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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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11 dicembre 2009


LA CINA E' VICINA... ALLA GRECIA IN CRISI (2)

Immagina tratta da www.istockphoto.com"La Grecia non e' Dubai, ma un Paese della zona euro con un governo responsabile e pronto a cambiare radicalmente le cose''. Al termine di una settimana di allarme sui mercati per il rischio di default sul debito greco e dopo il declassamento di Fitch, il premier George Papandreou cerca di rassicurare i partner internazionali e annuncia misure drastiche di bilancio in arrivo nel 2010 per scongiurare. "Il nostro programma e' molto chiaro e siamo assolutamente determinati a portarlo avanti", ha detto Papandreou intervenendo al Consiglio europeo escludendo categoricamente lo scenario tratteggiato dalla londinese Standard Bank - secondo la quale Grecia e Irlanda potrebbero addirittura uscire dall'euro entro la fine del 2010 a causa della loro "intollerabile" situazione economica - e chiamando a testimoni in sua difesa il presidente dell'Eurogruppo e quello della Banca centrale europea, che hanno assicurato come non c'e' alcun rischio di bancarotta per la Grecia. Papandreou ha anche tenuto ad escludere la richiesta di aiuti al Fondo monetario internazionale, con il quale pure c'e' un dialogo in questi giorni, cosi' come con la Bce.

Stando alle indiscrezioni, le misure a cui pensa il premier - che ha detto di non aspettarsi regali, ma solo un trattamento equo da parte dell'Ue - prevederebbero pesanti tagli alla spesa, il congelamento agli stipendi dei dipendenti pubblici per tre anni, una stretta sull'evasione fiscale, la razionalizzazione della burocratica macchina pubblica greca e la lotta alla corruzione definita ''sistemica''. A Bruxelles Papandreou si e' impegnato inoltre ad un maxi-piano di riduzione del deficit, che sara' tagliato di ben quattro punti percentuali il prossimo anno e tornera' sotto la soglia del 3%, fissata dal Patto di stabilita' europeo, entro quattro anni. Un piano lacrime e sangue che secondo il quotidiano greco Kathimerini dovrebbe essere annunciato già lunedi' prossimo e sarà parte del programma di crescita e stabilita' atteso a gennaio. Questi sono i progetti ma i mercati attendono fatti e intanto continuano a punire la borsa di Atene. con un calo del 2,4%. Il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, ha rinnovato la fiducia nella capacita' di Atene di prendere misure ''coraggiose'', in grado di evitare un piano di aiuti europei a favore della Grecia. Il problema saranno le ripercussioni di queste misure sulla crescita, in uno scenario scenario globale ancora quanto mai incerto e senza poter contare su espedienti tattici come la svalutazione del cambio e il taglio dei tassi d'interesse.

Sul piano politico, perché il risanamento abbia successo Papandreou ha bisogno di un'intesa ampia con l'opposizione. Il premier socialista è stato rieletto a inizio ottobre sulla base di un programma di rilancio dell'economia, ma senza tagli delle spese e aumenti delle tasse. Vista la situazione, però, questi interventi probabilmente saranno inevitabili, anche se probabilmente verranno applicati in modo graduale per farli "digerire" meglio all'opinione pubblica. A differenza del suo predecessore di Nea Demokratia, il leader del Pasok può contare in Parlamento su una maggioranza solida e quindi non dovrà giocare la carta disperata di un governo di emergenza nazionale, puntando piuttosto sulla ricerca dell'unità nazionale per uscire dalla crisi. Il nuovo leader del centrodestra, Antonis Samaras, è stato compagno di studi di Papandreou negli Stati Uniti e ha un buon rapporto personale col premier socialista.

La ricetta che Papandreou cercherà di applicare di fronte alla gravissima crisi dei conti pubblici, secondo quanto ha spiegato all'agenzia Apcom, l'ambasciatore italiano in Grecia Gianpaolo Scarante potrebbe essere quella del rifinanziamento del debito da parte di paesi stranieri. E qui spunta la carta Cina: "Il grande problema per la Grecia è quello dell'erosione della credibilità internazionale sul fronte finanziario", sottolinea Scarante, secondo cui ora alla Grecia "serve qualcosa che funzioni subito", e in questo senso un finanziamento di parte del debito da parte della Cina è una possibilità che potrebbe essere esplorata da parte di Atene. D'altra parte Pechino gestisce già parte del porto del Pireo e parte del debito ellenico. La strategia che la Cina potrebbe applicare è quella già ben rodata in Africa: presentarsi ai Paesi sull'orlo del baratro col libretto degli assegni in mano. Inoltre, sempre secondo Scarante, nel futuro della Grecia potrebbe aprirsi lo scenario di un rilancio del suo modello economico come grande snodo energetico dei gasdotti verso l'Europa, anche se per arrivare a questo occorre prima una ripresa internazionale.

(2, fine)


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permalink | inviato da robi-spa il 11/12/2009 alle 19:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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