.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





14 ottobre 2009


IL RAPPORTO UE SULLA GUERRA IN GEORGIA: L'OPINIONE DI NODAR GABASHVILI

La guerra in Caucaso dell'agosto 2008 fu scatenata dalla Georgia, ma anche la Russia ha pesanti responsabilità per aver provocato l'azione militare georgiana. Sono le conclusioni dell'indagine commissionata dalla Commissione europea sul conflitto russo-georgiano resa pubblica alla fine di settembre. Cessati i combattimenti il conflitto proseguì con reciproci scambi di accuse su chi fosse stato il responsabile dello scontro armato. Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha sempre sostenuto che il suo esercito aveva risposto ad un tentativo di invasione delle truppe russe sul territorio della Georgia, mentre Mosca ha continuato ad insistere che il suo intervento era stato reso inevitabile per difendere la popolazione delle due regioni ribelli che in gran parte possiede anche il passaporto russo. Per cercare di fare chiarezza, dopo la mediazione che portò alla fine dei combattimenti, l'Unione Europea commissionò nel dicembre 2008 un rapporto ad un gruppo di esperti e diplomatici che hanno lavorato sotto la direzione del diplomatico svizzero Heidi Tagliavini. Il primo risultato dell'inchiesta è che, come sostiene Mosca, fu la Georgia ad attaccare per prima per riprendere il controllo dell'Ossezia del Sud. Secondo gli autori del rapporto al momento dello scoppio delle ostilità, nella notte tra il 7 e l'8 agosto, quando la Georgia iniziò a bombardare l'Ossezia del Sud non era in corso nessuna invasione di truppe russe. Nel contempo però il documento non assolve la Russia che nelle settimane e nei mesi precedenti la guerra aveva preseguito una strategia di escalation della tensione all'interno e intorno alle due province secessioniste dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia. La Russia è anche accusata di violazioni del diritto internazionale e di aver invaso una parte del territorio georgiano, al di là dei confini dell'Ossezia del Sud.

Sul dossier della commisione incaricata dall'Unione Europea di fare chiarezza sulla responsabilità del conflitto segnalo l'opinione di Nodar Gabashvili raccolta da Ada Pagliarulo.
L'intervista è disponibile sul sito di Radio Radicale.


30 settembre 2009


GEORGIA, RAPPORTO UE: TIBLISI ATTACCÒ PER PRIMA, MA MOSCA PROVOCÒ IL CONFLITTO

La guerra in Caucaso dell'agosto 2008 fu scatenata dalla Georgia, ma anche la Russia ha pesanti responsabilità per aver provocato l'azione militare georgiana. Sono le conclusioni dell'indagine commissionata dalla Commissione europea sul conflitto russo-georgiano resa pubblica oggi. Dopo la sconfitta della Georgia e l''indipendenza de facto delle due regioni separatiste dell'Abkhazia e dell'Ossezia del Sud, il conflitto proseguì sul piano politico con reciproci scambi di accuse su chi fosse stato il responsabile dello scontro armato. Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha sempre sostenuto che il suo esercito rispose ad un tentativo di invasione delle truppe russe sul territorio della Georgia, mentre Mosca ha continuato ad insistere che il suo intervento era stato reso inevitabile per difendere la popolazione delle due regioni ribelli che in gran parte possiede anche il passaporto russo. Proprio per cercare di fare chiarezza, dopo la mediazione che portò alla fine dei combattimenti, l'Unione Europea commissionò nel dicembre 2008 un rapporto ad un gruppo di esperti e diplomatici che hanno lavorato sotto la direzione di Heidi Tagliavini, diplomatico svizzero.

Il primo risultato dell'inchiesta è che, come sostiene Mosca, fu la Georgia ad attaccare per riprendere il controllo dell'Ossezia del Sud. Gli autori del rapporto sono arrivati alla conclusione che non era in corso nessuna invasione di truppe russe in Ossezia al momento dello scoppio delle ostilità nella notte tra il 7 e l'8 agosto, quando la Georgia iniziò a bombardare l'Ossezia del Sud. Nel contempo però la ricerca non assolve la Russia che nelle settimane e nei mesi precedenti la guerra aveva preseguito una strategia di escalation della tensione all'interno e intorno alle due province secessioniste. La Russia è anche accusata di violazioni del diritto internazionale e di aver invaso una parte del territorio georgiano, al di là dei confini dell'Ossezia del Sud.

"Il bombardamento di Tskhinvali da parte delle forze armate georgiane durante la notte tra il 7 e l'8 agosto 2008 ha segnato l'inizio di un conflitto di grande entità in Georgia", si legge nella relazione pubblicata sul sito web della commissione che smentisce così l'argomento principale, sostenuto dal presidente georgiano Mikheil Saakashvili per giustificare il suo attacco. "La commissione non è in grado di considerare adeguatamente sostenuta la pretesa georgiana di una offensiva militare russa diffusa in Ossezia del Sud prima dell'8 agosto 2008" afferma il rapporto. La Georgia non accetta questa lettura del rapporto dell'UE e sostiene che il documento diffuso oggi da Bruxelles non l'accusa di avere scatenato la guerra. "Voi non troverete una sola parola in questo rapporto che dica che la Georgia ha scatenato la guerra", ha dichiarato Temur Iakobashvili, ministro georgiano per la Reintegrazione delle regioni secessioniste". Ma la presidente della commissione di inchiesta ha dichiarato che "nessuna delle spiegazioni fornite dalle autorità georgiane per avanzare una forma di giustificazione giuridica per il loro attacco è stata convalidata".

Da parte russa le prime reazioni al rapporto sono state ovviamente molto positive: l'ambasciatore russo a Bruxelles ha definito "eccellente" il lavoro europeo e il Cremlino, da parte sua, "accoglie con favore" la conclusione dell'indagine dalla Commissione europea sul conflitto russo-georgiano, stando a quanto ha detto il portavoce del Presidente russo, Natalia Timakova. Più cauto il ministero degli Esteri che sottolinea una certa "ambiguità" nel rapporto UE, pur apprezzando che il documento individui Tbilisi come autore dell'attacco che provocò lo scoppio del conflitto. "E' importante che la comunità internazionale non si lasci sfuggire di nuovo la possibilità di guardare in modo approfondito le conclusioni a cui è giunta la commissione dell'Unione Europea", si legge in una nota secondo la quale l'utilizzo di certe parole e frasi "confuse e ambigue" mostra come in Europa riguardo agli eventi del 2008 permanga "un approccio politicizzato".

Evidentemente a Mosca non gradiscono che la relazione indichi anche chiaramente che lo scoppio delle ostilità sia stato "solo il culmine di un lungo periodo di tensione crescente, di provocazioni e incidenti" e punta il dito contro la responsabilità della Russia. Sempre la presidente, HeidiTagliavini, ha spiegato infatti che "la parte russa merita di essere criticata per un numero significativo di violazioni del diritto internazionale", prima e durante il conflitto, sottolineando che esistono "seri interrogativi circa l'atteggiamento delle forze russe che si sono mostrate riluttanti o incapaci di porre fine alle atrocità commesse dai gruppi armati combattenti in l'Ossezia meridionale contro la popolazione civile nei territori sotto il controllo russo".

L'intento della relazione non è comunque quello di "servire come base per un'ulteriore azione legale" tra gli ex belligeranti, ha detto una fonte rimasta anonima all'agenzia Apcom. "Siamo arrivati a una conclusione responsabile, onesta e chiara", ha aggiunto, "se siamo in grado di contribuire alla presa di coscienza, avremo fatto un buon lavoro". Resta di vedere quali saranno le ricadute politiche del documento. Il risultato dell'inchiesta potrebbe per esempio indebolire ancora di più la posizione del presidente georgiano Mikheil Saakashvili, già contestato nel suo paese, e potrebbe finire per complicare i già difficili negoziati diplomatici a Ginevra per cercare di riavvicinare Mosca e Tbilisi. L'Unione Europea continua a chiedere il rispetto per la sovranità territoriale della Georgia, ma è chiaro che la perdita di Ossezia del Sud e Abkhazia è ormai un dato di fatto difficilmente recuperabile, sicuramente non nel breve periodo. "Saakashvili ha agito pensando di poter contare sul sostegno americano, e invece si è schiantato. Questa è la storia", ha detto senza mezzi termini l'altro ieri il segretario di Stato francese per gli affari europei, Pierre Lellouche parlando con i giornalisti a Bruxelles, pur ammettendo che i russi non hanno certo aiutato a risolvere la questione per lo meno "a causa delle loro provocazioni". D'altra parte, ha dichiarato sempre Lellouche, se nell'UE vi è un sostegno per la Georgia", per quanto riguarda il presidente Saakashvili, "questa è un'altra storia".

Il rapporto sulla guerra tra Russia e Georgia è disponibile sul sito www.ceiig.ch


25 agosto 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Gli argomenti della puntata del 15 agosto 2009:

La prima parte del programma è dedicata alla Georgia: la situazione politica nel paese e la situazione umanitaria ad un anno dalla "guerra dei cinque giorni" dell'agosto 2008 (intervista a Giorgio Comai, inviato di Osservatorio Balcani e Caucaso, e a Maura Morandi, operatrice umanitaria e collaboratrice di Osservatorio Balcani e Caucaso).
Nella seconda parte: la difficile situazione interna in Serbia; la questione del contenzioso sul nome della Macedonia tra l'ex repubblica jugoslava e la Grecia; le difficili relazioni della Macedonia con la Bulgaria; il Kosovo.

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.


11 agosto 2009


8 AGOSTO: UN ANNO DOPO LA GUERRA IN GEORGIA

Georgia, agosto 2008Un anno fa, l'8 agosto 2008, l'esercito georgiano muoveva contro l'Ossezia del Sud considerata dalle autorità di Tbilisi come parte integrante del proprio territorio ma che, dopo dil crollo dell'Unione Sovietica, sotto la protezione russa, aveva ottenuto un'indipendenza di fatto.
All'inattesa mossa del presidente georgiano Mikheil Saakashvili la Russia rispose in modo duro e massiccio. Da tempo, infatti, Mosca era alla ricerca di un pretesto per ribadire la propria egemonia nell'area sfruttando come un precedente quanto avvenuto in Kosovo, vale a dire il riconoscimento dell'autoproclamazione di indipendenza di un territorio secessionista.
Il primo anniversario della "guerra dei cinque giorni" è stato segnato da un innalzamento della tensione e da alcuni scambi di colpi lungo il confine tra Georgia e Ossezia del Sud. Un nuovo conflitto non è probabile, almeno nell'immediato, ma vi è preoccupazione per la situazione e gli sviluppi interni della Georgia.
Ma al di là della situazione politica, resta ancora pesante l'eredità della guerra, che un anno fa ha visto coinvolte Georgia, Ossezia del Sud, Russia e Abkhazia: sono ancora decine di migliaia di sfollati da una parte e dall'altra, mentre le due principali missioni internazionali di monitoraggio sono state costrette a lasciare l'area.

Ad un anno dal conflitto in Georgia segnalo due interviste di Radio Radicale

a Giorgio Comai, inviato di Osservatorio Balcani e Caucaso, sulla situazione politica interna georgiana

a Maura Morandi, operatrice umanitaria e collaboratrice di Osservatorio Balcani e Caucaso, sulla situazione dei profughi e degli sfollati

Sul conflitto in Caucaso segnalo anche l'interessante e ricco dossier disponibile sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso


5 agosto 2009


GEORGIA: SALE LA TENSIONE AD UN ANNO DAL CONFLITTO IN OSSEZIA

La Georgia si riarma e sta preparando una nuova aggressione. L'accusa viene dal generale Anatoly Nogovitsin, vice capo di stato maggiore delle forze armate russe, secondo il quale oggi Tbilisi ha capacità militari superiori rispetto alla guerra dell'agosto 2008.
Con l'approssimarsi del primo anniversario del conflitto in Ossezia del sud sale dunque nuovamente la tensione tra i due Paesi e dopo le accuse di bombardamenti dei giorni scorsi, ora Mosca sostiene che Tbilisi starebbe preparando una nuova aggressione. "L'addestramento tattico delle forze armate georgiane indica che il focus è posto sulla minaccia da nord, sulla Russia. Noi siamo ancora disegnati come il nemico", ha affermato il generale russo in una conferenza stampa.
"La Russia è l'obiettivo di tutte questa attività. Su questo si basano le dichiarazioni politiche e le azioni fatte" ha continuato Nogovitsin chiarendo che, se l'ostilità dovesse trasformarsi in una vera e propria aggrewssione, Mosca risponderebbe "appropriatamente".
Nonostante il vicepresidente Usa, Joe Biden, abbia chiesto al presidente georgiano Mikhail Saakashvili di ''evitare azioni destabilizzanti'', la Russia ha accusato gli Usa e altri non meglio specificati Paesi di continuare a fornire armi alla Georgia. "In base alle informazioni di cui disponiamo, le forniture di armi dagli Stati Uniti alla Georgia continuano", ha detto il viceministro degli Esteri, Grigori Karasin, aggiungendo che "gli Usa non sono l'unico Paese a fornire armi alla Georgia". Nei giorni scorsi Mosca aveva puntato il dito in particolare contro l'Ucraina parlando di un "atteggiamento ostile" da parte di Kiev.
Karasin ha esortato il nuovo segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ad essere più cauto nei confronti di Tbilisi, evitando di inviare "falsi segnali sul fatto che l'Alleanza atlantica è a fianco della Georgia"e ha annunciato che Mosca intende "prendere misure" al riguardo.
Quali siano queste misure non è stato precisato, ma evidentemente al Cremlino intendono muoversi a tutto campo, visto che mentre Il presidente russo Dimitri Medveded e quello americano Barack Obama si sono detti d'accordo sul bisogno di ridurre la tensione in Georgia, due sottomarini nucleari russi avrebbero pattugliato le coste degli Usa negli ultimi giorni, almeno secondo quanto scrive il New York Times, Un episodio, che riporta al tempo della "guerra fredda" e che non ha precedenti negli ultimi quindici anni.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. georgia ossezia russia usa

permalink | inviato da robi-spa il 5/8/2009 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 settembre 2008


PASSAGGIO SPECIALE: CRISI GEORGIANA, DAL CAUCASO AI BALCANI

Questa sera lo "Speciale" di Passaggio a Sud Est, approfondimento settimanale sulla situazione politica dell'Europa sud orientale, in onda alle 23,30 su Radio Radicale, sarà dedicato alla crisi georgiana e ai suoi riflessi sull'area balcanica, in particolare per quanto riguarda Serbia, Croazia e Kosovo.

E' possibile ascoltare lo "Speciale" sul sito di Radio Radicale.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. radio radicale balcani georgia

permalink | inviato da robi-spa il 10/9/2008 alle 15:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 agosto 2008


CAUCASO: PARLAMENTO RUSSO CHIEDE INDIPENDENZA ABKHAZIA E OSSEZIA. MEDVEDEV MINACCIA MOLDAVIA.

Il presidente russo Dmitri MedvedevIl Consiglio della Federazione, la "camera alta" del parlamento russo, e la Duma hanno approvato oggi all'unanimita una richiesta per il riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia al presidente Dmitri Medvedev che nei giorni scorsi aveva sollecitato un pronunciamento. I due leader delle regioni georgiane separatiste, l'abkhazo Serghei Bagapsh e il sudosseto Eduard Kokoity, presenti al dibattito dei due rami del parlamento russo, hanno accolto con entusiasmo il voto che non contribuisce certo ad ammorbidire la tensione con Tblisi. Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha definito in un'intervista ''un disastro, anche per la Russia'' l'ipotesi di un avallo di Mosca alle istanze dei separatisti.
Il ministro degli esteri italiano Franco Frattini, in una telefonata al suo omologo russo Serghei Lavrov, ha rivolto perciò un invito alla cautela sulla questione, in considerazione della delicatezza della situazione nella regione. Piero Fassino, ministro degli Esteri ombra del Pd, commentando ai microfoni di Radio Radicale la notizia della decisione del Parlamento russo ha dichiarato di ritenere che "non sia questa la strada, perché rischiamo di replicare i drammi che abbiamo già conosciuto nei Balcani''. Secondo Fassino "la comunità internazionale nei Balcani ha subito un principio che si sta rivelando molto pericoloso, quello secondo cui il fondamento dello Stato, di una nazione, è la sua omogeneità etnica, quando da almeno tre secoli è viceversa fondativo il diritto di cittadinanza. Se si applicasse quel principio, si rifletta, perché nessuna nazione, oggi resisterebbe. Si creerebbe un gioco del domino incontrollabile".
La Duma ha all'esame anche una richiesta ai parlamenti internazionali per il riconoscimento delle due entità separatiste, assai improbabile da parte occidentale: sia l'Ue che gli Usa mantengono il principio del rispetto dell'integrità territoriale georgiana.
Per altro, sempre oggi, Medvedev ha ammonito un altro paese ex sovietico, la Moldavia, alle prese con le richieste secessioniste della regione russofona del Transdnestr. Ricevendo a Soci, sul Mar Nero, il collega moldavo Vladimir Voronin, il presidente russo ha detto che gli avvenimenti in Ossezia del sud ''costituiscono un avvertimento per tutte le parti alle prese con conflitti congelati''. Voronin ha replicato cautamente che la Moldavia si adopererà "per impedire un aggravarsi della situazione attorno alla regione contesa e per non ripetere quanto è accaduto in Ossezia del Sud".

sfoglia     settembre        novembre
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom