.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





10 dicembre 2009


LA CINA E' VICINA... ALLA GRECIA IN CRISI (1)

Immagine tratta da www.istockphoto.comIl primo ministro greco Georges Papandreou ha convocato una riunione con i leader di tutti i partiti politici per discutere della lotta alla corruzione e alla frode fiscale e per inviare un "potente messaggio all'estero" che dimostri la volontà della Grecia di "ripulire" la sua economia. La riunione si terrà la settimana prossima con la presenza del capo di stato, Carolos Papoulias, a indicare che la situazione è molto seria e occorre una concreta "unità nazionale" per affrontarla e risolverla. "E' necessario unirsi per lottare contro la corruzione e in favore della trasparenza, del corretto funzionamento dello Stato, dotato di un sistema fiscale equo che garantirà dall'evasione e dalle frodi fiscali", ha dichiarato Papandreou sottolineando che la riunione vuole "dare un potente messaggio all'estero che dimostri che siamo determinati ad andare avanti, a ripulire la nostra economia a e dare prospettive per uno sviluppo diverso che porterà speranza ad ogni cittadino greco".

La crisi che il governo socialista si trova ad affrontare, a poche settimane dalla netta vittoria elettorale è senza precedenti. Quest'anno il Pil calerà del 1,5% (la prima volta dal '93) e il rapporto deficit/Pil sarà di quasi il 13%, mentre per il 2010 si prevede che il debito superi il 120% del Pil. Il tutto con una disoccupazione che negli strati giovanili della popolazione tocca il 25%. L'agenzia di rating Fitch martedì ha assegnato alla Grecia una valutazione BBB+ con un outlook negativo: è la prima volta in dieci anni che un'agenzia assegna alla Grecia un giudizio inferiore alla singola A. In precedenza anche Standard & Poor’s aveva messo sotto osservazione il paese per possibili declassamenti. I mercati temono un default del Paese, ma Jean-Claude Juncker, da poco riconfermato presidente dell'Eurogruppo, si è detto certo che la Grecia non farà bancarotta e quindi non avrà nessun bisogno di aiuti da parte degli altri membri dell'Ue.

Secondo Juncker "il minimo che si possa dire è che la situazione di bilancio è tesa", ma "il governo greco prenderà delle iniziative a breve, medio e lungo periodo per consolidare il bilancio". In realtà parte del problema risiede proprio nell'orientamento finora mostrato dal governo greco di voler risanare i conti facendo leva sulla lotta all'evasione (primo obiettivo la riduzione del deficit al 9%). Secondo le autorità europee e gli altri paesi dell'Unione però non basta, e la scorsa settimana, avviando una nuova fase della procedura di deficit eccessivo sulla Grecia, i ministri delle Finanze Ue hanno chiesto misure supplementari.
Bruxelles ha dato tempo al governo fino a gennaio per mettere a punto una finanziaria più severa di quella presentata in questi giorni.

Di fronte alle preoccupazioni internazionali il ministro delle Finanze, George Papacostantinou, ha ribadito che il governo farà tutto quello che sarà necessario per riconquistare la fiducia internazionale riducendo il deficit e mettendo sotto controllo il debito. Papaconstantinou ha precisato che il piano di risanamento di medio termine, nell’ambito del Patto Ue di stabilità e di crescita, verrà presentato alla Commissione europea a gennaio, dopo esser stato discusso in Parlamento e indicherà "chiaramente le modalità, il calendario, la strada per un ritorno alla normalità dell’economia".
Sarà però difficile far digerire una politica di rigore e sacrifici non solo e non tanto agli anarchici di Exarchia, scesi di nuovo violentemente in piazza in questi giorni nel primo anniversario dell'assassinio del giovane Alexandros Grigoropoulos, ma soprattutto a chi a ottobre ha dato fiducia ai socialisti chiedendo un cambio di marcia rispetto al governo Karamanlis. Intanto, il prossimo 17 dicembre il caso della Grecia sarà all'attenzione della Bce.

A febbraio di quest'anno, quando la Grecia si trovava esposta alle conseguenze del crack Lehman Brothers, l'allora ministro tedesco della Finanze, Peter Steinbruck, aveva dichiarato che Atene non sarebbe stata lasciata sola dagli altri partner europei. Ma un conto è fare scudo ad un Paese debole in una crisi globale, un altro è farsi carico delle sue leggerezze, tanto più se non sono una novità. Così la Grecia, membro di una potenza economica e commerciale come l'Unione Europea, potrebbe trovarsi a bussare alle porte del Fondo Monetario Internazionale come un Paese in via di sviluppo qualunque. A dire il vero un'attenuante il governo del Pasok ce l'ha: i conti pubblici sono stati taroccati per anni e quando Papandreou si è insediato nella poltrona di primo ministro ha scoperto di essersi seduto su una polveriera. Il punto è: come fare a spegnere la miccia se Bruxelles dovesse decidere di abbandonare Atene al proprio destino (ma anche se così non fosse)? Il pompiere a questo punto potrebbe avere gli occhi a mandorla.

La Cina ha stabilito legami economici con la Grecia quanto meno del 2008, quando l'allora premier Karamanlis, decise di cedere la gestione del porto del Pireo, il più antico scalo del Mediterraneo, per 35 anni ala Cosco, intenzionata ora a quintuplicarne la capacità. E lo sbarco cinese al Pireo potrebbe non essere che il primo passo verso una penetrazione in Grecia e nell'Europa sud orientale secondo uno schema già ben rodato in Africa. Pechino si presenta nei Paesi in difficoltà (o in quelli ben disposti verso gli investimenti esteri) con il portafoglio ben gonfio in mano, un argomento convincente a cui è impossibile restare indifferenti. Papandreou per ora mostra sicurezza:
lancia una sorta di appello all'orgoglio nazionale, avvertendo che il dissesto dei conti mette a repentaglio «la sovranità» della Grecia e afferma che non ci sarà bisogno di alcun salvataggio. Ma se davvero Bruxelles, con l'economia che mostra cenni di ripresa e l'Euro che si mantiene forte, scegliesse la linea dura e decidesse di mollare Atene? L'austerità imposta da insormontabili condizioni esterne potrebbe aiutare il governo del Pasok a far accettare i sacrifici ai suoi cittadini, ma potrebbe anche spalancare le porte (e consegnare le chiavi) ai cinesi.

(1, continua)


5 ottobre 2009


GRECIA, VINCE IL PASOK, PAPANDREOU PREMIER: "UN'IMMENSA OPPORTUNITA', MA NON SARA' FACILE".

George PapandreouGrecia socialista in festa da ieri per la vittoria del Pasok che alle elezioni politiche anticipate ha conquistato la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento. Un vero trionfo per George Papandreou, che i sondaggi hanno sempre indicato come vincitore ma rimandendo più cauti sulla portata della vittoria. Che invece è stata piena dando modo al futuro nuovo governo di poter godere di un buon margine di seggi. Secondo i risultati definitivi il Pasok ha vinto con il 43,94% dei suffragi (160 seggi), davanti a Nuova Democrazia del premier uscente Costas Caramanlis, con il 33,49% dei voti (91 seggi). I comunisti del KKE il 7,53% (21 seggi) sono davanti all'estrema destra del Laos con il 5,62% (15 seggi) e alla sinistra radicale con il 4,59% (13 seggi). Il partito verde invece non ha superato la soglia di sbarramento. L'affluenza è stata dell'82%. Il presidente della repubblica, Carolos Papoulias, ha già incaricato il leader socialista di formare il nuovo governo. Papandreou ha tre giorni di tempo per formare la sua squadra che, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere più ristretto e con una maggiore presenza di donne rispetto al governo conservatore uscente.

Il neo premier ha parlato della "immensa opportunità" che la vittoria socialista costituisce per il Paese, ma ha subito messo in guardia: "Non sarà facile, sarà necessario un duro lavoro". Dopo il nonno ed il padre, George Papandreou è il terzo membro della sua famiglia a diventare capo del governo: una vera e propria dinastia politica che per altro si oppone a quella dei Karamanlis. "Il fatto che io provenga da una lunga storia di battaglie per la democrazia e per l'educazione e per una società più umana, mi fornisce due strumenti: il primo, la consapevolezza di sapere che è possibile, anche se la battaglia non è facile; inoltre l'ulteriore responsabilità di contare sulla tradizione politica del partito e
naturalmente della mia famiglia".

In un'intervista di Antonio Ferrari pubblicata oggi sul Corriere della Sera, Papandreou ha già delineato il suo programma di governo: "Lotta durissima alla corruzione, che ha intralciato la crescita del mio Paese, annebbiando la trasparenza e alterando le regole; garantire lavoro ai giovani, aiutare i disoccupati, combattere il nero sommerso, creare una piu' equa politica fiscale; puntare su un'economia verde. Recidere insomma quel clima che rischia di rendere asfittica la nostra democrazia". Il neo premier promette di "abbattere il clientelismo, da molti vissuto come un benefit scontato, e riportare regole corrette, a cominciare dal settore pubblico". La questione, dice ancora Papandreou, è che che "l'alleanza dello Stato con il grande capitale ha creato vantaggi enormi per quelli che ricchi già lo erano, togliendo risorse a tutti gli altri. E' questo che deve cambiare". Per quanto riguarda la politica estera, settore che il leader socialista conosce bene essendo stato ministro degli Esteri, si dice "favorevole" all'ingresso della Turchia in Europa, ma "a patto che Ankara rispetti tutti gli impegni che le sono stati richiesti. Tra questi, ovviamente, c'è Cipro'', mentre rispetto al Medio Oriente il neopremier assicura che la Grecia continuerà ad offrire il suo contributo. Papandreou guarda poi con fiducia a Washington: "Obama diffonde una convinta speranza e questo è importante non solo per gli Usa, ma per l'intero mondo''.

Costas Caramanlis, da parte sua, dopo cinque anni alla guida dell'esecutivo, ha già annunciato le sue dimissioni dalla presidenza del suo partito, Nea Demokratia, travolto dalla crisi economica, da numerosi scandali di corruzione, da un forte calo di popolarità dopo i gravi disordini provocati l'anno scorso dall'uccisione di un giovane da parte della polizia e messo definitivamente in ginocchio dai giganteschi incendi che la scorsa estate hanno devsatato per l'enensima volta il paese. "La sola strada onesta e responsabile per me è di assumere la responsabilità di questa sconfitta e di mettere in atto una procedura per convocare un congresso eccezionale del partito fra un mese", ha detto il premier uscente aggiungendo che "è chiaro che non sarò candidato".


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. elezioni grecia karamanlis pasok papandreou

permalink | inviato da robi-spa il 5/10/2009 alle 16:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     novembre        gennaio
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom