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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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13 settembre 2009


MINI: NESSUNO NEI BALCANI HA LE CARTE IN REGOLA PER ENTRARE IN EUROPA

Il generale Fabio MiniL’ex comandante Nato in Kosovo scettico sull’intesa Slovenia-Croazia

di Pier Paolo Garofalo
da Il Piccolo
13 settembre 2009 (Pag. 6)


TRIESTE «Di primo acchito faccio i complimenti agli attori diplomatici che hanno reso possibile l’accordo sul metodo per risolvere la disputa confinaria tra Slovenia e Croazia, sbloccando il processo di adesione di questo secondo Paese all’Unione europea ma resto scettico. I passi formali devono essere seguiti da quelli sostanziali, che in genere non arrivano mai. E poi le popolazioni, oltre ai parlamenti, non dimenticano rivalità o attriti in forza a qualche firma su un protocollo». Il generale Fabio Mini, ex comandante della forza multinazionale Nato Kfor in Kosovo e ora saggista dopo avere lasciato il servizio attivo, è schietto nel commentare la recente intesa bilaterale e l’ormai prossimo ingresso di Zagabria nella casa comune europea.

Generale, un giudizio quindi pieno di ombre?
Sì, l’accordo costituisce un nuovo impegno per l’Ue e la sua Commissione, senza garanzie di un’effettiva implementazione. Riguardo una Croazia nell’Ue, ciò si aggiunge alla lunga scia di errori che hanno segnato l’ammissione di Paesi non in accordo tra loro nell’Ue e nella Nato, come nel caso di Grecia e Turchia. Ciò nel lungo periodo indebolirà queste due organizzazioni.

Quindi un errore non solo di metodo, anche occidentale?
Sì, in senso generale. Questa tattica era plausibile quando l’Unione europea aveva bisogno di nuovi Stati membri, non ora che siamo già in 28. A questo punto bisogna concentrarsi sugli standard. Ritengo che nei Balcani, almeno per quanto riguarda la Nato, nessuno dei nuovi aderenti o dei papabili abbia raggiunto un livello adeguato per l’ammissione. E per quanto concerne l’Unione, troppo spesso l’ammissione è stata solo la soluzione per bypassare problemi radicati nei rapporti tra alcune nazioni poi entratevi.

L’intesa porterà vantaggi ai Balcani?
Beh, nei Balcani non c’è nulla di bilaterale. Ogni mossa si ripercuote su tutto lo scacchiere ma è ancora presto per azzardare pronostici. Certo è che se i problemi pratici restano, pur mascherati da accordi formali, il rischio di tensioni esiste. Non si dovrebbero mai consegnare assegni in bianco.

E per l’Italia?
L’Italia, e specie il Friuli Venezia Giulia, devono stare molto attenti che trucchi diplomatici non incancreniscano i problemi. Se, come si ha la pretesa che sia, l’Unione è considerata un traguardo di maturità socio-statale, allora è necessario pretenderla anche dai nuovi aderenti.

Un futuro quindi in chiaroscuro?
A furia di accordi e compromessi i due organismi internazionali occidentali si stanno indebolendo. Non sono più presidi di nazioni con intenti comuni e una base socioculturale e storica se non comune, condivisa. Vedremo come finirà quando Ue e Nato affronteranno il caso-Ucraina. Sarà il vero banco di prova per il futuro dei rapporti Europa comune-Russia e lì si vedrà chi, tra gli Stati di Ue e Nato, saprà e vorrà fare la sua parte di alleato.


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12 settembre 2009


ACCORDO CROAZIA-SLOVENIA: UNA VITTORIA PER KOSOR E PAHOR

di Marina Sikora, corrispondente di Radio Radicale

Questo è il testo della corrispondenza andata in onda nella puntata di "Passaggio a Sud Est del 12 settembre

Ieri, 11 settembre, a Ljubljana e’ stato raggiunto il tanto atteso accordo sulla disputa confinaria tra Croazia e Slovenia.
Dopo l’incontro venerdi’ mattina a Ljubljana i due capi di governo, quello croato, Jadranka Kosor e quello sloveno, Borut Pahor hanno ufficializzato l’annuncio dei media il giorno precedente. I due premier considerano questa “una vittoria per entrambe le parti”. I negoziati sul confine, si dice, torneranno nell’ambito dell’Ue, ovvero li’ dove sono stati interrotti lo scorso 15 giugno, dopo diversi e lunghi tentativi di mediazione dell’eurocommissario all’allargamento Olli Rehn. Il premier sloveno Borut Pahor ha affermato di avere gia’ il pieno sostegno del suo governo a favore dello sblocco dei negoziati di adesione della Croazia con l’Ue. Ma la voce finale sara’ quella del Parlamento sloveno dove, secondo le informazioni, Pahor avrebbe gia’ la maggioranza nonostante la forte contrarieta’ dell’intera opposizione slovena, soprattutto dell’estrema destra.

Nelle loro prime reazioni, i partiti politici sloveni che fanno parte del governo di Borut Pahor hanno sostenuto l’accordo. L’opposizione slovena chiede invece una riunione straordinaria della Commissione esteri del Parlamento sloveno. “Il governo si comporta in maniera egoista e capriccosa senza rispettare il Parlamento che secondo la legge e’ responsabile della preparazione della cornice dei negoziati bilaterali e multilaterali” si legge nella dichiarazione del Partito democratico dell’ex premier sloveno Janez Jansa.
Nell’intervista ieri sera al notiziario serale della tv di stato croata (HTV), alla domanda come e’ riuscita a raggiungere l’accordo con il premier sloveno in cosi’ poco tempo, la premijer Kosor ha detto che vi ha contribuito maggiormente l’atmosfera amichevole nel corso del loro primo incontro e la cosidetta “diplomazia segreta”. Ha valutato importante il fatto che tutti i protagonisti coinvolti nei colloqui si sono impegnati esattamente cosi’ come concordato. Kosor ha aggiunto di non essere preoccupata delle critiche sull’accordo che arrivano dall’opposizione slovena come nemmeno delle minacce di referendum relativo alla soluzione di questa lunga disputa. Nella sua dichairazione inviata alla presidenza svedese dell’Ue, Jadranka Kosor ha scritto che “nessun documento, posizione, dichiarazione scritta o orale nel processo negoziale croato non pregiudica il confine statale tra Croazia e Slovenia. In questa garanzia sia afferma anche che “nessun documento o mossa unilaterale dopo il 25 giugno 1991 non assume il valore di fattore giuridico nella soluzione del contenzioso confinario sia davanti alla corte di arbitraggio che nel corso del processo negoziale”.

La Commissione europea si aspettava l'accordo tra Zagabria e Ljubljana. Il proseguimento dei negoziati con Zagabria sono un segnale benvenuto per la Croazia, ma anche per gli altri paesi della regione, ritengono a Bruxelles.
Secondo le informazioni, la presidenza svedese ha indicato il 16 ottobre come data per la nuova conferenza di adesione. E' possibile che il nuovo giro di negoziati sia convocato anche prima. Se il parlamento sloveno approvera' l'accordo Kosor-Pahor, tra una decina di giorni l'Ue dovrebbe iniziare il lavoro sui 15 capitoli pronti. L’accordo tra Croazia e Slovenia sul proseguimento dei negoziati croati con l’Ue come anche quelli con Ljubljana sulla soluzione definitiva del contenzioso confinario, il presidente croato Stjepan Mesic ha commentato dicendo che secondo la sua opinione “l’Europa si e’ stufata di colpi e contracolpi tra le due parti mentre si sa’ che sia i croati che gli sloveni devono seguire i principi”. E’ un peccato – ha osservato il presidente croato – che si e’ aspettato cosi’ a lungo alla soluzione del problema. “E’ importante che i due piccoli Paesi collaborino bene e questo e’ anche un messaggio importante agli altri perche’ con l’accordo possiamo risolvere molte cose” ha detto Mesic.

La presidente del Comitato nazionale per seguire i negoziati di adesione, Vesna Pusic, esponente del Partito popolare croato – liberaldemocratici, ha valutato che sull’accordo con Ljubljana non c’e’ spazio per nessun trionfalismo e ha constatato che si tratta di un passo positivo per entrambi gli Stati come anche per l’Ue. Secondo Vesna Pusic, la Presidenza svedese ha avuto un ruolo importante nel raggiungimento dell’accordo. Ha avvertito pero’ che, anche se e’ evidente che il governo sloveno sostiene l’accordo, cruciale sara’ il parere della Commissione esteri del Parlamento sloveno, proprio quella che ha deciso il blocco di Ljubljana ai negoziati croati. Secondo le informazioni della capogruppo del Partito popolare croato, che si dice in contatto con i colleghi sloveni, la sessione del Parlamento sloveno sulla questione sara’ molto accesa e dinamica.
La sua opinione e’ condivisa dal presidente del maggior partito di opposizione, il socialdemocratico Zoran Milanovic. “Meglio tardi che mai. La Croazia ha perso dieci mesi di negoziati, ma oggi siamo piu’ intelligenti per due cose – la Slovenia ha riunuciato alla sua posizione precedente e ha accettato tutto cio’ che la Croazia offriva un anno fa” ha sottolineato il leader del Partito socialdemocratico ma ha rilevato anche: “il fatto che la Slovenia all’epoca non ha accettato l’offerta, mentre oggi lo ha fatto, e’ qualcosa che potrebbe diventare oggetto di discussione. Le mie informazioni dicono che una parte dei Paesi dell’Ue non volevano assistere piu’ allo spettacolo sloveno. La Svezia in quanto attuale presidenza dell’Ue, ovvero Carl Bildt ha fatto molta pressione sugli sloveni” ha affermato Milanovic alla conferenza stampa in occasione della grande notizia.

I vertici della Dieta democratica istriana e dello SDSS, il partito che rappresenta la minoranza serba in Croazia, guardano positivamente all’accordo di Ljubljana. Milorad Pupovac, esponente dello SDSS esprime comunque “rammarico per il tempo perso”.
Damir Kajin dell’IDS e’ dell’opinione invece che “la Croazia, rinunciando ad un organo internazionale giuridico che poteva risolvere il contenzioso bilaterale, ha indebolito le sue posizioni”. Secondo Kajin, il fatto che l’accordo raggiunto venerdi’ significa la continuazione dei negoziati nella cornice dell’ultima proposta del Commissario all’allargamento Olli Rehn per la Croazia significa che essa accetta la mediazione e non la soluzione giuridica del contenzioso anche se cio’ non esclude che gli arbitri seguiranno il diritto internazionale. Il zupano istriano e presidente dell’IDS Ivan Jakovcic invece ha salutato fortemente il nuovissimo accordo tra Croazia e Slovenia. “Questo e’ veramente un grande progresso e per questo saluto fortemente l’accordo nella convinzione che la Croazia finalmente si avviera’ verso l’Ue senza altri blocchi” ha detto all’agenzia croata Hina Ivan Jakovcic avvertendo pero’ che ci sono state diverse volte quando la Slovenia aveva trovato motivazioni aggiuntive per porre il veto al processo negoziale croato.

Secondo il quotidiano di Zagabria ‘Jutarnji list’ , finalmente e’ stata in quache modo risolto anche il dubbio se l’ex premier sloveno Janez Jansa e il suo omologo croato Ivo Sanader, due anni fa, a Bled, in Slovenia, hanno raggiunto o no l’accordo che il confine venisse stabilito davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. La lettera che attualmente la premier croata Jadranka Kosor a inviato al capo di governo svedese in quanto presidente dell’Ue - scrive ‘Jutarnji list’ - non menziona testualmente da nessuna parte la Corte dell’Aja il che non significa che essa e’ completamente esclusa in quanto possibilita’ perche’ la formulazione “corte di arbitraggio” si puo’ interpretare molto largamente. In questo senso si e’ andato incontro alla Slovenia perche’ e’ noto che vi esiste la profonda convinzione (sbagliata) che bisognerebbe assolutamente evitare questa corte poiche’ non saranno considerate le circostanze particolari a cui fa riferimento Ljubljana. Da questa frase si puo’ dedurre che le due parti molto probabilmente concorderanno che la soluzione, se non ci sara’ un’accordo bilaterale, venisse affidata ad un organo arbitrale cosi’ come proposto dall’eurocommissario Olli Rehn in base alla cui proposta vi sarebbero inclusi anche i giudici della CIG dell’Aja, un fatto che le due parti avevano gia’ accettato. Bisogna sottolineare che l’arbitraggio ad hoc e’ un meccansimo della giustizia internazionale dello stesso valore giuridico come la Corte.
Anche gli Stati Uniti hanno espresso forte approvazione per l’accordo tra Slovenia e Croazia. Dallo Dipartimento di stato americano si sottolinea che questo e’ un contributo alle integrazioni euroatlantiche e alla stabilita’ dell’Europa sudorientale. Gli Stati Uniti invitato le due parti di continuare la via di dialogo. “Noi siamo amici e alleati di entrambi paesi e siamo felici del proseguimento di una collaborazione produttiva” ha detto Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato americano. Crowley ha aggiunto che gli Stati Uniti hanno aiutato in questa diplomazia silenziosa e che hanno tenuto colloqui importanti con le due parti.

La disputa di confine fra Croazia e Slovenia, ricordiamo, andava avanti da 18 anni, da quando il 25 luglio 1991 Croazia e Slovenia dichiararono l'indipendenza. Ancora nel 1954, l'ex Territorio Libero di Trieste (TlT) venne diviso tra Italia e Jugoslavia, che ottenne l'Istria nordoccidentale. L’area fu divisa fra le allora due repubbliche di Slovenia e Croazia dell’ex Jugoslavia ma non vi fu mai delineata una precisa linea di confine siccome le due repubbliche facevano parte di un unico stato federale. Con l'indipendenza di Croazia e Slovenia, le acque del Golfo di Pirano e alcuni brevi tratti di confine terrestre sono diventati oggetto di disputa tra i due stati. Negli anni novanta la Croazia a piu' riprese propose di dividere il Golfo a meta', o di risolvere il problema davanti ad un Tribunale internazionale, ma la Slovenia ha sempre rifiutato ogni tipo di soluzione che le precludesse l'accesso alle acque internazionali nel nord Adriatico. La Croazia da parte sua non ha mai rinunciato al contatto diretto con le acque territoriali italiane nel Golfo di Trieste, presupposto legale di numerosi accordi tra Zagabria e Roma. Dall'adesione della Slovenia all’ Ue, avvenuta il primo maggio 2004, e dal momento dell'inizio dei negoziati di adesione della Croazia all'Unione, il 3 ottobre 2005 la disputa sul confine assume un peso rilevante e nel dicembre scorso Ljubljana ha posto il suo veto al proseguimento del negoziato europeo della Croazia, affermando che nei documenti inviati da Zagabria a Bruxelles vi erano elementi che pregiudicavano il confine tra i due paesi. Nei mesi scorsi il commissario all'allargamento Olli Rehn ha tentato una mediazione che alla fine non ha portato a nessun progresso e i negoziati sono stati sospesi. Dopo le dimissioni del premier croato Ivo Sanader a fine giugno, sono bastati soltanto due incontri tra i capi di governo dei due paesi per portare all’accordo raggiunto finalmente venerdi’ a Ljubljana.
Subito dopo il successo a Ljubljana, la primo ministro croata si e’ recata a Stoccarda per incontrare la cancelliere Angela Merkel. La cancelliere tedesca ha dato pieno sostegno alla Croazia di continuare il processo negoaziale con Bruxelles. Merkel ha espresso soddisfazione per l’accordo raggiunto tra Zagabria e Ljubljana.


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11 settembre 2009


CROAZIA-SLOVENIA: E' UFFICIALE, SITUAZIONE SBLOCCATA PER IL CONFINE. VIA LIBERA PER ZAGABRIA IN UE

Immagine tratta dal sito www.hrt.hrCome avevo scritto questa notte Croazia e Slovenia hanno trovato un accordo per risolvere la questione del confine marittimo tra i due Paesi. La notizia anticipata ieri sera dai media croati ora è ufficiale. Lo hanno dichiarato il primo ministro sloveno, Borut Pahor e la premier croata, Jadranka Kosor, al termine dell'incontro svoltosi questa mattina. Lubiana ha quindi annunciato che toglierà il veto sull'adesione della Croazia all'Unione europea: "Il governo sloveno proporrà immediatamente alla Commissione parlamentare per gli affari esteri e comunitari di togliere il veto sui negoziati di adesione della Croazia all'Ue", ha dichiarato Pahor. Una conferenza intergovernativa dei ministri Ue è prevista per ottobre ed é probabile che in quella occasione venga formalizzato lo scongelamento dei negoziati.
La premier coata Kosor ha spiegato da parte sua che in cambio il governo di Zagabria ha inviato alla presidenza di turno svedese dell'Ue una dichiarazione in cui si precisa che nessun documento presentato dalla Croazia e nessuna dichiarazione, scritta o orale, nell'ambito delle trattative di adesione può in alcun modo pregiudicare la definizione delle frontiere nell'area contesa dai due Paesi. Inoltre, nessun documento o atto sulla questione potrà avere valore giuridico davanti ad un arbitro o ad un tribunale.
I due premier hanno annunciato che ora continueranno le consultazioni sulle modalità di soluzione del contenzioso confinario e che le due parti intendono lavorare nella direzione proposta lo scorso giugno dal commissario europeo all'Allargamento, Olli Rehn. L'intenzione dunque pare quella di dare vita ad una commissione arbitrale ad hoc. Il premier sloveno ha precisato che la Croazia si è impegnata a definire il confine prima della sua adesione all'Ue.


11 settembre 2009


CROAZIA-SLOVENIA: ATTESO PER OGGI LO SBLOCCO DEI NEGOZIATI

Borut Pahor e Jadranka KosorE' atteso per oggi lo sblocco dei negoziati sulla definizione del confine tra Croazia e Slovenia . Secondo quanto hanno riportato questa sera i media croati l'accordo sarebbe stato raggiunto e si attende in giornata l'annuncio ufficiale. La premier croata, Jadranka Kosor, ha incontrato i partiti politici informando che Ljubljana toglie il veto in seguito all'accordo raggiunto.In giornata la Kosor dovrebbe incontrare il suo omologo sloveno Borut Pahor. Secondo la radio televisione di stato croata HRT, Zagabria ritirerà tutti i documenti che secondo la Slovenia hanno fino ad oggi pregiudicato l'accordo sul confine tra i due paesi.
Nemmeno due mesi e mezzo dopo le inaspettate dimissioni del pemier croato Ivo Sanader, la sua "delfina" Jadranka "iron lady" Kosor ottiene un successo politico diplomatico importantissimo sbloccando una disputa che si trascinava da 18 anni e che aveva di fatto bloccato i negoziati di adesione all'UE. Ora invece il negoziato riparte spalancando alla Croazia le porte di Bruxelles. Il 16 ottobre dovrebbe tenersi la conferenza intergovernativa sotto la presidenza di turno svedese dell'UE e i negoziati di adesione dovrebbero concludersi nel 2010.
Che la cosa potesse risolversi era abbastanza prevedibile anche se non così presto, visto che solo un paio di mesi fa l'UE, incagliata nel gioco di veti incrociati tra Zagabria e Lubljana aveva gettato la spugna dicendo, nei fatti, "sbrogliatevela da soli". E' un indubbio successo per la presidenza svedese dell'Unione anche se è difficile pensare che la soluzione sia frutto solo di un accordo tra Kosor e Pahor. Sarebbe interessante capire di chi veramente è stato "il ditino" che ha risolto la questione e quale è stato il prezzo dell'accordo.
Vedremo domani (e dopodomani e ancora dopo). Kosor e Pahor hanno avuto finora solo due incontri e i termini dell'accordo ancora non sono noti né all'UE, né ai partiti politici dei due paesi. Sentiremo domani le dichiarazioni ufficiali e staremo a vedere.

[Con la collaborazione di Marina Sikora]

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