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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





10 agosto 2009


SOROS: "IN TEMPI RIVOLUZIONARI L'IMPOSSIBILE DIVENTA POSSIBILE"

George SorosFornire fotocopiatrici a istituzioni culturali e scientifiche per favorire la circolazione delle informazioni. Fu questa una delle prime iniziative promosse dal finanziere George Soros per favorire il cambiamento democratico dei regimi comunisti dell'Europa dell'est. Lo scrive lui stesso in un testo redatto in esclusiva per la CNN nell'anno in cui ricorre il ventennale della caduta del Muro di Berlino. "Uno dei nostri primi progetti fu quello di offrire macchine fotocopiatrici alle istituzioni culturali e scientifiche, in cambio di valuta locale. Abbiamo utilizzato i fondi per fornire borse di studio e sostegno locale a tutti i tipi di iniziative non ufficiali, ma le macchine fotocopiatrici hanno fatto un sacco di cose buone. Fino ad allora, le poche esistenti erano state letteralmente tenute sotto chiave, ma man mano che venivano rese disponibili, l'apparato del Partito comunista perse il controllo delle macchine e della diffusione delle informazioni".

George Soros, nato a Budapest il 12 agosto 1930 in un famiglia ebraica con il nome di Gyorgy
Schwartz, fu testimone prima dell'invasione nazista dell'Ungheria, poi della dittatura sovietica. Il padre, Tivadar, avvocato, a sua volta sopravvissuto ai gulag siberiani negli anni della Rivoluzione d'ottobre, falsificò documenti per salvare dalla Shoah decine di ungheresi, e cambiò il suo stesso nome in Soros per nascondere l'origine ebraica. La famiglia poi fuggì a Londra quando George era diciassettenne. Nella capitale britannica fece mille mestieri per pagarsi gli studi alla London School of Economics. Considerato tra i maggiori traders Usa, inventore del primo hedge fund, fu autore dell'attacco alla sterlina che ne provocò la svalutazione e l'uscita dallo sostema monetario europeo. Definito "l'uomo che distrusse la banca d'Inghilterra", fu accusato di essere dietro altri attacchi speculativi a diverse monete tra le quali anche la lira italiana.

Soros è considerato da molti il prototipo del capitalista amorale e senza scrupoli, e per certi versi le sue attività finanziarie sono certamente spregiudicate. La presenza di funzionari NATO nei board di alcune ong gli ha portato l'accusa di voler sostenere l'espansionismo USA nell'Europa orientale, ma prima di impegnarsi per la democratizzazione dei Paesi dell'est europeo, si dedicò dagli anni '70 a progetti per la difesa delle minoranze, inclusi rom e migranti, non solo nell'Europa dell'Est (dove tra gli altri progetti finanziò la ricostruzione di Sarajevo con 50 milioni di dollari), ma anche in Asia e Africa. All'Est del resto Soros si è dedicato anche con investimenti, tra cui il complesso minerario di Trepca in Kosovo, quando questa era ancora parte della Serbia.

Per la transizione da una società chiusa ad una democratica, per realizzare ad Est la "società aperta" sul modello di quella delineata da Karl Popper, ci voleva un aiuto esterno e quello - spiega Soros - "fu il ruolo delle mie fondazioni". Al momento della caduta dell'URSS e poi della Jugoslavia, "nel 1992 le sedi di Open Society erano in 22 Paesi con un budget da 53 milioni di dollari, diventati un anno dopo 184". Secondo alcuni biografi, però, il finanziere verso la fine degli anni '70, prima di fondare l'Open Society Institute, aveva finanziato con molti milioni di dollari Solidarnosc in Polonia, Carta 77 in Cecoslovacchia e l'attività di Andrei Sacharov in Russia. Molti i fondi forniti anche a organi di informazione indipendenti, come Radio B92 di Belgrado e Radio Free Europe/Radio Liberty, e a varie istituzioni culturali e di ricerca come l'International Crisis Group e Human Rights Watch.

Soros ha sempre sminuito il suo ruolo nel finanziamento delle "rivoluzioni colorate", ma almeno nel caso di quella georgiana, la cosiddetta "Rivoluzione delle rose" del 2004, venne chiamato in causa direttamente dall'allora presidente Eduard Shevardnadze, mentre diverse figure di vertice del successivo nuovo governo dei Mikheil Saakashvili provenivano da ong gravitanti attorno alla Soros Foundation. La ex ministro degli Esteri Salomé Zourabishvili scrisse addirittura che "la Soros Foudation di Tbilisi era stata integrata nel nuovo governo". Non sempre le cose sono andate bene: Soros perse 2 miliardi di dollari con il default russo del 1998, né sono mancati scandali nelle sue fondazioni, "con storni di finanziamenti, come in Lettonia" ammette lo stesso Soros.

Il bilancio che Soros traccia della sua trentennale iniziativa per la democratizzazione dell'ex blocco comunista è articolato e non risparmia qualche nota critica, anche all'establishment occidentale. "Quando ho creato le basi in Europa orientale speravo la società aperte dell'Occidente avrebbero seguito le mie orme, ma a questo proposito sono rimasto deluso. Non sono stati disposti a mettere mano ai propri bilanci e hanno passato il compito al Fondo monetario internazionale, che è stato poco adatto al compito. Il FMI è abituato a firmare lettere di intenti con i governi, condizionando la prosecuzione dei suoi programmi al mantenimento dei loro impegni da parte dei governi. I paesi dell'Europa orientale se la sono cavata meglio, ma negli Stati dell'ex Unione Sovietica, uno dopo l'altro, i programmi sono in gran parte falliti. La Germania orientale è stata l'eccezione: la Germania Ovest era disposta a fare i sacrifici necessari per la sua integrazione. Infine, i paesi dell'Europa orientale, compresi gli Stati baltici, anche grazie all'adesione all'Unione europea. Ma il resto della ex Unione Sovietica, nel Caucaso e in Asia centrale, non è mai riuscito a fare la transizione. Questo ha lasciato un'amara eredità. A torto o a ragione, sia i governanti, sia il popolo russo nutre un profondo risentimento contro l'Occidente, che l'Occidente non ha saputo affrontare".

Duro il giudizio anche sulla Russia attuale: "Il nuovo ordine di Mosca che è emerso dal caos del 1990 è molto lontano da una società aperta. Si tratta di un regime autoritario che conserva l'apparenze di democrazia, ma il suo potere deriva dal suo controllo delle risorse nazionali della Russia. Esso utilizza le risorse per mantenere se stesso in termini di potenza, per favorire l'arricchimento personale dei governanti, e per esercitare la sua influenza attorno ai suoi confini, sia in Europa e sia nell'area ex sovietica". Ma l'ideale di una società aperta è difficile da eliminare e Soros, che ha 79 anni, non ha rinunciato alla speranza anche perché la regola di fondo nella sua attività in est Europa, come scrive per la CNN, sta in una frase che gli disse suo padre: "In tempi rivoluzionari, l'impossibile diventa possibile".

L'articolo di George Soros per la CNN

Il sito dell'Open Society Institute


29 maggio 2009


BUON COMPLEANNO ALDA

Il 27 maggio è stato celebrato a Bruxelles il decennale di fondazione dell'Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale (ALDA), una ong internazionale nata nel 1999 per coordinare una rete di Agenzie della Democrazia Locale attiva fin dal 1993 per promuovere i diritti umani, la democrazia e la partecipazione attiva dei cittadini.
Fin dalla sua nascita ALDA ha sviluppato numerosi progetti e attività per sostenere e sviluppare la democrazia locale e la cittadinanza attiva in Europa. Oggi è riconosciuta dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione Europea, come uno dei principali attori in questi temi, ed è sostenuta da diversi governi europei.
Nei Balcani le Agenzie della Democrazia Locale hanno accompagnato il processo di transizione post bellico e adesso sostengono attivamente l'allargamento dell'Unione europea nella Regione. Il loro mandato si è sviluppato nel corso degli anni adattandosi ai reali bisogni della comunità.
Le ADL e ALDA hanno quindi esteso le loro attività anche in altre regioni come il Caucaso meridionale e la Bielorussia, dove ha realizzato con successo un progetto pilota sulla democrazia locale e il sostegno alla società civile.
Sull'impegno per la riconciliazione e la costruzione delle democrazia locale nei Balcani, i nuovi progetti di cittadinanza attiva nel Caucaso, lo sforzo per sostenere il processo di integrazione europea e contrastare le tendenze "euroscettiche" attraverso lo sviluppo della partecipazione attiva dei cittadini, segnalo la mia intervista per Radio Radicale a Antonella Valmorbida, direttore di ALDA, autrice del Rapporto sul decennio di lavoro dell'ong presentato a Bruxelles.

L'intervista a Antonella Valmorbida su Radio Radicale

Il sito ufficiale di ALDA



Qui di seguito una breve scheda tratta dal sito di ALDA, sulla sua attività, i progetti e i sostenitori.


L'Associazione delle Agenzie della Democrazia Locale (ALDA) è un'organizzazione internazionale non governativa fondata nel 1999 come una piccola iniziativa del Consiglio d'Europa del Congresso dei poteri locali e regionali per coordinare una rete delle Agenzie della Democrazia Locale (ADL), già in vigore dal 1993 .

Le ADL sono le ONG locali che agiscono per promuovere i diritti umani e la democrazia locale.

Diversi pilastri di attività sono stati rapidamente aggiunto al ALDA La missione che oggi includono:
rafforzamento della integrazione europea in diverse aree geografiche tra cui Caucaso;
cittadinanza attiva dei cittadini e 'la partecipazione;
la promozione delle pari opportunità e politiche di giovani;
lo sviluppo economico sostenibile;

L'ALDA del metodo di lavoro si basa su:
il decentramento e la cooperazione multilaterale: la cooperazione tra gli enti locali, nazionali e internazionali;
la promozione di partenariati: partner lo scambio delle migliori pratiche e creare progetti comuni per raggiungere benefici comuni;
assistenza tecnica e di formazione indirizzata alle autorità locali, le associazioni e le ONG (capacità buiding).

Alcuni progetti di ALDA
EURaction. L'esperienza pilota di consultazione diretta dei "pannelli cittadino" in Europa.
gioventù. Diffondere con l'omonimo programma UE per i giovani tra i 15 e 30 nel Sud Est Europa e del Caucaso, in collaborazione con 20 partner.
Insieme - i Balcani in Europa, l'Europa nei Balcani. Questo progetto mira ad aumentare la qualità dei Balcani giornalisti.
Microcredito per il Sud-Est Europa. Giovani imprenditori ricevono microcrediti per attuare idee innovative.
lo sviluppo economico locale. 9 micro-progetti in Bosnia-Erzegovina, Croazia, Montenegro, Serbia per favorire lo sviluppo locale.
Cooperazione Regione Bassa Normandia e la "ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Assistenza tecnica da parte della Bassa Normandia-Regione per un programma di cooperazione decentrata.
L'Europa nel dialogo con i cittadini. Progetto di sviluppo della cittadinanza attiva in 9 paesi (i "vecchi" e "nuovi" membri della UE)
PEARL.EU. È un progetto fondato nel quadro dell 'Adriatico Progamme transfrontaliera Interreg IIIA, che mira a creare una piattaforma di collaborazione e di dialogo tra i Paesi del Mare Adriatico.
MAHLDE.NET. Nel quadro dell 'Adriatico transfrontaliera Interreg IIIA Progamme, per favorire la cooperazione decentralizzata tra le due sponde del Mare Adriatico.
Città per la pace e la democrazia in Europa. Si tratta di enti locali e delle loro associazioni da 15 paesi con 80 progetti per coinvolgere i giovani nel corso del dibattito per la costruzione di una soluzione pacifica e democratica.
Patto di stabilità per l'Europa sudorientale. Essa promuove la cittadinanza attiva e la cooperazione transfrontaliera nei Balcani.
Lo sviluppo di capacità in Federazione Russa. ALDA è parte in un consorzio di autorità sostenuto dalla Commissione Europea per aiutare questo Paese per l'attuazione della nuova riforma amministrativa.
Co.Ar.Pa.. Promuovere l'imprenditorialità femminile in Croazia, Serbia e Bosnia Erzegovina.

ALDA rete
ALDA La rete comprende 29 paesi europei e 300 Partner e membri (autorità locali, settore economico, le associazioni, università, gruppi di ricerca e altri).

ALDA in reti
ALDA ha una forte attività di rapporto con le istituzioni europee e fa parte delle seguenti reti:
Dialogo strutturali della Commissione europea del programma "Europa per i cittadini"
Programma di supporto tecnico del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa
osservatore presso il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa
Membro della Conferenza delle OING del Consiglio d'Europa
Membro della rete internazionale "Lavorare insieme" tra formatori da parte delle autorità locali di Est Europa.

ALDA è al lavoro per ottenere lo status di consulente presso l'ECOSOC delle Nazioni Unite e al Comitato delle Regione dell'Unione europea.

I nostri sostenitori
Congresso del Consiglio d'Europa, Commissione europea (DG Istruzione e Cultura, DG Allargamento, DG Relex), Ministero degli Affari Esteri di Italia, Francia e Norvegia, Svizzera Agenzia per lo sviluppo e la cooperazione, Regione Bassa Normandia (Francia), Principato di il Liechtenstein, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Regione Puglia, Fondazione Soros, Interreg IIIA, Intesa San Paolo, Città e Cantone di Ginevra, Patto di stabilità per l'Europa sudorientale.



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