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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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20 ottobre 2009


LA SERBIA NELL'UE E' INTERESSE DELLA RUSSIA

Il presidente russo Dmitri Medvedev e quello serbo Boris Tadic (Foto da www.glassrbije.org)"Il carattere particolarmente amichevole, reciprocamente vantaggioso e strategico delle relazioni russo-serbe", naturalmente, e ovviamente il sostegno alla Serbia nella questione del Kosovo. Uno dei punti chiave dell'odierna visita del presidente russo Dmitri Medvedev a Belgrado, per altro chiaramente indicato da Mosca, sono stati però gli scambi commerciali tra i due Paesi. Il pretesto ufficiale della visita di Medvedev, la prima di un presidente russo nella capitale serba, è stato il 65esimo anniversario della liberazione di Belgrado dall'occupazione nazista, ma occorre considerare che se da una parte la Russia è uno dei principali partner commerciali esteri della Serbia, dall'altra la Serbia stessa ha una posizione non secondaria nella definizione del progetto del gasdotto "South Stream", vale a dire uno degli assi portanti a cui la Russia affiderà le proprie forniture di gas all'Europa nel prossimo futuro.

Nel 2008 il volume degli scambi tra i due Paesi era stata pari a oltre 4000 miliardi di dollari, con una crescita superiore al 31% rispetto al 2007. Quest'anno, invece, l'andamento è stato negativo e nel periodo gennaio-agosto l'interscambio ha segnato un calo rispetto allo stesso periodo del 2008 di quasi il 50%. Alla presenza dei due presidenti. Medvedev e Tadic, sono stati firmati accordi di cooperazione "in molti settori chiave di reciproco interesse", come ha detto una fonte che ha sottolineato l'importanza degli accordi nei settori del petrolio e del gas con riferimento al gasdotto South Stream, alla costruzione di un impianto di stoccaggio sotterraneo di gas presso il cantiere Banat e la modernizzazione della raffineria Nis.

Una nota diffusa da Gazprom, informa che l'amministratore delegato del colosso energetico russo, Aleksiei Miller, e il direttore generale di Srbijagas, Dusan Bajatovic, hanno siglato il protocollo relativo alla sezione serba del progetto South Stream in base al quale entro un mese verrà costituita la "joint design venture" South Stream Serbia Ag (51% Gazprom, 49% Srbijagas) che progetterà, costruirà e gestirà la sezione del gasdotto South Stream che passerà sul territorio serbo. Miller e Bajatovic hanno siglato anche l'accordo per la joint venture (sempre con Gazprom al 51% e Srbijagas aò 49)) per lo stoccaggo di gas nel complesso sotterraneo di Banatski Dvor che avrà una capacità operativa di 450 milioni di metri cubi.

South Stream e Banatski Dvor, ha sottolineato Miller, "sono due progetti di importanza strategica per tutta l'Europa sud-orientale. La costruzione del gasdotto transnazionale permetterà di diversificare i percorsi di esportazione del gas russo e ridurre i rischi legati al transito, mentre la costruzione di impianti di stoccaggio sotterraneo permetterà di ottimizzare le forniture di idrocarburi a seconda delle esigenze stagionali". L'implementazione di questi progetti, ha detto ancora Miller, "aumenterà la sicurezza energetica della Serbia e fornirà una base economica, finanziaria, e tecnologica per il potenziale industriale del paese, che permetterà alla Serbia di diventare un protagonista del mercato del gas nei Balcani".

Nel maggio del 2008, in occasione di elezioni politiche che preannunciavano un esito piuttosto incerto, Mosca si schierò con il premier uscente nazionalista "moderato" Vojslav Kostunica, mentre l'Europa e gli Usa facevano chiaramente il tifo per il fronte europeista raccolto attorno al presidente Tadic. Bruxelles fece anche un vero e proprio "endorsement" nei confronti di Tadic, dando il via libera all'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Ue. Diversi osservatori, e io condivisi quell'analisi, fecero notare che, al di là dello schieramento tradizionale, Mosca avrebbe avuto tutto l'interesse (e neanche tanto sotto sotto sperava) in una vittoria degli europeisti, perchè agli interessi della Russia è molto più utile una Serbia membro dell'Unione Europea piuttosto che un Paese isolato, in mano ai nazionalisti e ai loro fantasmi turboserbi.

Il fronte europeista vinse le elezioni, i socialisti (una volta di Milosevic ma oggi, per fortuna, guidati dal giovane e pragmatico Ivica Dacic) capirono l'antifona e furono lesti a trovare un accordo col Partito Democratico di Tadic entrando così al governo. Per non parlare dei Radicali, che dopo la sconfitta hanno subito la scissione della corrente che fa capo a Tomislav Nikolic (ex numero due dell'imputato di crimini di guerra Vojslav Seselj), approdato ad un'opposizione moderata non pregiudizialmente ostile all'integrazione europea della Serbia. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi basti dire che il presidente serbo Tadic, in un'intervista rilasciata alla vigilia dell'arrivo di Medvedev, ha precisato che le aspirazioni di integrazione europea di Belgrado "possono solo essere positive per Mosca" aggiungendo che "nell'Unione europea saremo i migliori amici della Russia". Più chiaro di così...

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