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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





25 settembre 2009


SERBIA: CHIESTO BANDO PER GRUPPI ULTRANAZIONALISTI

Gayfest Bucharest 2006 - Ph. Stefan Botez (Creative Commons)Il procuratore generale serbo, Slobodan Radovanovic, ha presentato oggi alla Corte costituzionale la richiesta di messa al bando delle organizzazioni estremiste ultranazionaliste "Obraz" e "Movimento nazionale serbo 1389", ritenute responsabili di violenze a sfondo xenofobo e omofobo a Belgrado. Radovanovic ha precisato che le due formazioni sono accusate di diffondere xenofobia e omofobia e di incitare all'odio e alla deportazione delle persone non serbe e non di religione ortodossa. La presidente della Corte, Bosa Nenadic, ha informato che la richiesta sarà esaminata giovedì prossimo, primo ottobre.
Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, a indurre la procura a rivolgersi all'Alta Corte sono stati i ripetuti episodi di violenza e intolleranza registratisi di recente a Belgrado, compresa la feroce ostilità e le minacce contro gli omosessuali che hanno portato all'annullamento del Gay Pride in programma domenica scorsa a Belgrado.
Nei giorni scorsi a Belgrado vi erano state anche intimidazioni e aggressioni contro cittadini stranieri e il ferimento di un francese e di un australiano. Il francese in particolare, un tifoso del Tolosa aggredito brutalmente da hooligan del Partizan, è ancora in gravi condizioni dopo aver subito due delicati interventi chirurgici. Radovanovic non ha escluso per questo anche la possibile messa al bando di tifoserie di calcio responsabili anch'esse di violenze e intolleranze.
Ricordo che il Gay Pride di domenica scorsa era il primo dopo quello del 2001, che fu teatro di gravissime aggressioni e violenze contro i partecipanti da parte degli estremisti, sotto gli occhi della polizia rimasta pressoché inerte. Sabato scorso, alla vigilia della marcia, in seguito alle ripetute minacce e alla tensione salita nei giorni precedenti, le autorità avevano gettato la spugna dichiarando di non essere in grado di mantenere l'ordine e di garantire il diritto di manifestare invitando gli organizzatori del Pride a spostare la manifestazione in una zona periferica, cosa che era stata rifiutata e che aveva portato all'inevitabile annullamento. Una sconfitta per tutti e soprattutto per la Serbia che cerca con fatica di riconquistare credibilità e rispetto in Europa.
L'iniziativa del procuratore generale è sicuramente tardiva ma, come si dice, meglio tardi che mai. Qualcosa si muove, o meglio, qualcosa ha cominciato a muoversi da tempo e non può essere fermato, che piaccia o no a quattro imbecilli nerboruti e violenti che continuano a infangare l'immagine e la storia della Serbia in nome di un'ideologia intollerante. Ci vorrà dal tempo, ma la strada è segnata.


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26 novembre 2008


VENTI DI NOVITA' NELLA CHIESA ORTODOSSA SERBA?

Religiosi ortodossi serbi davanti alla sede del patriarcato a BelgradoVento di rinnovamento nella Chiesa Ortodossa Serba? Secondo quanto è stato riportato dalla stampa, in occasione del recente sinodo un gruppo di "giovani vescovi" ha chiesto cambiamenti radicali indicando la necessità di una "lustratio", una purificazione dalle complicità con il passato regime di Slobodan Milosevic. Essa dovrebbe riguardare non solo gli ex appartenenti ai servizi segreti nelle file del clero, ma anche i vescovi conservatori coinvolti nelle lobby populiste e coloro che sostengono organizzazioni di estrema destra come Obraz. I "giovani vescovi" che chiedono questa "purificazione" sognano una Chiesa libera dall'ideologia, ma i vescovi anziani hanno paura di aprire la questione e sono fortemente contrari all'elezione di un "giovane" patriarca.

Secondo le informazioni raccolte dai giornalisti di Blic, pubblicate nell'edizione online del quotidiano belgradese e provenienti da "circoli vicini al patriarcato", un gruppo di vescovi è risoluto ad aprire il dibattito sulla "lustratio" alla prossima riunione di primavera del sinodo se non si riuscirà a trovare prima una soluzione alla questione. La fonte di Blic ha affermato che una parte dei vescovi ritiene che l'ultimo sinodo ha finalmente dimostrato la necessità dei cambiamenti. Sempre secondo le informazioni raccolte dal giornale i vescovi che chiedono la "lustratio" non hanno fatto nomi ma essa riguarderebbe i vescovi che uniscono il conservatorismo ecclesiastico al populismo politico.

"Anche se la Chiesa è la meno trasparente di tutte le istituzioni - scrive Blic - alcuni di questi vescovi 'populisti' sono ampiamente noti. Filaret, vescovo di Mileševa, è tra i più impegnati e tra i più radicali. Tutti sanno che è diventato vescovo attraverso il contrabbando sul fiume Drina, quando ha aiutato i serbi bosniaci colpiti da l'embargo deciso da Milosevic, e che si è laureato in soli due mesi alla Facoltà di Teologia". "Questa lobby populista - prosegue l'articolo- è ora legata a organizzazioni di estrema destra come Obraz. Nìkanor, vescovo del Banato, è particolarmente impegnato nella collaborazione con Obraz. Le voci che circolano all'interno della Chiesa Ortodossa Serba sottolineano che 'il vescovo Nikanor del Banato conduce una guerra sovversiva contro il Sinodo e mette a rischio la posizione di Ignjatije, vescovo di Branicevo. Guidate dai consigli dei vescovi più conservatori, le organizzazioni di estrema destra causano problemi anche nelle eparchie di Sumadija e Žica, con l'obiettivo di nuocere alla reputazione dei vescovi che stanno cercando di introdurre la modernità nella Chiesa Ortodossa Serba". Anche se nessuno può dire chi ha lavorato per i servizi segreti e in quale momento, aggiunge ancora Blic, una parte dei vescovi è stata strettamente legata al regime di Milosevic ed è noto, sottolinea l'articolo, che alcuni vescovi della Republika Srpska (l'entità serba della Bosnia Erzegovina) sono stati citati in noti libri sui collaboratori dell'Udba, la polizia politica.

Secondo Blic i vescovi hanno stabilito tra di loro legami di interesse che potrebbero sembrare illogici, tuttavia, le relazioni tra la vecchia vescovi e i siti internet di estrema destra è una realtà. La lobby bosniaca è collegata ai siti Novinar.de e Ihtus. Questi siti, sempre secondo quanto riporta il giornale, conducono una campagna contro i vescovi Irinej, Ignjatije, Amfilohije, Grigorije e Atanasije, che aspirano ad una trasformazione della vita spirituale e liturgica della chiesa. Essi sono accusati dal sito Ihtus di formare una "lobby vaticana" all'interno della Chiesa Ortodossa Serba. L'analista religioso Zivic Tucic ritiene che la questione della "lustratio" è importante, ma molto delicata nelle società in transizione verso la democrazia: "Essa deve incidere su tutti i segmenti della società, compresa la Chiesa".

E' possibile leggere l'articolo di Blic tradotto in francese sul sito del Courrier des Balkans.


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