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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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24 settembre 2009


LJAJIC: MI DIMETTO SE MLADIC NON VIENE CATTURATO ENTRO L'ANNO

Rasim LjalicRasim Ljajic, ministro del welfare nell'attuale governo serbo, ma anche responsabile della collaborazione con il Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia, si dice pronto a dimettersi se Ratko Mladic non sarà stato catturato entro la fine dell'anno. Lo scrive il quotidiano serbo "Blic". "In quel caso dovrei pagare le conseguenze di una mia erronea presunzione".
Dopo l'arresto, nel luglio 2008 di Radovan Karadzic, Ratko Mladic, ex capo militare dei serbi di Bosnia Erzegovina durante la guerra del 1992-95, resta l'ultimo dei grandi ricercati insieme a Goran Hadzic, ex capo dei serbi della Krajina croata. E' accusato di crimini di guerra e contro l'umanità in particolare per quanto riguarda l'assedio di Sarajevo e il massacro di Srebrenica.
Da tempo si parla del "prossimo" arresto di Mladic. Anche la scorsa estate si erano diffuse voci su un suo imminente arresto, entro il mese di agosto o di settembre. Sta di fatto che fino ad ora tutte queste voci che periodicamente circolano sulla sua cattura sono state smentite. Alcuni mesi fa avevano sollevato scalpore e polemiche i video diffusi dalla tv pubblica bosniaca che mostravano Mladic libero e tranquillo con amici e parenti.
Mladic ha sempre goduto di appoggi e di una rete di protezioni che sicuramente col passar del tempo e col mutare della situazione politica in Serbia è venuta meno, ma è evidentemente ancora abbastanza forte da impedirne la cattura.
Nell'intervista Ljajic spiega che il suo "ottimismo" sulla questione dell'arresto del ricercato per genocidio, in relazione tra l'altro alla strage di Srebrenica, poggia "sulla conoscenza delle attività condotte per il suo arresto".

L'articolo di Blic

I filmati di Mladic trasmessi dalla tv bosniaca


26 novembre 2008


VENTI DI NOVITA' NELLA CHIESA ORTODOSSA SERBA?

Religiosi ortodossi serbi davanti alla sede del patriarcato a BelgradoVento di rinnovamento nella Chiesa Ortodossa Serba? Secondo quanto è stato riportato dalla stampa, in occasione del recente sinodo un gruppo di "giovani vescovi" ha chiesto cambiamenti radicali indicando la necessità di una "lustratio", una purificazione dalle complicità con il passato regime di Slobodan Milosevic. Essa dovrebbe riguardare non solo gli ex appartenenti ai servizi segreti nelle file del clero, ma anche i vescovi conservatori coinvolti nelle lobby populiste e coloro che sostengono organizzazioni di estrema destra come Obraz. I "giovani vescovi" che chiedono questa "purificazione" sognano una Chiesa libera dall'ideologia, ma i vescovi anziani hanno paura di aprire la questione e sono fortemente contrari all'elezione di un "giovane" patriarca.

Secondo le informazioni raccolte dai giornalisti di Blic, pubblicate nell'edizione online del quotidiano belgradese e provenienti da "circoli vicini al patriarcato", un gruppo di vescovi è risoluto ad aprire il dibattito sulla "lustratio" alla prossima riunione di primavera del sinodo se non si riuscirà a trovare prima una soluzione alla questione. La fonte di Blic ha affermato che una parte dei vescovi ritiene che l'ultimo sinodo ha finalmente dimostrato la necessità dei cambiamenti. Sempre secondo le informazioni raccolte dal giornale i vescovi che chiedono la "lustratio" non hanno fatto nomi ma essa riguarderebbe i vescovi che uniscono il conservatorismo ecclesiastico al populismo politico.

"Anche se la Chiesa è la meno trasparente di tutte le istituzioni - scrive Blic - alcuni di questi vescovi 'populisti' sono ampiamente noti. Filaret, vescovo di Mileševa, è tra i più impegnati e tra i più radicali. Tutti sanno che è diventato vescovo attraverso il contrabbando sul fiume Drina, quando ha aiutato i serbi bosniaci colpiti da l'embargo deciso da Milosevic, e che si è laureato in soli due mesi alla Facoltà di Teologia". "Questa lobby populista - prosegue l'articolo- è ora legata a organizzazioni di estrema destra come Obraz. Nìkanor, vescovo del Banato, è particolarmente impegnato nella collaborazione con Obraz. Le voci che circolano all'interno della Chiesa Ortodossa Serba sottolineano che 'il vescovo Nikanor del Banato conduce una guerra sovversiva contro il Sinodo e mette a rischio la posizione di Ignjatije, vescovo di Branicevo. Guidate dai consigli dei vescovi più conservatori, le organizzazioni di estrema destra causano problemi anche nelle eparchie di Sumadija e Žica, con l'obiettivo di nuocere alla reputazione dei vescovi che stanno cercando di introdurre la modernità nella Chiesa Ortodossa Serba". Anche se nessuno può dire chi ha lavorato per i servizi segreti e in quale momento, aggiunge ancora Blic, una parte dei vescovi è stata strettamente legata al regime di Milosevic ed è noto, sottolinea l'articolo, che alcuni vescovi della Republika Srpska (l'entità serba della Bosnia Erzegovina) sono stati citati in noti libri sui collaboratori dell'Udba, la polizia politica.

Secondo Blic i vescovi hanno stabilito tra di loro legami di interesse che potrebbero sembrare illogici, tuttavia, le relazioni tra la vecchia vescovi e i siti internet di estrema destra è una realtà. La lobby bosniaca è collegata ai siti Novinar.de e Ihtus. Questi siti, sempre secondo quanto riporta il giornale, conducono una campagna contro i vescovi Irinej, Ignjatije, Amfilohije, Grigorije e Atanasije, che aspirano ad una trasformazione della vita spirituale e liturgica della chiesa. Essi sono accusati dal sito Ihtus di formare una "lobby vaticana" all'interno della Chiesa Ortodossa Serba. L'analista religioso Zivic Tucic ritiene che la questione della "lustratio" è importante, ma molto delicata nelle società in transizione verso la democrazia: "Essa deve incidere su tutti i segmenti della società, compresa la Chiesa".

E' possibile leggere l'articolo di Blic tradotto in francese sul sito del Courrier des Balkans.


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permalink | inviato da robi-spa il 26/11/2008 alle 16:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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