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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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28 ottobre 2009


LA LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE IN CROAZIA

Un'immagine della campagna contro la corruzione lanciata in Croazia

di Marina Sikora (*)

Il rapporto annuale sul progresso della Croazia verso gli standard europei recentemente pubblicato ha messo in primo piano il capitolo negoziale piu’ importante, quello della giustizia, con particolare accento sul problema della lotta alla corruzione poiche’ questo resta il maggior problema della societa’ croata. Ormai e’ l’opinione pubblica a chiedere di fare luce su molti casi per anni irrisolti: a causa di influenze o pressioni che arrivano dal mondo della politica, diverse indagini relative alla corruzione sono state fermate.

"La corruzione e' ancora diffusa in molte sfere della societa' e sebbene il numero complessivo di casi indagati sia in costante crescita, il numero di condanne definitive e' molto ridotto", si e’ potuto leggere nel rapporto della Commissione europea. A Bruxelles non hanno voluto fare commenti sulle recenti indagini ed arresti dell’USKOK, l’Ufficio per la sopressione della corruzione e criminalita’ organizzata, come nemmeno sulle richieste per la destituzione dei singoli ministri croati. I costanti ammonimente indirizzati a Zagabria da parte della Commissione europea pare che abbiano in qualche modo spinto le autorita’ croate a un passo in avanti verso azioni concrete e riforme necessarie.

Senza risultati concreti, vale a dire processi giusti e sentenze, la Croazia non potra’ dimostrare di essere pronta veramente ad aderire all’Ue. Il commissario europeo all’Allargamento, Olli Rehn afferma che “che le sollecitazioni relative al processo di allargamento, che arrivano dall’Ue, possono influenzare e promuovere le riforme in Croazia”. “Non posso commentare i singoli casi e indagini” ha detto Ollire Rehn, “ma so che una seria lotta contro la corruzione, sia ad un livello piu’ basso, che quello alto, nonche’ la sopressione della criminalita’ organizzata, e’ quello che richiedono anche gli stessi cittadini croati.

L’Unione condivide le preoccupazioni dei cittadini a causa della corruzione. Sicuramente salutero’ il progresso relativo a queste attivita’” ha sottolineato l’eruocommissario aggiungendo che “la Croazia si sta’ avvicinando al suo obbiettivo, ma gli sforzi delle riforme devono essere rafforzati, e a tal proposito le riforme nella giustizia e la lotta contro la corruzione e criminalita’ organizzata sono le piu’ importanti”.

E tra i diversi casi di acceso dibattito politico in paese, vi sono le vicende in questi giorni collegate agli arresti del presidente di una delle maggiori societa’ agroalimentari croate, la Podravka di Koprivnica, del suo predecessore nonche’ altri quattro manager della stessa azienda. I dirigenti della Podravka sono stati arrestati qualche giorno fa per il sospetto di malversazione riguardo alle azioni della societa’, piu’ precisamente, sono sospettati di aver tentato, con i fondi della societa’ e tramite conti prestanome o di favore, di acquistare a proprio titolo il pacchetto di controllo delle azioni della Podravka.

La procura nazionale croata li ritiene responsabili di un danno causato alla Podravka di circa 34 milioni di euro, di abuso d'ufficio, falso in bilancio e di associazione a fini criminali. I dirigenti sospettati affermano che le operazioni finanziarie per le quali sono stati arrestati erano legali. In tutto questo spicca anche il fatto che alcuni anni fa ai vertici dell'azienda vi era anche l'attuale vicepremier e ministro dell'economia Damir Polancec. Secondo le accuse che arrivano innanzitutto da parte dell’opposizione croata e la stampa e' difficile pensare che il ministro fosse stato all'oscuro delle operazioni sotto inchiesta.

L’altro caso di discussione in primo piano nel Paese, oggetto anche di dibattito in Parlamento e’ il caso dell’ex ministro della Difesa croato, esponente anche lui del partito governativo, ‘HDZ, Berislav Roncevic. Per come si stanno sviluppando le cose, potrebbe capitare che dopo cinque anni di indagini da parte della procura per la lotta al crimine organizzato, Roncevic diventi il primo politico di cosi’ alto rango in Croazia ad essere formalmente accusato di corruzione. La procura croata ha inviato infatti al Sabor la richiesta per revocare l'immunita parlamentare per poter procedere contro il deputato Bersilav Roncevic che dal 2004 al 2007 ha svolto l’incarico di ministro della Difesa nel governo dell’ex premier Ivo Sanader. L'ex ministro e' sospettato di aver cancellato nel 2004 un bando per l'acquisto di camion per l'esercito croato e di aver dato l'appalto direttamente a un offerente il cui prezzo era di 1,5 milioni di euro maggiore rispetto a quelli offerti da altri nell'ambito del bando di concorso. C’e’ anche da sottolineare che la notizia sulle accuse contro Roncevic e' arrivata a poche ore dalla diffusione del rapporto della Commissione europea sulla Croazia.

Il sito della campagna contro la corruzione in Croazia

Il video della campagna contro la corruzione


(*) Corrispondente di Radio Radicale. Il testo è tratto dalla puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 24 ottobre scorso a Radio Radicale e riascoltabile su www.radioradicale.it

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