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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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1 luglio 2009


CROAZIA: LO STALLO IN EUROPA CAUSA LE DIMISSIONI DEL PREMIER

Ivo SanaderIl primo ministro croato, Ivo Sanader, si è dimesso. Sanader, 56 anni, leader dell'Unione democratica croata (Hdz), premier dal 2003 confermato nel 2007, ha deciso di lasciare il suo incarico a due anni dalla fine del mandato aggiungendo che lascerà anche la carriera politica e non si presenterà alle prossime elezioni presidenziali.
"Grazie a Dio non sono malato e non ho accettato le offerte di un posto nell'istituzioni UE", ha detto Sanader in conferenza stampa senza però fornire dettagli sulle ragioni che lo hanno spinto a rassegnare le dimissioni. "Ho deciso di aver fatto la mia parte, ora tocca ad altri", ha aggiunto. "La Croazia e' ora leader in questa parte dell'Europa e dispone di tutte le condizioni per la crescita e lo sviluppo", ha detto ancora. Durante il suo primo mandato, nel 2005, la Croazia ha dato avviato i negoziati di adesione all'Unione Europea e quest'anno è diventata il 28mo membro della NATO, ma da quanto sono riuscito a sapere, proprio l'Europa sarebbe la causa dell'addio di Sanader.
I negoziati per l'adesione all'UE erano ben avviati e un anno fa tutto faceva pensare che potessereo essere chiusi entro la fine del 2009, in modo da arrivare all'adesione nel 2011. Poi, lo scorso autunno la Slovenia si è messa di traverso ed è esploso il contenzioso sui confini tra i due Paesi (soprattutto per quanto riguarda le acque del golfo di Pirano), una questione mai definita e che si trascina fin dal 1991, anno dell'indipendenza dei due Paesi dalla Jugoslavia.
Dopo mesi e mesi di inutili trattative, in cui le due parti non sono riuscite a trovare un compromesso incartandosi nel gioco dei veti incrociati, la questione è ad un punto morto. Il veto di Lubiana (Paese membro dell'UE dal 2004) ha di fatto bloccato il negoziato per l'adesione di Zagabria. Anche Bruxelles ha dovuto gettare la spugna dopo un inutile tentativo di mediazione.
Per la Croazia è sicuramente uno smacco, nonostante l'intenso lavoro diplomatico e gli appoggi di gui gode sul piano internazionale, ma per Sanader è un vero e proprio fallimento politico e dunque questo, con tutta probabilità e stando anche a quanto ho potuto sapere di persona, sarebbe il vero motivo che lo ha portato alle dimissioni. Un fallimento che gli avrebbe reso impossibile di puntare alla presidenza della repubblica e che lo ha spinto anche alla rinuncia alla leadership dell'HDZ e al ritiro dalla politica attiva.
Un fulmine a ciel sereno, un terremoto che avrà ripercussioni anche sul quadro politico interno croato e che complica la situazione anche in vista delle prossime presidenziali. L'attuale vice-premier, Jadranka Kosor, stretta collaboratrice di Sanader e che proprio oggi festeggia i 56 anni, dovrebbe prendere il suo posto sia alla guida del governo, sia alla guida del partito. Se così fosse, la Croazia sarebbe il primo Paese balcanico ed ex jugoslavo ad avere una donna come premier e come leader del pricipale partito.


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