vantaggi tangibili, mentre entro la metà del 2010 la Commissione presenterà proposte anche per Albania e Bosnia-Erzegovina, purché questi paesi rispettino le condizioni stabilite.

Nel presentare il rapporto, il commissario Olli Rehn ha dichiarato che la strategia di allargamento dimostra l'impegno dell'UE nei confronti del futuro europeo dei Balcani occidentali e della Turchia. "In questo difficile contesto di crisi economica - secondo Rehn - le domande di adesione dell'Albania e del Montenegro sottolineano il costante potere di attrazione dell'Unione e il nostro ruolo nel promuovere stabilità, sicurezza e prosperità. La candidatura dell'Islanda conferisce una nuova dimensione al nostro programma di allargamento".

Riguardo alla Turchia, il commissario Rehn ha rilevato che la Turchia ha rinnovato il suo impegno a favore delle riforme politiche: "I progressi dei suoi negoziati di adesione dipendono da questo impegno, specie per quanto riguarda il consolidamento delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto. Ci rallegriamo delle recenti consultazioni su un'importante iniziativa curda, da cui mi auguro scaturiranno azioni concrete a favore dei diritti di tutti i turchi".
Questo è un punto dolente sottolineato dal rapporto annuale della Commissione europea: in Turchia ci sono ancora troppe violazioni dei diritti fondamentali. "La violenza coniugale, i crimini d'onore e i matrimoni forzati restono problemi seri", lamenta la Commissione che critica anche i "pochi progressi" nell'attuazione di riforme politiche e costituzionali, nella lotta contro la corruzione, o la prestazione dei servizi e dei diritti delle società". Il rapporto segnala anche minacce alla libertà di stampa e critica le gigantesche multe inflitte dal fisco al gruppo editoriale privato Dogan Yahin Holding (DYH) che mettono in pericolo "la sopravvivenza economica" del gruppo, noto per le sue posizioni critiche nei confronti del governo del premier Recep Tayyip Erdogan, e rischiano di "colpire di conseguenza la libertà di stampa".
Bruxelles critica anche il fatto che la Turchia insiste a non aprire porti e aereoporti a navi e aerei della Repubblica di Cipro, cioè la parte greco-cipriota dell'isola che è membro dell'Ue. La Turchia é tenuta a farlo in virt dell'accordo di unione doganale con l'Unione Europea che però Ankara non applica per ritorsione al blocco imposto dalla Repubblica di Cipro alle navi e agli aerei della Repubblica turca di Cipro Nord, che corrisponde alla parte dell'isola occupata dalla Turchia nel 1974. Per questo rifiuto già nel 2006 l'Ue aveva congelato 8 dei 35 capitoli negoziali complessivi. La Commissione avverte che "è urgente che la Turchia si adegui ai suoi obblighi", ma non chiede sanzioni per non mettere in pericolo i difficili negoziati tra greco ciprioti e turco-ciprioti sulla riunificazione dell'isola ripresi un anno fa.
Il rapporto contiene però anche alcune note positive. La Commissione infatti giudica positivamente l'inizio della normalizzazione dei rapporti tra Turchia e Armenia. Il commissario Olli Rehn ha giudicato incoraggiante l'accordo che la Turchia e l'Armenia hanno sottoscritto il 10 ottobre per normalizzare le loro relazioni e si è augurato che questo processo porti appena possibile a una normalizzazione totale.
Nonostante i molti rilievi negativi, Ankara ha giudicato quello di quest'anno il rapporto più equilibrato redatto fin'ora da Bruxelles: "Si può dire che la relazione è positiva ed equilibrata dal punto di vista della Turchia. E' uno dei report più oggettivi, più impegnati nel sostegno alle riforme e più incoraggianti per il governo mai pubblicati", ha dichiarato il responsabile turco dei negoziati con l'Unione Europea, Egeman Bagis. Quanto alle critiche sulla maximulta per evasione fiscale imposta al gruppo editoriale Dogan, secondo Bagis "l'ammenda riguarda il ministero delle Finanze turco, non le autorita' straniere, e se questo non puo' risolverlo, e' una questione del sistema giudiziario turco".

La Macedonia ha definito "storico" il rapporto nel quale la Commissione europea sollecita l'avvio di negoziati di adesione all'Ue dell'ex repubblica jugoslava. "Questa e' un'occasione storica per la Macedonia e i suoi cittadini", ha commentato il premier macedone Nikola Gruevski, dopo aver ricevuto il rapporto dall'ambasciatore di Skopje a Bruxelles, Erwan Fouere, che lo ha definito "un forte incentivo" per il Paese a continuare le riforme necessarie per entrare nell'Ue.
Il Consiglio europeo nel dicembre 2005 concesse alla Macedonia lo status di Paese candidato all'adesione. L'accordo di stabilizzazione e associazione fu firmato nell'aprile del 2001 ed entrò in vigore nel 2004. Il Consiglio europeo adottò la Partnership Accession che comprendeva le priorità chiave per le riforme nel febbraio del 2008.
L'integrazione nell'Unione Europea e nella Nato sono considerate una priorita' strategica dal governo di Skopje, che l'anno scorso aveva dovuto incassare il veto della Grecia al suo ingresso nell'Alleanza Atlantica a causa della mancata soluzione della disputa sul nome. Atene non accetta la dizione di Macedonia, che e' anche il nome di una regione della Grecia. Il commissario all'Allargamento Olli Rehn si è detto certo che il governo macedone interpreterà il giudizio di Bruxelles come "un fortissimo incoraggiamento a risolvere la questione del nome. Capiranno certamente il messaggio".

Belgrado si è detta "molto soddisfatta" per i riconoscimenti contenuti nel rapporto con cui la Commissione europea riconosce i progressi della Serbia sulle riforme richieste da Bruxelles. "Il rapporto di quest'anno può essere considerato come il più positivo finora. Si tratta di buone notizie perla Serbia e permetterà di accorciare in maniera significativa il periodo necessario a ottenere lo status di candidato quando le condizioni richieste saranno rispettate", ha sottolineato il primo ministro Mirko Cvetkovic.
Diversi responsabili serbi hanno annunciato che Belgrado depositerà la sua candidatura all'adesione entro la fine dell'anno. Ovviamente c'è bisogno del benestare di tutti e 27 i Paesi membri per avviare i negoziati di adesione. Al momento, il processo è bloccato dal veto dell'Olanda che vincola il suo via libera all'arresto e alla consegna dei principali ricercati per crimini di guerra nell'ex Jugoslavia, a partire dall'ex capo militare serbo-bosniaco Ratko Mladic. L'ultimo rapporto del procuratore capo del Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, Serge Brammertz, sulla collaborazione dell'autorità di Belgrado è stato comunque positivo.
"La Serbia - ha detto il ministro degli Esteri Vuk Jeremic - ha fatto chiari progressi verso il raggiungimento della sua priorita' strategica centrale, l'adesione all'Ue". "La volonta' della Serbia di entrare nell'Ue non viene piu' messa in discussione. Il rapporto sullo stato d'avanzamento del processo d'adesione della Serbia permetterà di rendere più veloce questo stesso processo", ha aggiunto il primo ministro Cvektovic.

Qui di seguito il documento di sintesi diffuso dalla Commissione europea e disponibile sul sito dell'Unione Europea.

IL PROCESSO DI ALLARGAMENTO DELL'UE: UN ANNO DI PROGRESSI NEI BALCANI OCCIDENTALI E IN TURCHIA

Bruxelles, 14 ottobre 2009

Oggi la Commissione ha adottato la sua strategia annuale sull'allargamento dell'UE. La comunicazione evidenzia i progressi verso l'integrazione europea compiuti nell'ultimo anno dai Balcani occidentali e dalla Turchia malgrado la crisi economica che ha colpito l'intero pianeta e individua le sfide principali che questi paesi dovranno affrontare nei mesi e negli anni a venire. In considerazione dei progressi compiuti, la Commissione ha deciso di raccomandare l'apertura di negoziati con l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Nel 2010 la liberalizzazione dei visti nei Balcani occidentali progredirà in misura considerevole, segnando un decisivo passo avanti per la regione.

Nel 2009 ricorre il 20° anniversario della caduta del muro di Berlino e il 5° anniversario dell'allargamento dell'UE all'Europa centrale e orientale. La prospettiva di aderire all'UE costituisce tuttora un forte incentivo ad attuare le riforme politiche ed economiche e consolida la pace e la stabilità. È nell'interesse strategico dell'Unione che questo processo non perda mordente, nel rispetto dei principi e delle condizioni convenuti.

L'attuale processo di allargamento dell'UE si svolge nell'ambito di una recessione grave e generalizzata, che ha colpito sia l'Unione sia i paesi interessati dall'allargamento. Le vertenze bilaterali non devono ostacolare il processo di adesione e devono essere risolte dalle parti interessate.

L'ex Repubblica iugoslava di Macedonia ha compiuto notevoli progressi e ha ampiamente realizzato le priorità fondamentali del partenariato di adesione. Ritenendo che il paese soddisfi in misura sufficiente i criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 1993 e nell'ambito del processo di stabilizzazione e di associazione, la Commissione ha pertanto deciso di raccomandare l'apertura di negoziati di adesione.

Nel presentare il pacchetto sull'allargamento, il commissario per l'allargamento Olli Rehn ha dichiarato:

"La strategia di allargamento che presentiamo oggi dimostra il nostro impegno nei confronti del futuro europeo dei Balcani occidentali e della Turchia. In questo difficile contesto di crisi economica, le domande di adesione dell'Albania e del Montenegro sottolineano il costante potere di attrazione dell'Unione e il nostro ruolo nel promuovere stabilità, sicurezza e prosperità. La candidatura dell'Islanda conferisce una nuova dimensione al nostro programma di allargamento."

L'esenzione dall'obbligo di visto per i cittadini dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, del Montenegro e della Serbia, che entrerà in vigore all'inizio del 2010, porterà loro vantaggi tangibili. Entro la metà del 2010 la Commissione presenterà proposte per l'Albania e per la Bosnia-Erzegovina, purché questi paesi rispettino le condizioni stabilite.

Riguardo alla Turchia, il commissario Rehn ha inoltre dichiarato:

"La Turchia ha rinnovato il suo impegno a favore delle riforme politiche. I progressi dei suoi negoziati di adesione dipendono da questo impegno, specie per quanto riguarda il consolidamento delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto. Ci rallegriamo delle recenti consultazioni su un'importante iniziativa curda, da cui mi auguro scaturiranno azioni concrete a favore dei diritti di tutti i turchi."

"Considero incoraggianti i passi storici che la Turchia e l'Armenia hanno appena compiuto per normalizzare le loro relazioni e mi auguro che questo processo porti appena possibile a una normalizzazione totale."

La Croazia ha registrato buoni progressi in termini di conformità con i parametri stabiliti nei negoziati di adesione e i negoziati sono formalmente ripresi dopo l'accordo politico tra Slovenia e Croazia sulla gestione della questione frontaliera. La Croazia deve portare avanti il programma di riforme, in particolare per quanto riguarda il riordino del sistema giudiziario e della pubblica amministrazione, la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata e i diritti delle minoranze. Se la Croazia soddisferà in tempo tutti i parametri restanti, i negoziati di adesione potrebbero concludersi l'anno prossimo.

Il Montenegro ha chiesto di aderire all'UE nel dicembre 2008 e la Commissione sta preparando un parere, come richiesto dal Consiglio. Le elezioni politiche hanno rispettato quasi tutti gli standard internazionali. Il rafforzamento della capacità amministrativa e il consolidamento dello Stato di diritto rimangono obiettivi prioritari.

L'Albania ha chiesto di aderire all'UE in aprile. La Commissione è pronta a elaborare il suo parere non appena il Consiglio glielo chiederà. Le elezioni politiche hanno rispettato la maggior parte degli standard internazionali. Il consolidamento dello Stato di diritto e il buon funzionamento delle istituzioni statali rimangono obiettivi prioritari.

La Bosnia-Erzegovina deve urgentemente accelerare le riforme fondamentali. Per il futuro europeo del paese è necessario che i dirigenti adottino una strategia condivisa sulla direzione globale del paese e manifestino la volontà politica di rispettare i requisiti per l'integrazione europea e le condizioni stabilite per la chiusura dell'OHR.

La Serbia ha dimostrato il suo impegno ad avvicinarsi all'UE costituendo un track record di applicazione delle disposizioni dell'accordo interinale con l'UE e intraprendendo riforme fondamentali. Vista la costante cooperazione con l'ICTY, la Commissione ritiene che l'accordo interinale debba ora essere applicato dall'UE. La Serbia deve dimostrare un atteggiamento più costruttivo riguardo alle questioni inerenti al Kosovo.

In Kosovo, la stabilità si è mantenuta, ma rimane fragile. La missione UE per lo Stato di diritto EULEX è stata estesa a tutto il paese ed è pienamente operativa. Il Kosovo deve tuttavia affrontare notevoli sfide, anche per quanto riguarda la garanzia dello Stato di diritto, la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata, il rafforzamento della capacità amministrativa e la protezione dei serbi e delle altre minoranze.


In un documento separato, la Commissione propone di avvicinare all'UE i cittadini kosovari, anche tramite un dialogo sui visti nella prospettiva di un'eventuale liberalizzazione del regime dei visti quando saranno state intraprese le riforme necessarie e risulteranno soddisfatte le condizioni fissate.

La Commissione propone altresì di estendere il regime commerciale preferenziale ("misure commerciali autonome") attualmente applicato al Kosovo e, quando il Kosovo si sarà conformato alle condizioni previste, proporrà direttive di negoziato per un accordo commerciale.

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