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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





21 dicembre 2008


NOTIZIE DALL'ALBANIA

Qui di seguito il testo della corrispondenza di Artur Nura per la puntata di sabato 20 dicembre di "Passaggio a Sud Est", il settimanale di Radio Radicale sulla realtà politica dell'Europa sud orientale in onda il sabato alle 22,30.

Il passato comunista divide governo e opposizione
Un progetto di legge sull'apertura dei dossier del regime comunista albanese che dovrebbe impedire di coprire incarichi istituzionali e pubblici a tutti coloro che durante il passato regime comunista abbiano avuto ricoperto funzioni politiche o abbiano fatto parte dei servizi segreti dell'epoca, ha fatto ancora una volta confusione alla politica di Tirana.
Il provvedimento, presentato dalla maggioranza del premier, Sali Berisha, e' stato contestato dall'opposizione di sinistra che ha abbandonato l'aula del parlamento in segno di protesta. Mentre la votazione era prevista dopo mezzanotte all’improvviso è stata comunque rinviata per la prossima settimana, e secondo alcuni opinionisti, poiché gli internazionali presenti a Tirana sono intervenuti. In effetti, il progetto di legge prevede la costituzione di un apposito istituto con il compito di controllare il passato di tutti i funzionari pubblici cominciando dal presidente della repubblica ai ministri, parlamentari, sindaci fino ai magistrati. Di certo che non sono previsti processi penali, ma solo il divieto a ricoprire alti incarichi pubblici e politici, a chi sia stato complice dei servizi segreti o membro della cupola comunista.
Secondo l’opposizione questa azione politica è stata intrapresa per portare fuori dell’ufficio dei magistrati quali stanno lavorando su dei casi in cui sono coinvolti ministri del governo di centro-destra dello stesso premier Sali Berisha. Invece, secondo la maggioranza l'opposizione è ostaggio del suo passato comunista, ma a questo progetto di legge si è opposto anche il governo degli Stati Uniti d’America, che in un comunicato ufficiale ha parlato di seri problemi costituzionali del provvedimento ed ha proposto una revisione del progetto di legge con l'assistenza di esperti internazionali.
Dopo la dichiarazione ufficiale dell'ambasciatore americano in Albania, anche il rappresentante OSCE a Tirana, Robert Bosch, ha avvertito la maggioranza di Governo, e lo stesso Premier Berisha, dichiarando che il progetto di legge sulla "pulizia dei collaboratori dei servizi", viola diversi articoli della Costituzione. Bosch inoltre ha affermato che il Governo di Tirana non ha consultato l'OSCE/ODHIR su tale argomento, nonostante che questi istituzioni hanno degli organi specializzati su tale materia. Bosch ha così sostenuto la posizione dell'Ambasciata americana, secondo cui la legge deve essere sottoposta ad un'ampia discussione prima che venga approvata. Ad una simile posizioni si e allineato subito dopo anche il presidente del Partito Socialista, Edi Rama, che sostenendo le posizioni prese dagli internazionali ha chiesto un ampio consenso di tutti i partiti politici prima della votazione nel parlamento.
In effetti, nel fare una retrospettiva relativa a questo processo dobbiamo informare che i socialisti, da parte loro prima avevano chiesto che fosse redatta una relazione di accompagnamento al progetto, facendo appello al Governo di non affrettare la sua approvazione senza aver prima un parere specializzato delle istituzioni internazionali.
Un certo consenso tra le parti c’è stato poiché la Commissione parlamentare delle leggi aveva deciso che il processo di verifica delle figure degli alti dirigenti del sistema comunista, escluda gli ex segretari del partito sulle regioni e gli ex ministri del regime. Secondo i mass media questo significa che l'attuale presidente del Partito Social-Democratico, Skender Gjinushi, allora ministro dell’Educazione e il segretario del Partito Socialista, Gramoz Ruci, allora ministro degli Interni ed anche l'attuale presidente del Partito Democratico, cioè lo stesso premier Sali Berisha, allora segretario dell’organizzazione del partito nel sistema della sanità, non saranno inquisiti, ma verranno esclusi dalle prossime elezioni parlamentari.
Questo progetto di legge definisce anche che “l’attività dell’Autorità in merito a questa legge, proseguirà fino al 31 dicembre 2014”, mentre prevede anche che il Parlamento, entro un mese dall’approvazione della legge, approverà anche il regolamento del suo funzionamento.
C’è da vedere però se questo progetto di legge sarà approvato senza emendamenti proposti dall’opposizioni e senza l'assistenza degli internazionali la prossima settimana per cui nelle tantissime radio e televisioni dell’Albania questo dibatitto è molto forte. 

Un treno Serbo in territorio kosovaro
Un treno proveniente da Belgrado è giunto a Zvecan, un comune abitato in maggioranza da serbi nel nord del Kosovo, violando per 38 chilometri il confine utilizzando la linea ferroviaria all'interno dello stato kosovaro, senza informare nè le autorità nazionali kosovare nè quelle internazionali.
Il portavoce dell'Unmik, Aleksander Ivanko, ha dichiarato ai mass media che Belgrado non ha chiesto il permesso della missione Onu per l’entrata del treno in Kosovo e che su tale questione, Belgrado non ha parlato con l'Unmik, e per questo Ivanko ha espresso profondo disappunto.
Il portavoce Unmik ha ricordato che le istituzioni del Kosovo non hanno specifiche competenze sui trasporti nel Nord del Kosovo, al contrario dell'Unmik che ne detiene le specifiche responsabilità. Dobbiamo anche dire che nel passaggio delle competenze sull’esercizio delle proprie autorità dalla Unmik alla missione civile europea Eulex, non sono stati ancora chiariti i rispettivi compiti sul trasporto ferroviario nel Kosovo del Nord. Inoltre, non sono ancora iniziate le trattative tra Belgrado e Pristina, relativamente alla questione dei trasporti nelle modalità proposte dal segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, allo scopo di semplificare la circolazione delle persone e della merce su entrambi i Paesi. Per cui non esiste alcun accordo che permetta il libero ingresso in Kosovo dei treni provenienti dalla Serbia, tale che l'Unmik rappresenta ancora la diretta responsabile del coordinamento dei trasporti, come e’ stato confermato anche dallo stesso capo della Missione europea, Yves de Kermabon per i mass media.
La reazione di Pristina si è fatta viva attraverso il ministero del Trasporto, delle Poste e Telecomunicazioni che ha dichiarato che l’ingresso del treno serbo in Kosovo, senza alcun accordo preliminare fra i due Paesi, viola la sovranità del Kosovo. Il ministro, Fatmir Limaj, ha dichiarato che con la legge sulle ferrovie del Kosovo e con tutte le leggi in vigore in questo come in ogni altro Paese, per la circolazione dei treni o di qualche altro operatore, occorre un permesso specifico. Il Ministro Limaj ha inoltre aggiunto che chiederà alle autorità della Eulex e al ministero degli Interni kosovaro di non permettere altri simili episodi di ingresso di treni provenienti dalla Serbia senza prima aver ottenuto il permesso delle autorità kosovare.
Da parte di Belgrado si e fatto sentire il segretario di Stato per il Kosovo del governo serbo, Oliver Ivanovic che, alla BBC ha dichiarato che non esiste alcun ostacolo legale che possa fermare la circolazione dei treni dalla Serbia nel territorio del Kosovo. Secondo Ivanovic gli albanesi del Kosovo hanno dichiarato un’indipendenza che la Serbia non riconosce, aggiungendo poi che dunque il Kosovo è parte del territorio serbo secondo la costituzione serba. Ivanovic ha concluso dichiarando che le ferrovie dell'Unmik hanno preso accordi con le ferrovie della Serbia, perciò dal punto di vista legale questo implica la possibilità di copertura dei trasporti.

Venti indipendentisti nell'Epiro del Nord
Secondo i mass media delle associazioni greche che appoggiano l'indipendenza dell'Epiro del Nord, un territorio situato nel sud dell’Albania, hanno organizzato una riunione presso l’Hotel Park di Atene. Tale conferenza ha visto anche la partecipazione dell’organizzazione Omonia con sede in Albania, e dunque anche del suo rappresentante Vasil Bollano, nonchè i deputati del Parlamento greco Mihalis Pandulas (PASOK) all’opposizione, Jorgo Trandafilidhi (Nuova Democrazia) al potere e Thanasasis Plevris (LAOS) un partito Greco ultra nazionalista. A questa conferenza sono stati discussi sei punti fondamentali quali hanno composto uno memorandum diretto alla Commissione per la Difesa e le questioni interne del Parlamento greco.
Secondo i mass media in questo memorandum, viene stabilito che l’organizzazione Omonia appoggerà l’integrazione dell’Albania nell’Europa, e così la sottoscrizione dell’ASA da parte della Grecia, qualora vengano rispettato delle condizioni loro al confronto del Governo di Tirana. Secondo quanto riportato dai mass media, tra le condizioni principali figura il riconoscimento dell’autonomia del Vorio-Epirio, con “l’estensione legale delle possibilità di esercitare una reale politica locale autonoma". Tra le richieste della minoranza greca in Albania, viene evidenziato anche la restituzione delle proprietà da parte dello stato albanese ai greci e l’ufficializzazione della lingua greca in Albania, cose che non rappresentano per niente situazioni problematiche in Albania. Il memorandum diretto ad Atene, richiede anche che l’Albania riconosca come zona della minoranza greca quasi tutta la regione meridionale del Paese, che secondo l’organizzazione Omonia era abitato “più di 3000 anni fa” dai greci.
Il sindaco di Himara, Vasil Bollano, da parte sua, ha dichiarato per i mass media albanesi che il memorandum inviato pochi giorni fa agli alti ufficiali del paese vicino, non ostacolerà il Parlamento greco nella firma per la ratifica dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione con l’Albania. E per quanto riguarda invece l’autonomia del Vorio-Epirio, Bollano ha smentito che la Omonia abbia avanzato questa richiesta ne memorandum, dicendo che si tratta di una forma di speculazione inventata allo scopo di destabilizzare i rapporti fra i due Pesi. Ma, dai mass media locali e regionali tramite interviste realizzate ai deputati greci presenti nella conferenza, è stato confermato il contrario della smentita da parte di Bollano.
Da subito differenti deputati albanesi sia della maggioranza che dell’opposizione hanno chiesto alle autorità albanesi di intraprendere atti legali contro il sindaco di Himara, Vasil Bollano, che secondo loro ha violato la legge albanese in modo continuo e deve quindi essere sanzionato.


21 dicembre 2008


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale

Gli argomenti della puntata di sabato 20 dicembre:

- Allargamento Ue: la Slovenia pone il veto alla Croazia, il Montenegro si candida all'adesione, l'Olanda continua a bloccare l'accordo ASA con la Serbia;
- Turchia: il ruolo geopolitico in Caucaso, le previsioni per le elezioni amministrative di marzo 2009, 300 intellettuali turchi chiedono scusa per il genocidio degli armeni;
- Serbia: fallisce il tentativo dei nazionalisti di sfiduciare il governo filo-europeista;
- Kosovo: un treno per ribadire la sovranità serba;

- Albania
: i dossier del regime comunista acuiscono lo scontro tra maggioranza e opposizione;
- Albania/Grecia: venti di indipendenza nell'Epiro del nord.

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.

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