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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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3 novembre 2009


KARADZIC VUOLE ALTRO TEMPO PER PREPARARE LA DIFESA

Vignetta di Joep Bertrams per il giornale olandese Het Parool

Radovan Karadzic è comparso per la prima volta in aula oggi all'Aja per ribadire la richiesta di un nuovo rinvio del processo che lo vede imputato per crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genicidio. "Non voglio boicottare questo processo, ma non posso partecipare a qualcosa che è stato negativo fin dall'inizio e in cui i miei diritti fondamentali sono stati violati", ha affermato l'ex presidente della Republika Srpska.
"Sarei davvero un criminale se accettassi" di farmi processare senza un'adeguata preparazione, ha aggiunto facendo presente ai giudici la necessità di dover visionare un milione e 300mila pagine di atti. "Non può essere nell'interesse della giuria, dell'Onu che questo processo non si svolga regolarmente".
Volendo buttarla in polemica si potrebbe obiettare che le vittime dei massacri compiuti dalle formazioni militari e paramilitari serbe non hanno avuto molto tempo per preparare la loro difesa o che agli abitanti di Sarajevo non è stato chiesto cosa pensassero di 44 mesi di assedio, sotto il tiro dei mortai e dei cecchini. Dei loro diritti Karadzic si èmai interessato? Se non ci fossero di mezzo migliaia di morti e una guerra insensata ci sarebbe quasi da sorridere.
Karadzic, che si difende da solo come prima di lui aveva fatto Slobodan Milosevic, oggi ha respinto nuovamente tutte le accuse e ha sostenuto di avere bisogno di altri 10 mesi per prepararsi alla difesa. Il collegio giudicante ha aggiornato l'udienza annunciando che deciderà in settimana sul da farsi. Bel frattempo, è stata cancellata l'udienza in cui avrebbe dovuto essere ascoltato un teste dell'accusa. Karadzic bisogno di altro tempo per preparare la sua difesa? Non gli sono bastati tredici anni di latitanza? In realtà questi non sono altro che trucchi, ben sapendo che il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia ha solo più due anni di vita davanti a sé. Guadagnare altro tempo giocando sui cavilli legali, sfruttando fino in fondo tutte quelle garanzie che alle vittime dei crimini commessi durante la guerra di Bosnia non sono state concesse.
Se insisterà a volersi difendere da solo e a non presentarsi in dibattimento, potrebbe essergli imposto un difensore d’ufficio per rappresentarlo in aula. Che poi tutto solo Karadzic non è, visto che viene assistito da una ventina di legali. D'altra parte, nei giorni scorsi, il presidente della corte, O-Gon Kwon, aveva detto chiaramente che «l’udienza può proseguire anche in sua assenza», sottolineando che Karadzic ha deciso «volontariamente e senza equivoci» di non essere presente «accettandone quindi le conseguenze».

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