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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





5 febbraio 2010


KOSOVO: NUOVA RIDUZIONE PER KFOR

Un'ulteriore riduzione del contingente Nato in Kosovo (Kfor) è stata discussa oggi nell'incontro, a Istanbul, dei ministri della Difesa dei Paesi membri dell'Alleanza atlantica. Lo ha confermato il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, precisando che in agenda c'è un nuovo taglio degli effettivi, dopo quello che nel 2009 ha ridotto il contingente da 14mila a 10mila unità. L'obiettivo è ora di arrivare a meno di 4mila effettivi nel 2011. La Nato sta cercando nuove forze per il fronte afgano: servono infatti 10mila soldati da inviare in Afghanistan al fianco degli Stati Uniti.
La Nato e' comunque molto soddisfatta dei progressi fatti negli ultimi 12 mesi in Kosovo: ''Significativi progressi sul terreno sono stati compiuti negli ultimi 12 mesi'', ha detto il segretario generale della Nato sottolineando che la missione Kfor si sta trasformando ''in una struttura piu' leggera e flessibile''. Ma ''non c'e' dubbio - ha aggiunto Rasmussen - che la Kfor restera' pienamente capace di fare la sua parte nel garantire sviluppo in condizioni di sicurezza''.



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21 ottobre 2009


PASSAGGIO SPECIALE: LA BOSNIA ERZEGOVINA TRA DAYTON E L'EUROPA

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est in onda questa sera alle 23,30 a Radio Radicale è dedicato alla Bosnia Erzegovina alla luce dei colloqui voluti da Usa e Ue per cercare di superare l'impasse politica che blocca il processo di riforme necessarie a garantire un futuro di stabilità e di integrazione internazionale per il Paese.
Si è concluso oggi a Camp Butmir, la base Nato nei pressi di Sarajevo, un nuovo round di colloqui iniziato ieri nell'ambito dell'iniziativa congiunta dell'Unione Europea e degli Stati Uniti per far ripartire il processo di riforme politiche e istituzionali e sostenere l'avvicinamento del Paese all'Ue e alla Nato. Il colloquio, il secondo in dieci giorni, non ha dato esiti concreti, ma i mediatori statunitensi ed europei insistono sulla possibilità di concludere i colloqui che potranno portare a un accordo nonostante l'attuale stallo.
Lunedì, il leader serbo Milorad Dodik aveva dichiarato di essere stato informato del pacchetto di riforme proposto da Bruxelles e Washington e che lo avrebbe respinto, "perché mirato solo a proteggere gli interessi dei musulmani bosniaci". Da parte sua, il leader croato Dragan Covic aveva affermato che la proposta non è favorevole alla sua comunità, mentre i leader musulmani ritengono che le riforme proposte non siano sufficienti. L'incontro odierno ha confermato queste riserve e ha segnato un nulla di fatto.
Ue e Usa continuano comunque la loro iniziativa di pressione sulle forze politiche della Bosnia-Erzegovina perchè trovino un'intesa per portare avanti l'integrazione euro-atlantica.

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est è a cura di Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura ed è disponibile sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche.


28 settembre 2009


AL ZAWAHIRI MINACCIA LA TURCHIA

Duro e preoccupante attacco di Ayman al-Zawahiri al governo turco. Colui che è considerato il numero due di Al Qaeda, in un messaggio audio diffuso oggi su Internet esorta gli afghani a "stare al fianco dei mujahidin che combattono contro un'alleanza di oltre quaranta Paesi impegnati in questa crociata". "Tra questi Paesi c'é, ad esempio, la Turchia che prenderà il mese prossimo il comando delle forze Nato in Afghanistan", afferma Al Zawahiri, facendo riferimento al passaggio di consegne dai francesi ai turchi per la regione di Kabul che dovrebbe avvenire entro la fine di ottobre. "Tutti i turchi musulmani devono sapere che l'esercito del loro Paese prenderà la guida delle forze crociate in Afghanistan, che incendierà i villaggi e distruggerà le case, ucciderà donne e bambini occupando le terre dell'Islam, impedendo l'applicazione della sharia e diffondendo la corruzione".
Il capo terrorista paragona poi le truppe turche in Afghanistan a quelle israeliane sostenendo che "le forze turche saranno in Afghanistan a guidare le stesse operazioni condotte dagli ebrei in Palestina". "Come è possibile che il popolo turco musulmano possa commettere questo crimine contro altri musulmani e contro l'Islam? Chi è che sostiene il governo turco per far scorrere sangue musulmano in Afghanistan? Chi è responsabile di questi crimini se non la laicità malvagia che pensa ai propri interessi ai danni di quelli delle donne e dei civili?", chiede Zawahiri con la sua consueta retorica fondamentalista. E si risponde da solo: "E' la stessa laicità che c'é dietro i governi arabi che sostengono l'embargo contro Gaza".

Il "vice" di Osama Bin Laden comunque ce ne ha per tutti: per la Germania ("che è stata sconfitta dagli inglesi e dagli americani nel corso della Seconda Guerra Mondiale, che è stata distrutta e occupata e ora è disposta a morire al posto loro in una guerra che è già destinata al fallimento"), per tutti gli altri Paesi della Nato presenti in Afghanistan ("Chi vuole pagare in termini di uomini allora vada in Afghanistan, chi vuol perdere i propri soldi allora spenda in Afghanistan, chi vuol vedere il proprio esercito sconfitto allora vada in Afghanistan e sarete i benvenuti"), per per il presidente Obama (definito un bugiardo che si dimostra sensibile alle sofferenze dei palestinesi, ma che poi "lascia morire decine di migliaia di persone a Gaza e le guarda dal suo ufficio della Casa Bianca aspettando la loro resa") e naturalmente per Israele, il obiettivo in questo momento "è normalizzare la situazione a Gaza dopo aver ottenuto la resa da parte di Abu Mazen in Cisgiordania". "Per questo - dichiara il terrorista - i mujahidin devono impedire agli ebrei di riuscirci. E se non possono farlo a Gaza devono sapere che il mondo è un campo di battaglia aperto per loro e che i loro seguaci sono in tutto il mondo".
Il riferimento all'assuzione del comando delle truppe Nato nella regione di Kabul da parte della Turchia il prossimo ottobre lascia supporre che il messaggio di Al-Zawahri sia stato registrato di recente.


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22 settembre 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Gli argomenti della puntata del 19 settembre 2009:

- la riapertura dei negoziati sui confini tra Croazia e Slovenia;
- le prospettive europee della Serbia;
- la situazione politica interna in Albania;
- la probabile vittoria dei socialisti alle elezioni politiche del 4 ottobre in Grecia;
- il Pride 2009 a Belgrado annullato in seguito alle minacce degli estremisti nazionalisti.
In apertura il"nuovo inizio" delle relazioni Nato-Russia annunciato dal segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen.

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.


19 settembre 2009


IL NUOVO INIZIO DELLE RELAZIONI NATO-RUSSIA

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen (Foto NATO)Non sarà un sognatore, come ha detto ieri, ma il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, a Bruxelles ha lanciato alla Russia una proposta che sembrava invece appartenere proprio al mondo dei sogni: dopo la rinuncia allo scudo antimissile in Europa annunciato dal presidente Usa, Barak Obama, la Nato ora propone a Mosca di lavorare insieme ad un sistema di difesa comune. E Mosca ha accolto positivamente l'idea.
Per questo "nuovo inizio nelle relazioni Nato-Russia" il capo dell'Alleanza atlantica non a caso ha scelto la sua prima vera apparizione pubblica: "Sono convinto che, dopo anni di incomprensioni, sia giunto il tempo di voltare pagina e rafforzare la cooperazione in tutte le aree di comune interesse", ha detto Rasmussen, indicando poi i diversi obiettivi che possono diventare comuni primo fra tutti quello della difesa dagli attacchi missilistici. Studiare i modi per contrastare la proliferazione di missili balistici
è un interesse strategico per entrambi", ha spiegato Rasmussen, e dal momento che "sia la Nato che la Russia hanno una solida esperienza in fatto di difesa missilistica dobbiamo esplorare la possibilità di legare i sistemi di difesa di Usa, Nato e Russia".
Mosca ha mostrato di gradire l'idea: "Proposte molto positive quelle della Nato", ha detto l'ambasciatore russo presso l'Alleanza, Dmitri Rogozin, metre il presidente Dmitri Medvedev e il premier Vladimir Putin avevano gi
à
accolto con soddisfazione l'annuncio con cui Obama ha bloccato lo scudo missilistico, definito "giusto, responsabile e coraggioso". E per dare una risposta concret Mosca ha annunciato il congelamento delle misure già programmate in risposta allo scudo, tra cui il dispiegamento di missili nell'enclave baltica di Kaliningrad.
Il nuovo inizio deli rapporti Russia-Nato si arricchir
à
anche della cooperazione sul fronte della lotta al terrorismo e alla minaccia nucleare. In particolare quella dell'Iran: "Ci aspettiamo che la Russia eserciti la massima pressione politica possibile affinché Teheran rinunci alle sue ambizioni nucleari", ha detto Rasmussen, secondo cui occorre muoversi per evitare che, dopo Corea del Nord e Iran, altri Paesi pensino al riarmo nucleare. Poi ci sarà il rafforzamento della cooperazione in Afghanistan.
E proprio guardando all'Afghanistan si capisce forse meglio il senso della mossa di Obama e dell'apertura di Rasmussen. Nessun piano per l'Afghanistan e nessuna soluzione per il Medio Oriente hanno possibilit
à
di successo senza il coinvolgimento di Teheran. C'é però il problema del programma militare iraniano e delle minacce contro Israele. Obama cambia strada rispetto a Bush, ma per premere efficacemente sull'Iran ci vuole la Russia. E anche la Turchia può avere un ruolo importante.
Ankara
é
oltre modo interessata alla pacificazione del Caucaso, un'altro scenario dove oltre a quello di Mosca e fondamentale il ruolo di Teheran. Un Caucaso stabile e condizione per garantire la sicurezza delle grandi rotte energetiche a cui sono interessat tutti i Paesi della regione, la Russia, l'Iran, la Turchia e l'Europa. E ci siamo da capo: Bruxelles sarà in grado di esprimere una posizione comune e di lavorare per l'interesse comune, o ancora una volta sarà scavalcata dagli interessi nazionali e dal prevalere delle opzioni bilaterali?

''NATO and Russia: A New Beginning''
Speech by NATO Secretary General Anders Fogh Rasmussen at the Carnegie Endowment, Brussels

 


19 febbraio 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale

Gli argomenti della puntata del 14 febbraio:

- Kosovo, ad un anno dall'indipendenza la situazione è sempre in stallo (con un'intervista a Francesco Martino di Osservatorio Balcani);
- Serbia, difficoltà e passi in avanti sulla strada dell'Europa;
- Albania, prosegue il cammino dell'integrazione euro-atlantica;
- Slovenia, sì all'ingresso della Croazia nella Nato nonostante il contenzioso sui confini;
- Nucleare, un progetto comune per Albania, Bosnia, Croazia e Montenegro;
- Giornata del ricordo, uno strumento didattico di Osservatorio Balcani per conoscere la storia e il presente del nostro "confine orientale" (intervista a Luisa Chiodi).

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.


27 aprile 2008


PASSAGGIO ON AIR

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale


Il sommario della puntata del 26 aprile 2008

Serbia: nazionalisti in testa nei sondaggi per le elezioni dell'11 maggio, ma l'incertezza politica rischia di mettere in crisi l'economia
Albania: il parlamento approva la riforma della Costituzione, la nuova legge elettorale spacca l'opposizione di centro-sinistra
Macedonia: Nato e Parlamento Europeo auspicano una soluzione al contenzioso tra Skopje e Atene sul nome dell'ex repubblica jugoslava
Kosovo: i kosovari albanesi annunciano iniziative legali contro l'ex procuratrice internazionale Carla Del Ponte per le accuse contenute nel suo libro
Turchia: l'integrazione euro-atlantica di Ankara nell'ultimo numero della rivista "Diritto e Libertà"

A cura di Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura.

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