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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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26 maggio 2008


LA CROAZIA PORTA LA SERBIA IN GIUDIZIO PER GENOCIDIO

Vukovar 1991Inizia oggi al Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia l'udienza preliminare del procedimento intentato dalla Croazia contro la Serbia con l'accusa di genocidio per quanto avvenuto durante la del 1991-1995. Per le autorità di Zagabria, la Serbia deve rispondere della pulizia etnica genocida dei cittadini croati perché controlla direttamente le forze armate, i servizi e le diverse formazioni paramilitari che operavano in territorio croato, nella regione di Knin, in Slavonia e in Dalmazia.
Secondo l'accusa, "un gran numero di cittadini croati è stato deportato, ucciso, torturato o illegalmente recluso, e i loro beni sono stati distrutti". La Croazia parla di 20mila vittime, 55mila feriti, denuncia la distruzione del 10% delle case, di 1800 monumenti e di 450 chiese cattoliche. Per questo Zagabria chiede che il Tpi condanni la Serbia per aver violato la convenzione sul genocidio e paghi i danni di guerra. Da Belgrado si risponde affermando che nel 1999, quando fu presentata la denuncia, l'allora Federazione jugoslava non faceva parte dell'Onu e non era tra le nazioni firmatarie della convenzione sul genocidio e dunque il caso non è di competenza dei giudici dell'Aia.
Proprio basandosi sul fatto che all'epoca la Serbia non era rappresentata al Palazzo di vetro né firmataria della convezione sul genocidio, il Tribunale internazionale non ha dato seguito all'accusa presentata dalla Serbia contro i paesi membri della Nato per i bombardamenti del 1999 durante la guerra per fermare la pulizia etnica contro gli albanesi del Kosovo. D'altra parte il Tpi non è tenuto ad attenersi alle sue precedenti decisioni, che non costituiscono un precedente.
La Serbia si è già trovata nel recente passato a dover affrontare un procedimento per genocidio intentato dalla Bosnia-Erzegovina conclusosi con l'assoluzione di Belgrado anche se il Tribunale ritenne le autorità serbe responsabili di non aver impedito il genocidio dei musulmani avvenuto nel luglio 1995 a Srebrenica da parte dell'esercito della Republika srpska (l'entità serba della Bosnia).
L'udienza preliminare durerà sino al prossimo 30 maggio.

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