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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





10 febbraio 2010


FOIBE: OGGI IL "GIORNO DEL RICORDO"

Oggi è il 10 febbraio, il "Giorno del ricordo" istituito dal nostro Paese per commemorare la tragedia delle foibe e il dramma degli italiani espulsi dall'Istria e dalla Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale. Oltreconfine, in Slovenia, si continua a guardare con un certo fastidio a questa ricorrenza. Nel 2001 ci furono accese polemiche tra Roma , Lubiana e Zagabria in seguito alle dichiarazioni del presidente Napolitano che fecero infuriare sloveni e croati. L’allora presidente sloveno Janez Drnovšek inviò una lettera personale al suo omologo italiano, ma l'allora presidente croato Stjepan Mesic reagì provocando una dura polemica con il Colle.
L'anno scorso , invece, Napolitano puntò il dito anche sulla tragica pagina del fascismo del “confine orientale” e sulle sofferenze che quel regime inflisse agli sloveni (anche se non face nemmeno un accenno ai croati che condivisero la stessa sorte degli sloveni durante il fascismo. Quest'anno la ricorrenza è passata in maniera molto più calma.
Le polemiche tra Italia e Slovenia però permangono, anche se "a bassa intensità", e condizionano negativamente molte delle questioni sulle quali Roma e Lubiana si trovano a collaborare: dai rigassificatori che l’Italia vorrebbe costruire nel golfo di Trieste, alla procedura d’infrazione aperta nei confronti della Slovenia per l’introduzione dei bollini autostradali (commissario europeo ai trasporti l'italiano Antonio Tajani), fino alla questione dell’alta velocità (nel dicembre 2008 era stato firmato, tra i due paesi e la Commissione europea, un accordo per l’elaborazione del progetto della tratta ferroviaria Trieste-Divaccia, collegamento che dovrebbe servire per la realizzazione del V corridoio europeo da Barcellona a Kiev e sul quale l’Italia vorrebbe proporre nuove varianti).
Ne scrive Stefano Lusa nell'articolo intitolato "Polemica a bassa intensità" pubblicato il 5 febbraio sul sito di Osservatorio Balcani.
Nel "Giorno del ricordo" si è parlato anche al Senato questa mattina in apertura dei lavori: sono intervenuti rappresentanti di tutti i gruppi come potete leggere sul resoconto stenografico della seduta. La Camera ha invece organizzato una commemorazione che si è svolta alla Sala della Lupa di Montecitorio.


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permalink | inviato da robi-spa il 10/2/2010 alle 17:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


26 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 23 gennaio 2010

Croazia: le tensioni con la Serbia prima prova internazionale per il neo presidente Ivo Josipovic;
Albania: il Consiglio d'Europa chiede di risolvere la crisi politica interna;
Kosovo: la minoranza montenegrina chiede il rispetto dei suoi diritti;
Macedonia: la Slovenia offre la sua mediazione per risolvere il contenzioso del nome con la Grecia.

L'ultima parte del programma è dedicata ad un ritratto della Transnistria, lo stato fantasma ai confini dell'Europa.

In apertura un ricordo di Hrant Dink, il giornalista turco-armeno assassinato tre anni fa da un estremista nazionalista turco.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


12 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale




Il sommario della puntata del 9 gennaio 2010

Croazia: le elezioni presidenziali, la situazione del governo, i rapporti con la Slovenia Serbia: la visita del presidente Tadic in Kosovo
Ue
: la presidenza di turno spagnola e l'integrazione dell'Europa sud orientale
Turchia: la Germiania cambia idea sull'adesione all'Ue?
Grecia: la crisi economica e le misure del governo
Albania: la situazione politica interna e i suoi riflessi sull'integrazione europea del paese Macedonia: le relazioni bilaterali con Israele 

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


4 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 2 gennaio 2010

Croazia: verso il ballottaggio per le presidenziali, Josipovic favorito;
Slovenia: il presidente Tuerk interviene sul contenzioso sui confini con la Croazia; Serbia: si dimette il capo della Commissione per la collaborazione con il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia;
Economia: iniziative finanziarie in Albania, Kosovo e Macedonia;
Kosovo: l'organizzazione della rappresentanza della minoranza serba in alcuni comuni dopo le amministrative di novembre.

In apertura: L'Europa sud orientale nell'agenda politica dell'Unione Europea per il 2010.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


10 novembre 2009


LA CROAZIA RIPRENDE IL CAMMINO VERSO L'EUROPA: PRIMA TAPPA LE ELEZIONI PRESIDENZIALI

L'accordo con la Slovenia per un arbitrato che risolva il contenzioso sui confini marittimi che si trascina da 18 anni ha permesso alla Croazia di riprendere il cammino di integrazione europea. La chiusura del negoziato con Bruxelles è prevista per il 2010, cosa che premetterebbe l'ingresso ufficiale nell'Unione del 2011 o, al pià tardi, l'anno successivo. Nel frattempo il Paese si avvia alle elezioni presidenziali: primo turno il 27 dicembre e ballottaggio il 10 gennaio, per quello che tutti gli osservatori considerano la più importante scadenza elettorale dalla proclamazione dell'indipendenza.
Qui di seguito il testo della corrispondenza di Marina Szikora per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 7 novembre su Radio Radicale.

La premier croata Jadranka Kosor e il suo collega sloveno, Borut Pahor hanno firmato lo scorso 4 novembre a Stoccolma, nella sede del governo svedese, l'Accordo sull'arbitrato. In quanto testimone, l'Accordo e' stato firmato anche dal premier svedese in veste di presidente di turno del Consiglio eruopeo, Fredrik Reinfeldt. Il primo ministro svedese si e' congratulato con Kosor e Pahor sottolineando che questo Accordo e' la prova di un corraggio politico. Reinfeldt ha rilevato che e' stato aperto un nuovo capitolo nei rapporti tra i due Paesi e che sara' un contributo positivo per entrambe le parti.
Per la premier croata, l'Accordo non e' soltanto positivo per Croazia e Slovenia ma anche per l'Ue e ha parlato di una win-win-win situazione dicendosi fiduciosa che entrambi i parlamenti ratificheranno l'Accordo. Ai cittadini croati, la premier ha ribadito che «questo passo e' stato compiuto per il benessere del futuro croato e per il bene dei nostri figli, ma e' anche un passo che ha aperto le porte ai nostri vicini. La Croazia dara' sostegno a tutti i paesi nel vicinato che vorranno aderire all'Unione. Oggi e' la mia giornata molto felice» ha detto Kosor.
Altrettanto convinto si e' detto il suo collega sloveno Borut Pahor: «Oggi non e' soltanto una giornata storica per la Slovenia, Croazia e l'Ue nel senso del suo allargamento. Oggi e' una buona giornata per l'intera comunita' internazionale, oggi e' successo qualcosa di buono, qualcosa che risolve i problemi invece di crearli, qualcosa che potra' essere inspirazione per il futuro, e non preoccupazione. Che giornata fantastica!» ha detto entusiasta il premier sloveno.
Per precisare, l'Accordo prevede l'istituzione di una corte internazionale di arbitrato che stabilira' il confine marittimo e territoriale, la connessione della Slovenia con il mare internazionale e l'utilizzo dei territori marittimi rilevanti. A fin di stabilire la linea di confine, la corte adottera' il diritto internazionale. Per quanto riguarda il punto relativo al collegamento della Slovenia con il mare internazionale, verra' adottato il diritto internazionale, il principio di equita' e il principio di rapporti di buon vicinato. La corte di arbitrato avra' cinque membri. Slovenia e Croazia nomineranno ciascuna un membro, mentre il presidente e gli altri due membri verranno nominati in base ad un comune accordo, dalla lista che stabilira' la Commissione europea e il Commissario all'allargamento. Propiro sulla composizione e la scelta di questi membri, si e' aperto un forte dibattito in Croazia.
Le scandenze, bisogna dirlo, iniziano con il giorno in cui la Croazia firmera' il contratto di adesione all'Ue. Cio' significa che la decisione della corte sara' conosciuta nel momento in cui la Croazia sara' gia' membro a pieno titolo dell'Ue. L'accordo dovra' essere ratificato sia dalla Slovenia che dalla Croazia e i due Paesi dovranno assumersi l'obbligo di accettare la decisione della corte. Ma quello che si afferma essere una decisione storica ha ancora molte incertezze. In Croazia, l'Accordo ha provocato reazioni molto diverse – a partire da quelli che, come in prima fila la maggioranza governativa guidata dall'HDZ, lo ritengono un passo importante, fino a quelli che sostengono che l'Accordo significa cedere ai ricatti della Slovenia.
L'approvazione dell'Accordo in Parlamento, ricordiamolo, aveva suscitato precedentemente un lungo ed acceso dibattito e generalmente forte obbiezioni e critiche da parte del maggiore partito di opposizione – il Partito socialdemocratico di Zoran Milanovic. «Cerco di fare anche il lavoro che la nostra premier non vuole fare» ha detto Milanovic in una intervista ieri sera alla radio televisione croata HRT. «Non sto' fuggendo dai problemi» ha detto e ha aggiunto che «non si sa chi scegliera' gli arbitri. «Ho parlato con alcune persone a Bruxelles, con alcuni premier europei, ho contattato anche Olli Rehn. Purtroppo Olli Rehn tra poco se ne andra'. Ma li ci sono altre persone che decideranno sulla Croazia. Questo e' quello che ci ha dato la nostra premier» ha detto il presidente del maggior partito di opposizione croata.
A proposito delle informazioni mediatiche sulla disgregazione del Partito socialdemocratico causata dalla candidatura del sindaco di Zagabria Milan Bandic alle presidenziali e la sua immediata espulsione dal SDP per questa ragione, Zoran Milanovic ha risposto che non c'e' nessuna significativa divisione all'interno del suo partito e' ha ribadito che si tratta del piu' forte partito croato. Ne' e' conferma anche il fatto che soltanto in mezza giornata per il candidato ufficiale socialdemocratico Ivo Josipovic sono state raccolte le necessarie 10.000 firme, ha sottolineato Milanovic. Il capo dei socialdemocratici non ha dubbi sulla vittoria di Josipovic nonostante il sostegno rilevante che secondo i sondaggi ha il sindaco Milan Bandic.
A votare contro l'Accordo sul arbitrato in Parlamento e' stato tra gli altri anche il candidato presidenziale socialdemocratico Ivo Josipovic. Il suo 'no' lo ha motivato spiegando che «l'Accordo non e' buono, e' ingiusto e fara' perdere alla Croazia una parte del territorio che le appartiente secondo il diritto internazionale». «Gli antifascisti croati nella Seconda guerra mondiale e recentemente i difensori croati, hanno lottato per il mare croato e noi non abbiamo il diritto di regalarlo» ha detto Josipovic e ha aggiunto che l'ingresso della Croazia nell'Ue non e' a rischio se l'Accordo non verra' accettato nella forma attuale. «Il nostro ingresso nell'Ue dura cosi' a lungo a causa dell'incapacita' delle nostre istituzioni. L'adesione alla Nato ha dimostrato come si puo' aderire nelle integrazioni senza cedere ai ricatti. Che questo governo incapace si impegni meglio, che la diplomazia si metta al lavoro e che non ci portino al capitolo concluso» ha invocato Ivo Josipovic. Il candidato socialdemocratico ha osservato anche che la Croazia poteva essere da tempo nell'Ue se non ci fossero state persone come Ivo Sanader a guidare il Paese. «Non ho creduto ne' a lui come non credo nemmeno a Jadranka Kosor» ha detto. «Se avessimo condannato i criminali di guerra, come anche la criminalita' e la corruzione, e' da molto che potevamo essere nell'Ue e la Slovenia non ci avrebbe potuto condizionare» e' dell'opinione Josipovic.
Anche il premier sloveno ha firmato l'Accordo a Stoccolma senza il sostegno dell'opposizione e dell'opinione pubblica slovena. Pahor ha annunciato che il suo governo, prima che l'Accordo verra' ratificato in parlamento, chiedera' alla Corte costituzionale il giudizio sulla sua costituzionalita'. La premier croata non ha depositato la dichiarazione in cui Zagabria rinuncia a qualsiasi tipo di pregiudizio. A tal proposito la Slovenia tiene in riserva una propria dichiarazione in cui si afferma che nell'Accordo nulla puo' essere percepito come rinunciamento della Slovenia al suo diritto relativo al contatto territoriale con il mare internazionale.
A proposito della firma dell'Accordo in Svezia, il relatore per la Croazia del PE, Hannes Swoboda, dopo la sua visita a Zagabria ha salutato la decisione dei due Paesi. Swoboda ha presentato giovedi' davanti alla Commissione esteri del PE il suo rapporto relativo al progresso della Croazia. Il relatore europarlamentare ha detto che il Rapporto sul arbitrato e' la base per risolvere il contenzioso confinario che dura da molti anni e ha invitato i due parlamenti a ratificare il documento senza indugi. Swoboda ha aggiunto che dopo lo sblocco sloveno del processo negoziale della Craozia con l'Ue, e' possibile concludere i negoziati entro la meta' del prossimo anno. Il relatore per la Croazia ha ribadito che i settori critici per la Croazia restano le riforme dell'amministrazione pubblica e la giustizia nonche' la lotta alla corruzione e ha aggiunto che in questo senso, la premier Kosor ha dimostrato risolutezza politica. «E' necessario risolvere anche il problema dei documenti che il Tribunale dell'Aja sta' chiedendo alla Croazia» ha detto Swoboda e ha invitato i membri dell'Ue ad aiutare Zagabria nell'adempimento delle richieste affinche' i negoziati di adesioni possano esere conclusi al piu' presto.

Secondo tema, o meglio dire il tema in primo piano in Croazia del momento sono le elezioni presidenziali. Il governo croato ha fissato mercoledi' la data quando gli elettori croati si recheranno alle urne per eleggere il terzo presidente della Croazia dalla sua indipendenza. Le elezioni si svolgeranno il prossimo 27 dicembre e vi possono partecipare i candidati proposti da uno o piu' partiti politici che avranno il sostegno di almeno 10.000 elettori che firmeranno la loro candidatura. Alle elezioni possono partecipare anche i candidati proposti direttamente dagli elettori sempre in base ad almeno 10.000 firme. La Commissione statale (DIP) entro mezzanotte del 18 novembre, rendera' pubblica la lista dei candidati per le elezioni del presidente in tutti i mezzi di informazione.
Allo stesso tempo, le liste verranno consegnate alle missioni diplomatiche e agli consolati della Repubblica della Croazia a fin della sua pubblicazione all'estero. Il Presidente della Croazia si elegge con il sistema elettorale maggioritario. Verra' eletto presidente il candidato che alle elezioni avra' oltre il 50% di voti dei votanti. Se nessun candidato avra' la maggioranza necessaria al primo turno, le elezioni proseguiranno al secondo turno, che si svolgera' il prossimo 10 gennaio 2010.
Secondo tutti, queste saranno le piu' incerte ma forse anche le piu' importanti elezioni per scegliere il capo dello Stato croato a cui, va sottolineato, vanno attribuiti ruoli importanti relativi sia alla politica interna che estera.
Con l'ufficializzazione della data delle elezioni, si e' sciolto finalmente l'apparente incognita sulla candidatura del sindaco di Zagabria, Milan Bandic, uno degli uomini piu' potenti della scena politica croata. Apparente incognita poiche' e' da molto tempo che esiste l'annuncio della sua candidatura ma il primo uomo della capitale croata ha giocato fino all'ultimo momento con le affermazioni «mi candido – non mi candido».
Una delle ragioni principali e' che con la sua candidatura, Milan Bandic e' stato immediatamente espulso dal Partito socialdemocratico il quale ha gia' eletto con stragrande maggioranza di voti dei suoi membri in tutta la Croazia, come candidato ufficiale del SDP, il deputato ed eminente professore universitario di diritto, Ivo Josipovic.
Come lo aveva annunciato, l'ufficializzazione della candidatura del sindaco di Zagabria e' stata abbastanza spettacolare. Giovedi' mattina, dal monte di Sljeme, nei pressi di Zagabria, Bandic ha dichiarato che «E' tempo che la Croazia insieme a tutti i suoi cittadini si svegliasse». Il sindaco di Zagabria ha sottolineato di essere convinto nella propria vittoria e che il suo obiettivo non e' soltanto vincere il primo bensi' anche il secondo mandato. «Mi sto preparando da dieci anni e se non fossi convinto di vincere, non mi sarei nemmeno candidato... Lavorero' come un cavallo per la Croazia!» ha detto nel suo stile conosciuto Milan Bandic aggingendo e sottolineando che il ruolo responsabile del presidente lo vuole assumere «libero dalle catene di obblighi di partito e libero come un uccello».
Commentando il suo rapporto con il Partito socialdemocratico e il fatto che e' stato subito espulso dal partito, Bandic ha detto che lui non puo' essere cacciato via dalla propria pelle e dal suo stile di vita. Non nascondendo toni conflittuali, ha spiegato che in Croazia esistono persone semplici e non semplici, normali e anormali, nonche' realizzate e non realizzate. Per quanto riguarda Zoran Milanovic, presidente del SDP, Bandic lo ha qualificato come «non realizzato».
A replicargli subito e' stato lo stesso presidente del suo ex partito, Zoran Milanovic secondo il quale si tratta di una strana candidatura in cui vi e' anche un tentativo di fuga. «Zagabria e' la piu' grande citta' della Croazia e non vorrei che avesse problemi finanziari. Mi dispiace che in qualche modo, Bandic vuole scappare dai problemi della capitale» ha detto Milanovic aggiungendo che questo non e' giusto ne' nei confronti dei cittadini di Zagabria ne' nei confronti del SDP.
La candidatura del sindaco di Zagabria ha aperto molte questioni e sicuramente nuovi temi di conflitto. Una delle questioni principali e' quella delle fonti di finanziamento per poter viaggiare lungo la Croazia a fin della sua campagna elettorale. Se lo sara' il bilancio della capitale, delle aziende che nel corso degli anni aveva aiutato o forse i propri risparmi accumulati? E' vero che Zagabria resta in problemi, nel bilancio mancano 800 miglioni di kune di debito. I mezzi finanziari per gli investimenti nel 2010 saranno minimi. Milan Bandic non ha piu' il sostegno del Consiglio di Zagabria e quindi se non vincera' alle elezioni presidenziali, dovra' affrontare il referendum per la sua destituzione oppure una nuova lotta per il potere nella capitale. Per questo, e' l'opinione generale, queste elezioni per il primo cittadino di Zagabria sigificano «essere o non essere».


8 novembre 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 7 novembre 2009 : 

- Europa: il ventennale della caduta del Muro di Berlino, il 1989, i Radicali (intervista a Emma Bonino)
- Croazia: l'accordo con la Slovenia per la definizione dei confini, l'adesione all'Ue, le prossime elezioni presidenziali
- Albania: la situazione politica interna e le riforme per l'adesione all'Ue, il processo per la tragedia di Grdec
- Giustizia internazionale: il processo a Radovan Karadzic, la visita del procuratore capo del Tpi Serge Brammertz a Belgrado
- Kosovo: l'iniziativa diplomatica di Pristina per estendere e consolidare il riconoscimento internazionale dell'indipendenza.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


2 novembre 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 31 ottobre 2009 : 

- Bosnia Erzegovina: il processo a Radovan Karadzic, la crisi politico-istituzionale, il ruolo della comunità internazionale (con un'intervista a Enisa Bukvic)
- Croazia/Slovenia: le difficoltà per l'accordo sulla definizione dei confini
- Albania 1: il ruolo del paese nel narcotraffico mondiale
- Albania 2: la questione della libertà religiosa
- Macedonia: il premier vuole un referendum sulla questione del nome dell'ex repubblica jugoslava
- Kosovo: le relazioni politico-diplomatiche con Macedonia e Montenegro
- Cipro: le dichiarazioni del ministro degli Esteri sulle relazioni con la Turchia e il punto di vista dei Radicali italiani

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.

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