.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





9 gennaio 2010


TURCHIA/UE: INIZIA BENE L'ANNO PER ANKARA

Sembra cominciare bene l'anno nuovo per la Turchia per quanto riguarda le relazioni con l'Unione Europea e le prospettive del negoziato di adesione. Proprio dell'UE, infatti, sono arrivati due "assist" notevoli alle aspirazioni europee di Ankara. Il primo, per nulla scontato, viene dal governo tedesco della cancelliera Angela Merkel, da sempre favorevole ad una "partnership privilegiata" con la Turchia, ma contraria ad un'adesione formale. Il neo-ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, leader dei liberaldemocratici tedeschi, nel corso della sua visita ufficiale in Turchia ha ridato slancio alle relazioni turco-tedesche sul piano dell'adesione del paese anatolico all'Unione europea, ma si è anche detto chiaramente a favore del proseguimento delle trattative per far entrare la Turchia in Europa. Il secondo appoggio alle aspirazioni europee di Ankara viene, invece, dalla Spagna, dal 1 gennaio presidente di turno dell'UE. Madrid, infatti, spera nei prossimi mesi di ridare slancio ai negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, oggi assai rallentati: lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos, aggiungendo che la Spagna conta di aprire nuovi capitoli negoziali con Ankara. Dichiarazioni che mostrano la particolare attenzione della presidenza spagnola dell'UE verso il sud est europeo, come indicano anche le visite ufficiali di questi giorni nei Balcani.

Partiamo dalla Germania. La stampa turca ha dato molto risalto alla visita del ministro degli Esteri tedesco, che si è detto chiaramente a favore del proseguimento delle trattative per far entrare la Turchia in Europa. Ma la cosa, se non clamorosa certo non scontata, è che, stando a quanto scriveva ieri il quotidiano Die Welt, il partito cristianodemocratico della cancelliera Merkel sembra d'accordo con la proposta di Westerwelle: adesso si parla di trattative con l'"obiettivo dell'adesione", sottolinea infatti il quotidiano di Amburgo. Le cose naturalmente non sono così semplici. I mal di pancia vengono prima di tutto dal segretario della CSU (gemello bavarese della CDU), Alexander Dobrindt, che ha messo in guardia Westerwelle "dal fare patti segreti come in Polonia" (in riferimento al presunto ok alla fondazione dei tedeschi espulsi, altro successo del leader del FDP). Dobrindt ha detto che a Westerwelle erano state date indicazioni contro ogni "precipitoso assenso alla Turchia". Westerwelle, da parte sua, ha respinto la critica in modo cortese ma netto, affermando che "bisognerebbe pensare di più alla Germania e meno agli interessi di partito". Del resto l'indipendenza del ministro dalla linea di politica estera della cancelliera Merkel per la CDU non sembra un problema: "Il ministro degli Esteri si è mosso esattamente sulle basi del contratto di coalizione", ha dichiarato Ruprecht Polenz, presidente della commissione esteri, sottolineando che sono trattative aperte, condotte con l'obiettivo dell'adesione e il cui esito non è scontato. La partnership privilegiata, ha chiarito Polenz, resta la posizione della CDU, la linea del governo è altra cosa.

Il secondo assist alla Turchia viene, come dicevo, dalla Spagna. Madrid, infatti, spera di accelerare i negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea, che oggi procedono a rilento, nel corso del suo semestre di presidenza dell'UE. Lo ha detto il ministro degli Esteri Miguel Angel Moratinos, affermando che la Spagna conta di aprire nuovi capitoli negoziali con Ankara dopo che lo scorso dicembre i Ventisette hanno aperto il dodicesimo capitolo dei 35 su cui si articolano i negoziati, iniziati a ottobre 2005, e per Ankara particolarmente laboriosi e resi ancora più complicati da questioni come quella di Cipro. Proprio la questione della divisione dell'isola indusse l'UE nel 2006 a bloccare otto capitoli perchè Ankara rifiuta di aprire i suoi porti e aeroporti a navi ed aerei greco-ciprioti in risposta all'analogo blocco operato dai greco-ciprioti nei confronti dei vettori turco-ciprioti. E la repubblica di Cipro (dal 2004 membro dell'UE) ha avanzato riserve sull'apertura di altri sei capitoli. Anche se la Spagna è favorevole alla piena adesione di Ankara all'Unione, Moratinos, come presidente di turno dell'UE, ha comunque voluto legatore l'accelerazione dei negoziati con la Turchia ad una svolta sulla questione cipriota. "Sappiamo che è un tema difficile ma spero che i colloqui sul futuro dell'isola producano qualche progresso", ha detto il ministro spagnolo, sottolineando che a Cipro, "tutti i negoziatori sono coscienti del fattore calendario", chiaro riferimento alle elezioni del prossimo aprile nella repubblica turca di Cipro Nord che rischiano di vedere il successo dei nazionalisti. Per questo, tra l'altro, il presidente greco-cipriota Demetris Christofias ed il suo omologo turco-cipriota Mehmet Ali Talat hanno anche di recente ribadito la loro intenzione di accelerare i negoziati per giungere ad un compromesso sulla riunificazione.


9 novembre 2009


VENTI ANNI FA A BERLINO

Berlino, Porta di Brandeburgo, la notte tra il 9 ed il 10 novembre 1989

Venti anni fa, poco prima delle 7 di sera del 9 novembre 1989, il portavoce del comitato centrale del Partito comunista della Repubblica Democratica tedesca, Guenter Schabowski, annuncia ai giornalisti della stampa intenazionale a Berlino Est che i cittadini tedesco-orientali potranno recarsi all'estero senza più bisogno di permessi speciali: basterà presentare il passaporto per ottenere il timbro valido per l'espatrio. Sembra un annuncio quasi di routine: già altre volte erano state date informazioni analoghe, salvo constare che era pressoché impossibile ottenere un passaporto. Ma qualcosa sta cambiando.
Il corrispondente dell'Ansa, Riccardo Ehrman, chiede se le nuove disposizioni entreranno subito in vigore. Schabowski, colto di sorpresa, risponde imbarazzato: "Per quanto ne so, da subito".

Alle 19,31 esce il primo lancio dell'Ansa. In pochi secondi la notizia fa il giro del mondo e invade le redazioni di giornali e televisioni.

Nelle ore successive decine di migliaia di berlinesi dell'est si accalcano ai checkpoint chiedendo di poter passare per andare all'ovest così come è stato annunciato. Le guardie di frontiera sono disorientate, non hanno ordini precisi, non sanno cosa fare. Poi, alle 23,30, l'ufficiale responsabile del varco sulla Bornholmerstrasse prende la decisione e ordina di aprire le sbarre. Di lì a poco lo stesso avverrà in tutti gli altri checkpoint.

La frontiera più chiusa d'Europa si apre. Dopo 28 anni il "muro di Berlino" non esiste più.

Per ricordare quella data fondamentale penso che una delle immagini più belle sia quella di Mstislav Rostropovich che suona sotto il Muro. Lo so, è difficile se non impossibile, in occasioni del genere, non essere retorici. Ciò non rende meno vero che l'arte sia una delle più profonde espressioni dell'umanità e la musica sia davvero un linguaggio universale, capace di superare i confini etnici, politici e culturali. E allora, cosa c'è di più bello che vedere un grande musicista come Rostropovich suonare davanti al Muro - una delle più crude e tragiche barriere che gli uomini abbiano costruito - finalmente aperto?

Mstislav Rostropovich suona il violoncello davanti al muro di Berlino
 

Su You Tube ci sono molte cose interessanti su quel 9 novembre. In particolare vi segnalo

il momento della conferenza stampa in cui Schabowski annuncia la liberalizzazione degli espatri per i cittadini della Germania Est

Schabowski che risponde a Ehrman e annuncia che la frontiere sono aperte "ab sofort" ("da subito")

l'apertura del checkpoint sulla Bornholmerstrasse

In realtà la "cortina di ferro" che divideva l'Europa dalla fine della seconda guerra mondiale aveva cominciato a cedere qualche mese prima, quando l'Ungheria aveva deciso di aprire le sue frontiere con l'Austria. Ma tutti i Paesi dell'est europeo, tranne la Romania, in quei mesi erano percorsi dai fermenti del cambiamento.

In gennaio in Ungheria viene deposto il leader comunista Janos Kadar che aveva guidato la repressione del 1956, mentre in Cecoslovacchia, nonostanmte la repressione, si tengono manifestazioni per commemorare Jan Palach. A febbraio in Ungheria il comitato centrale del Partito comunista accetta il sistema pluripartitico e una parziale revisione del giudizi sui fatti del '56, mentre in Polonia viene istituito un tavolo di dialogo tra il governo e Solidarnosc, che porta in aprile al riconoscimento ufficiale del sindacato indipendente e alla nascita di un sistema parlamentare bicamerale. In marzo in URSS si tengono le prime elezioni con candidature multiple per l'elezione del Parlamento che a maggio eleggerà Michail Gorbaciov presidente.
In giugno si tengono le prime elezioni libere in Polonia: i partiti democratici ottengono una vittoria schiacciante e i comunisti accettano la sconfitta, ma Lech Walesa chiama alla solidarietà nazionale per il bene del Paese. Gorbaciov e il premier tedesco Helmut Kohl firmano una soprendente "dichiarazione comune", mentre in Ungheria una folla enorme partecipa alla cerimonia di suffragio per Imre Nagy e le altre vittime della rivolta del '56. In luglio, mentre in URSS entrano in sciopero i minatori della Siberia, Gorbaciov parla al Consiglio d'Europa del suo progetto di "casa comune europea" e l'Ungheria comincia a rimuovere gli sbarramenti al confine con l'Austria: la frontiera sarà aperta definitivamente il mese successivo: cede così la "cortina di ferro", mentre sempre in agosto nelle tre repubbliche baltiche i cittadini scendono in piazza contro l'annessione all'URSS del 1939.
Il 6 ottobre, Gorbaciov si reca a Berlino Est in occasione del quarantennale della DDR: la folla lo accoglie al grido "Gorby, libertà" e in un discorso il presidente sovietico ammonisce che "chi arriva troppo tardi, viene punito dalla vita". Il 9 a Lipsia si tiene la prima di una serie di manifestazioni popolari per chiedere riforme politiche e istituzionali. Manifestazioni si svolgono anche a Halle e Magdeburgo. Assemblee e riunioni continueranno per tutto il mese a Lipsia ed in altre località della Germania est. Il 18 il leader della DDR Erich Honecker si dimette. Il Parlamento ungherese adotta il multipartitismo e l'elezione diretta del presidente: la "repubblica democratica" diventa "Repubblica d'Ungheria indipendente e democratica".
Il 4 novembre centinaia di migliaia di cittadini di Berlino Est scendono in piazza per reclamare il rispetto dei diritti civili: è la prima manifestazione di protesta autorizzata in quarant'anni. Il giorno 9, gli avvenimenti precipitano e avviene quello che tutti sanno e che ho ricordato più sopra. Dopo 28 anni crolla il muro di Berlino e tra l'11 ed il 18, cinque milioni di persone si recano in Occidente. Il 10 novembre in Bulgaria si dimette Todor Zivkov dopo 35 anni di potere, mentre il 17 a Praga la dura repressione di una manifestazione fa dilagare la protesta popolare: il 28 anche il Partito comunista cecoslovacco accetta il multipartitismo e le libere elezioni. Negli stessi giorni viene rimosso il filo spinato alle frontiere con l'Austria e la Germania Ovest.
A dicembre cade in maniera cruenta il regime di Nicolae Ceausescu in Romania. Le proteste popolari dilagano, i soldati mandati a reprimerle passano dalla parte degli insorti, i palazzi del potere vengono assaltati e devastati, la televisione viene occupata dal comitato di salvezza nazionale. Il giorno di Natale Ceausescu e la moglie vengono fucilati dopo un processo sommario. La rivolta romena ha preso l'aspetto di un colpo di Stato, più che di una rivoluzione popolare e pacifica come negli altri Paesi dell'est Europa, ma anche a Bucarest il regime comunista viene spazzato via.

Il manifesto in ungherese per il 35° congresso del Partito Radicale a BudapestProprio in Ungheria, a Budapest, e proprio nel 1989, in aprile, il Partito Radicale, divenuto l'anno prima "transpartito transnazionale", tenne il suo 35° congresso. E il congresso di Budapest, oltre ad essere la prima assise transnazionale, rappresentò anche un punto di arrivo del lungo impegno dei Radicali per la democrazia e lo Stato di diritto nei Paesi del blocco sovietico, iniziato già verso la fine degli anni Sessanta e poi proseguito negli anni Novanta con il tragico crollo della Jugoslavia e i conflitti che hanno insanguinato i Balcani.

In occasione del ventennale della caduta del Muro, per Radio Radicale sto realizzando una serie di interviste su quell'anno formidabile e quel periodo fondamentale per la storia europea, per ripercorrere il senso dell'iniziativa politica dei Radicali attraverso i ricordi e le considerazioni di alcuni di coloro i quali furono protagonisti e testimoni di quegli avvenimenti.

Il 1989, la caduta del Muro, i Radicali

sfoglia     dicembre        febbraio
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom