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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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14 luglio 2009


LA "PRIMA" DEL NABUCCO: FIRMATO L'ACCORDO PER IL GASDOTTO

 

Il tracciato del gasdotto Nabucco dalla Turchia all'Austria attraverso i Balcani orientaliE' stato firmato ad Ankara l'accordo intergovernativo per la realizzazione del progetto Nabucco, la pipeline lunga 3300 chilometri che dal 2014 dovrebbe trasportare il gas dal Mar Caspio e dal Medio Oriente in Europa attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dell'UE dalla Russia. L'intesa è stata sottoscritta dai primi ministri dei cinque Paesi interessati al transito del gasdotto (più la Germania), alla presenza del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Restano tuttavia aperti interrogativi su finanziamenti e approvvigionamenti.

Il primo riguarda chi fornirà i 31 miliardi di metri cubi di gas all'anno da immettere nelle condutture del Nabucco. L'Azerbaijan dovrebbe essere uno dei principali fornitori, ma il gas azero da solo non basterà. Secondo il ministro turco dell'energia, Taner Yildiz, potrebbero aggiungersi l'Iraq, l'Egitto, il Turkmenistan (che è stato invitato alla cerimonia della firma) e perfino l'Iran. Per molti esperti Nabucco non potrà risolvere completamente i problemi di dipendenza energetica dell'Europa dalle forniture russe. Anzi, il progetto potrebbe anche aver bisogno di una partecipazione della Russia per completare la sua capacità di trasporto e Mosca ha già fatto sapere che potrebbe essere interessata. La cosa è giudicata possibile dallo stesso inviato speciale Usa per l'Euroasia, Richard Morningstar, che, però esclude la partecipazione dell'Iran al progetto.

L'altra questione riguarda il finanziamento dell'opera. Il gasdotto, avrà un costo stimato di circa 8 miliardi di euro. La Commissione Europea avrebbe promesso 200 milioni di euro, mentre la Banca Europea di Investimenti si prepara a coprire il 25% del costo del progetto e due banche europee si sono già dette pronte a finanziare il progetto. Gli analisti, tuttavia, hanno dubbi sulla capacità di reperire i fondi necessari a causa della crisi, anche se il ministro turco Yildiz si dice fiducioso che nonostante l'ansia per la situazione globale, "per il Nabucco non ci saranno problemi di soldi". Le imprese facenti parte del consorzio sono la Botas turca, la compagnia petrolifera ungherese Mol, l'OMV austriaca, la Transgaz romena, la Bulgagaz bulgara e la tedesca RWE.

La presidenza di turno svedese dell'Ue plaude alla firma dell'accordo intergovernativo ricordando che "il rafforzamento della sicurezza delle forniture energetiche è questione di interesse strategico per l'Unione europea" e Nabucco costituisce "un passo concreto verso la realizzazione del concetto del corridoio meridionale" del gas, promossa dal summit a Praga del maggio scorso. Il 'corridoio meridionale' comprende, oltre al Nabucco, l'Interconnettore Turchia-Grecia-Italia (Itgi), promosso da Edison, e il Trans Adriatic Pipeline (Tap), sponsorizzato dalla svizzera Egl e dalla norvegese StatoilHydro. Il comunicato della presidenza Ue si conclude sottolineando l'importanza della partnership energetica con la Turchia perché "la sicurezza energetica è uno dei settori in cui l'Ue e la Turchia hanno un interesse strategico comune nel rafforzare la cooperazione, vista la grande spinta dell'Ue verso la diversificazione delle forniture e il ruolo cruciale della Turchia in questo ambito".

Nel suo discorso il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha ricordato le origini del progetto, nato sette anni fa, non rinunciando a fare un riferimento chiaro ai negoziati di adesione del suo Paese all'UE. "Abbiamo portato a termine una questione importante per le riserve di energia internazionali e questo progetto innalza anche l'importanza della Turchia. Con il Nabucco il nostro Paese lavorerà a stretto contatto con l'Europa per quanto riguarda le forniture e questo favorirà l'eventuale soluzione della crisi del gas".

Ma anche senza considerare le incognite sul futuro del progetto, anche nei sette anni che hanno preceduto la firma odierna, le cose non sono andate così lisce. Per esempio, ad un certo punto le trattative si erano arenate sulla questione del 15% di sconto alla Turchia. Secondo quanti scrivono il quotidiano Zaman e anche l'agenzia di Stato Anadolu, Ankara ha ceduto sul punto perché un articolo dell'accordo firmato oggi dice che agli stati facenti parte del consorzio (i cinque Paesi di transito più la Germania) sarà dato il 50% del gas che richiedono. "Si tratta di un articolo molto importante - ha detto Yildiz a Zaman - noi stavamo cercando di negoziare il 15% del gas in transito, ossia circa 4,5 miliardi di metri cubi, adesso cerchiamo di capire quanto gas otterremo da questo 50%". All'agenzia Anadolu il ministro ha spiegato che "se i Paesi del consorzio lo ritengono opportuno, hanno il diritto di condividere 15 miliardi di metri cubi di gas su 31 che ne trasporta il condotto. Si tratta di un privilegio concesso a chi partecipa al progetto".


2 luglio 2009


GAS, SOUTH STREAM: MOSCA INVITA ANKARA. E' L'INIZIO DELLA FINE DI NABUCCO?

Carta tratta dal sito http://newsimg.bbc.co.uk
Il grande gioco dell'energia riserva ogni giorno nuove sorprese e, come in una partita a scacchi, i pezzi giusti, mossi con abilità, possono aprire nuove possibilità. La novità del giorno è l'invito rivolto dalla Russia alla Turchia e entrare nel grande affare "South Stream", il gasdotto frutto di una joint-venture Gazprom-Eni che dovrebbe portare il gas russo all'Europa occidentale attraverso i Balcani. La notizia è interessante perché la Turchia è uno dei partner principali di "Nabucco", la pipeline che dovrebbe garantire all'Europa occidentale l'accesso ai giacimenti dell'Asia centrale, aggirando la Russia e allentando, quindi, la dipendenza energetica dal Cremlino.
Secondo quanto riferisce l'agenzia Ria Novosti, l'invito ad Ankara è arrivato direttamente dal primo vicepremier russo Igor Secin alla fine di un incontro con il ministro turco dell'energia e delle risorse naturali, Taner Yildiz. "Noi prevediamo un approccio trasparente quando verrà presa la decisione su tale questione", ha spiegato Secin, sperando che Ankara esamini la proposta di Mosca. Secondo il vicepremier, nel colloquio sono state esaminate le differenti varianti e i differenti itinerari delle forniture di gas, compreso il Nabucco. "La valutazione economica precisa dell'efficacia della competitività permetterà di giudicare la superiorità di un progetto rispetto all'altro. South Stream ci sembra preferibile", ha proseguito, ricordando che esso può contare su sufficienti risorse.
South Stream, che collegherà la Russia all'Europa meridionale passando sotto il Mar Nero e l'Adriatico, avrebbe un costo stimato di 25 miliardi di euro e una capacità di 63 miliardi di metri cubi di gas l'anno. Il Nabucco, per il quale si prevede un costo di 7,9 miliardi di dollari, è sostenuto dall'Unione Europea per ridurre la dipendenza energetica da Mosca e dovrebbe garantire da 20 a 30 miliardi di metri cubi di gas del Caspio all'anno, attraverso Azerbaigian, Georgia, Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria. Però, mentre il progetto South Stream sembra procedere senza gravi intoppi, il progetto Nabucco ha incontrato e incontra sul suo percorso molti ostacoli oltre alla ovvia opposizione russa.
Recentemente, in varie occasioni, il premier turco Erdogan ha usato la minaccia del ritiro del suo paese dal progetto Nabucco come arma di pressione sull'Europa. L'invito di Mosca alla Turchia a entrare nell'affare South Stream potrebbe segnare l'inizio della fine per Nabucco? Si tenga conto che la Turchia, oltre a dipendere in buon misura dalle forniture energetiche russe, ha tutto l'interesse a stringere i rapporti con la Russia in funzione della stabilizzazione dell'area caucasica che non può prescindere dalla soluzione della questione del Nagorno Karabakh con conseguente normalizzazione dei rapporti con l'Armenia (tradizionale alleata di Mosca), che a sua volta ha tutto l'interesse a entrare nella partita energetica sfruttando la sua posizione geografica per il transito delle pipeline. La soluzione della questione del Nagorno Karabakh, non è pensabile, d'altra parte, senza un accordo con l'Azerbaijan, paese chiave per la stabilità della regione, produttore di gas, fortemente legato alla Turchia da ragioni storiche, culturali e strategiche.
All'Unione Europea, credo, tutto questo dovrebbe interessare, ma è lecito avere più di un dubbio che a Bruxelles riescano a prendere (e a mantenere) una posizione comune, proprio perché tra i Ventisette sono diverse non tanto le valutazioni politiche su questo o quel progetto, ma gli interessi economici e i conseguenti rapporti con Mosca. Quanto all'Italia, è noto che la Farnesina-ombra si chiama Eni e che l'attuale inquilino di Palazzo Chigi vanta un'amicizia personale con il suo omologo russo.

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