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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



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"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
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"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
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"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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27 giugno 2007


CORRUZIONE IN CROAZIA

Di Marina Sikora*
In Croazia, in questi giorni esce alla luce del giorno uno dei piu’ grandi scandali di corruzione e criminalita’. Al centro dello scandalo e’ il Fondo croato per la privatizzazione (HFP). L’operazione giudiziaria e di polizia chiamata “Maestro” ha portato all’arresto di sette dei suoi massimi responsabili, tra cui tre suoi vicepresidenti, sospettati di aver intascato tangenti per parecchie centinaia di migliaia di euro. Il Fondo e’ stato istituito ancora all’inizio degli anni ’90, nell’ambito del processo di riforme e di transizione della Croazia verso l’economia di mercato. Come precisato dal procuratore della repubblica, Mladen Bajic, l’inchiesta sulle attivita’ sospettose del Fondo e’ iniziata un anno fa. Con la scoperta di questo gravissimo scandalo di corruzione, il premier croato Ivo Sanader afferma che il suo governo valutera’ l’ipotesi di sciogliere il Fondo e di istituire una nuova agenzia per la proprieta’ statale e al contempo plaude l’azione “Maestro” come dimostrazione di un efficace funzionamento dello stato di diritto, come successo e determinazione del suo governo nella sradicazione della corruzione. “Questo e’ un grande passo in avanti e un forte messaggio a tutti coloro in Croazia che in modo disonesto e criminale cercano di impossessarsi dei beni pubblici e delle proprieta’ statali. Si procedera’ contro di loro con tutti i mezzi dello stato di diritto” ha avvertito il premier Sanader.
Il problema vero e’ che questa lotta alla corruzione e criminalita’ nel settore della privatizzazione subisce un ritardo di ben oltre dieci anni. Nessun dubbio che oggi la si ricolloca nel contesto di un conveniente timing elettorale. Come si puo’ leggere in un commento del quotidiano “Jutarnji list”, “il Fondo croato per la privatizzazione dai suoi inizi e’ stato una istituzione di morale dubbioso e di mosse ancora piu’ sospettose”. In vista delle elezioni viene sempre annunciata una determinata e intensa lotta contro la criminalita’ nella privatizzazione, scrive “Jutarnji list”, ma passate le elezioni la caccia ai ladri all’improvviso si ferma dinnanzi a problemi piu’ importanti che il governo deve affrontare. Lotta alla criminalita’ e diminuizione delle tasse, entrano nella stessa categoria di vane promesse che dopo le elezioni non si riesce piu’ ad attuare. Pero’ a differenza di impegni a livello di dichiarazione, ora si e’ giunti per la prima volta ad una azione che vede in manette i piu’ alti responsabili dell’ente incaricato per la privatizzazione. C’e’ da aggiungere che alcuni membri del governo e deputati del parlamento croato fanno parte del Consiglio direttivo e della commissione di vigilanza del Fondo. Certi responsabili del Fondo sono persone sospettate da anni che pero’ hanno continuato tutto questo tempo a svolgere il loro incarico. Una delle persone arrestate ne fa parte da ben 17 anni. Si tratta di un “focolaio di frodi e corruzione” ha detto il presidente croato Stjepan Mesic e ha avvertito che la lotta contro la criminalita’ nel campo delle privatizzazioni e’ ben lontana da essere terminata.
E’ chiaro che l’opposizione attacca con dure critiche chiedendo la responsabilita’ politica del Governo. Cosi’ la leader del Partito Popolare Croato (HNS) Vesna Pusic annuncia una inziaitiva parlamentare sul voto di sfiducia al Governo. Secondo lei l’arresto dei tre vicepresidenti del Fondo conferma che nello scandalo di corruzione sono coinvolti vertici dello stato poiche’ ci sono quattro ministri del Governo che fanno parte del Consiglio direttivo del Fondo. Anche il neopresidente del Partito Socialdemocratico Zoran Milanovic ritiene che il governo Sanader deve assumersi la responsabilita’ politica per la criminalita’ nell’istituzione statale nel cui consiglio direttivo ci sono quattro ministri. Secondo Milanovic il premier croato non ha il diritto di vantarsi del successo dell’operazione anticorruzione “Maestro” poiche’ tutti i meriti vanno alla Procura dello stato e all’Uffico per la lotta alla corruzione e criminalita’ organizzata. Milanovic ha giudicato le dichiarazioni mediatiche del premier Sanader “vergognose ed ipocrite”. Alla domanda dei giornalisti se l’attuale l’azione anticorruzione potrebbe allargarsi anche sugli ex funzionari del precedente governo di coalizione guidato dai socialdemocratici, Milanovic ha risposto che il suo partito e’ pronto ad assumersi la responsabilita’ di possibili irregolarita’ durante il mandato del precedente governo ma questo solo nel caso se ci saranno le giuste prove.
Nessun dubbio che l’attuale campagna contro la corruzione ha forti connotazioni politiche. Perche’ da un lato l’attuale partito governativo, l’HDZ di Ivo Sanader fortemente accusato di corruzione, vuole dimostrarsi, nel contesto elettorale, come efficace promotore della lotta contro la corruzione. Dall’altro, bisogna tener conto anche dell’immagine internazionale della Croazia e delle valutazioni che la collocano tra i paesi con altissimo tasso di corruzione. Quello che viene imposto, soprattutto nell’ambito del suo cammino verso le integrazioni europee, e’ un efficace impegno nella lotta contro la corruzione. Se le prossime azioni dimostreranno che la responsabilita’ va ben oltre i funzionari del Fondo croato per la privatizzazione e se nessuno degli accusati non godra’ della protezione grazie allo status politico, avremo la conferma di un evidente passo in avanti rispetto allo stato di diritto e maggiore fiducia nel funzionamento delle istituzioni dello Stato.
*Corrispondente di Radio Radicale


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