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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





18 novembre 2008


TURCHIA, CAUCASO: RADICALI, BENE GLI AFFARI MA I DIRITTI UMANI?

La scorsa settimana, tra le tante dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla politica estera italiana - dichiarazioni che in alcuni casi, come quelle sulla Russia) hanno suscitato sconcerto per la loro divergenza rispetto alla linea seguita dal nostro Paese (salvo poi essere smentite con reiterati rimproveri alla stampa di non aver ben capito - ve ne è stata una, molto importante, che ha confermato l'appoggio italiano ad una (rapida) inclusione della Turchia nell'Ue.
Maurizio Turco e Marco Perduca, parlamentari radicali eletti nelle liste del PD, auspicando che alle parole seguano presto i fatti, ricordano opportunamente che, con buona pace della Lega Nord, sul suolo europeo già vivono oltre 250mila turchi nella parte settentrionale dell'isola di Cipro. Per questo, in attesa che Ankara possa sedere a Bruxelles con diritti di cittadinanza europea, i due esponenti radicali ricordano che "occorre sostenere il processo di riunificazione dell'isola mediterranea, unico esempio in controtendenza rispetto al fiorire di rivendicazioni secessionistiche, partendo dall'isolamento economico che i turco-ciprioti soffrono dal oltre 30 anni". Turco e Perduca, che dal settembre 2005 sono anche cittadini della Repubblica turca di Cipro del Nord, chiedono quindi che l'Italia "avvii iniziative a livello europeo per porre fine all'embargo economico e sostenga quegli imprenditori italiani che si mostrano desiderosi di investire nel nord dell'isola".

Lo stesso giorno in cui Berlusconi faceva le sue famose dichiarazioni a Smirne, a margine del primo vertice intergovernativo italo-turco, si svolgeva a Roma, presso il Ministero degli Esteri, la Conferenza Italia-Causaso meridionale. Gki organi di stampa hanno riferito le dichiarazioni del sottosegretario Adolfo Urso tutte volte a sottolineare l’importanza delle relazioni commerciali e della partnership economica, con particolare riferimento all’energia, del nostro paese con Azerbaigian, Armenia e Georgia. A questo proposito Bruno Mellano, presidente ri Radicali Italiani, pone una domanda: il Governo italiano non ha proprio nulla da dichiarare sulla situazione geo-politica dell’area caucasica? Nulla da dire sulla situazione attuale della Georgia? Nulla sul contesto generale del Caucaso e delle irrisolte situazioni di illegalità e di violazione dei diritti?
Mellano ricorda che sulle preoccupazioni caucasiche il Partito Radicale Nonviolento ha, tempo fa, organizzato una conferenza per documentare, con un nutrito dossier, i vari focolai di tensione e di crisi. "Noi radicali - ha dichiarato Mellano - continuiamo a credere che occorra occuparsi di diritti umani e del rispetto della legalità, anche internazionale, non solo perché è giusto ma anche perché è utile. Non c’è rispetto delle vite umane laddove non c’è rispetto delle legge: dunque non si può parlare di Caucaso senza parlare del tumore ceceno e del ruolo dell’”amico” Putin nell’area tanto meno senza parlare di quello che è successo quest’estate in Georgia. Già dimenticate l’Abkazia e l’Ossezia del Sud? Pare di si, in attesa magari di doverci occupare della Crimea. Certo ci preme ribadire che anche i migliori e più convenienti contratti economici e commerciali hanno bisogno di basarsi su solide istituzioni che ne garantiscano l’affidabilità, interna ed esterna. E le relazione nuove e approfondite con l’aera caucasica posso anche essere volte a consolidare una rete di tutela per quei paesi, ma poi non bisogna tacere difronte alla disinvoltura con cui la Russia spadroneggia indisturbata da quelle parti. Ed anche di questo credo debba occuparsi il nostro Ministero degli Esteri".


9 ottobre 2008


NECESSARIA PROSPETTIVA EUROPEA PER I BALCANI

Marco PerducaIl voto dell'Assemblea generale Onu che ha accolto la richiesta serba di chiedere un parere alla Corte Internazionale di Giustizia non riapre la questione dei riconoscimenti già dati, in particolare quello dell'Italia, ma è una cosa positiva sia perchè ribadisce il valore del ruolo delle Nazioni Unite, sia perchè rafforza l'auspicio che Bruxelles si muova per accelerare il processo di inclusione di tutta l'ex Jugoslavia nell'Ue. Lo ha dichiarato Marco Perduca, senatore radicale eletto nelle liste del Pd.
Secondo Perduca sui riconoscimenti non si può tornare indietro, neppure nel caso in cui la Corte dichiarasse illegittima la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo. Questo vale anche per il nostro Paese dato che "l'Italia ha ormai riconosciuto e non si può rivedere la posizione presa" indipendentemente dal colore del governo, ha dichiarato il senatore all'agenzia Apcom.
Ancora, secondo Perduca dietro la richiesta serba di un intervento della Corte Internazionale di Giustizia, che comunque non è vincolante, c'è l'obiettivo politico, di fatto già dichiarato dai vertici serbi, di rimettere in questione la secessione kosovara puntando ad una 'partizione' con la quale alla alla Serbia resterebbe la parte settentrionale del Kosovo. Inoltre, per l'esponente radicale con la sua iniziativa al Palazzo di Vetro, Belgrado "in buona sostanza chiede tempo per formare in patria un fronte diverso rispetto a quello sempre molto intransigente sull'indipendenza del Kosovo. Tempo che può servire anche per mettere in mostra i vantaggi dell'integrazione con l'Ue". Per questo, conclude Perduca, il voto dell'Assemblea generale può avere una funzione positiva anche per l'Ue. Anzi, deve averla perchè "altrimenti si crea uno stato di tensione permanente che trova soluzione solo con le armi".


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permalink | inviato da robi-spa il 9/10/2008 alle 18:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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