.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





3 dicembre 2008


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale

Gli argomenti della puntata di sabato 29 novembre:
Kosovo, l'Onu approva la riconfigurazione dell'Unmik che da il via libera alla missione civile europea Eulex accogliendo le richieste serbe: le reazioni positive della comunità internazionale, le polemiche politiche in Serbia e quelle in Kosovo, il misterioso attentato all'International Civilian Office di Prishtina
Serbia: parlamentari europei chiedono lo sblocco dell'Accordo di Stabilizzazione e Associazione con Belgrado
Giustizia internazionale: dopo il ricorso ed il contro-ricorso della Croazia contro la Serbia e viceversa, anche la Bosnia cita Belgrado davanti alla Corte Internazionale di Giustizia.
Romania: le incerte elezioni politiche del 30 novembre
Si parla inoltre delle visita in Albania del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e di un sondaggio su cosa pensano dell'Unione Europea i cittadini dei Balcani.

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti sul sito di Radio Radicale.


27 novembre 2008


COSA PENSANO I BALCANI DELL'EUROPA

L'istituto di ricerca Gallup Europa ha compiuto un sondaggio per verificare cosa pensano i cittadini dei Paesi balcanici dell'Unione europea. La ricerca, presentata a metà di novembre a Bruxelles, fa parte di un programma pluriennale di analisi. Secondo Robert Manchin, amministratore delegato di Gallup Europa, "è necessario sapere di più di cosa pensano i cittadini, ancora poco conosciuti nella Ue".

Qui di seguito, Paese per Paese, una sintesi dei principali dati emersi da questa prima indagine realizzata tra settembre ed ottobre mediante interviste dirette a 1000 persone per ogni stato.

ALBANIA
L'Albania ha firmato l'Accordo di stabilizzazione e associazione (Asa) con l'Unione europea, primo passo formale sulla strada dell'adesione, e attende ora lo status di paese candidato.
L'Ue è vista dai cittadini albanesi coma una istituzione che potrebbe avere un forte impatto sul Paese: la maggioranza ha fiducia nell'Unione e ben l'83% ritiene che l'adesione sarebbe buona cosa. Gli albanesi credono inoltre che il loro paese sarebbe accolto con favore come nuovo stato membro da parte dell'Unione europea.
La corruzione del governo e dei dipendenti pubblici è segnalata come di gran lunga la più alta nella regione: un terzo degli intervistati ha dichiarato di aver dovuto pagare una tangente nell'anno precedente all'indagine.
Solo il 29% ritiene che il governo stia facendo tutto il possibile per combattere la criminalità organizzata.
E' significativo il dato che rivela che oltre un terzo degli albanesi vorrebbe lasciare il proprio paese. D'altra parte gli albanesi sembrano essere già ora il popolo più mobile della regione, con oltre due quinti degli intervistati che ha un familiare all'estero, per motivi di lavoro o di studio.

BOSNIA-ERZEGOVINA
Nel giugno 2008 la Bosnia-Erzegovina ha ratificato l'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione Europea e attende ora di ottenere lo status di candidato all'adesione.
Secondo la ricerca Gallup il sentimento che accomuna i bosniaci è la disillusione. La maggior parte delle persone si dichiara insoddisfatta per l'attuale situazione economica (l'87% si definisce infelice) e nutre poche speranze di miglioramento per il futuro.
La ricerca indica alcune differenze di opinione tra le due entità in cui è divisa la B-E, la Federazione croato-musulmana e la Republika Srpska.
Due terzi degli intervistati nella Federazione ritengono che le condizioni economiche stiano peggiorando, mentre meno della metà (44%) lo ritiene nella Republika Srpska con il 31% che anzi vede segni di miglioramento. Il governo è giudicato molto male e inefficace nella sua lotta contro la criminalità organizzata.
Il dato nazionale indica il 67% di giudizi negativi (il peggiore della regione) con il 70% nella Federazione e il 56% nella Republika Srpska.
Negativa anche l'immagine dell'Unione europea. Di coloro che hanno risposto alla domanda, il 45% degli intervistati nella Federazione ha poca o nessuna fiducia nelle istituzioni europee: nell'entità serba lo pensa il il 77% degli intervistati. La Republika Srpska conta anche la più alta percentuale di persone nella regione (48%) che si sente respinta dai cittadini Ue, mentre nella Federazione croato-musulmana solo un terzo ritiene che i cittadini della Ue non abbiano voluto l'adesione della Bosnia all'Ue.

CROAZIA
La Croazia dal 2005 ha in corso i negoziati di adesione all'Ue che dovrebbero concludersi entro il 2009. Il recente rapporto di Bruxelles esorta le autorità a compiere ulteriori sforzi sostanziali sul terreno delle riforme. Considerando i tempi burocratici la prima data utile per l'adesione non sarà prima del 2011.
La maggior parte dei cittadini croati (54%) ritiene di essere ben informata sulla istituzioni europee e sono anche i più ottimisti sulla data di adesione: in media i cittadini croati indicano il 2013. Altri dati segnalano un certo disincanto rispetto all'Europa: i croati che credono che l'appartenenza alla Ue sia un bene per il paese sono più di quelli che pensano il contrario (29% contro 26%), mentre più di un terzo, cioè la maggioranza relativa (38%), pensa che la cosa non sia né buona, né cattiva. Interessante il dato secondo cui il 39% dei croati ritiene che in generale vi sarà il sostegno dei cittadini per l'adesione all'Unione europea, mentre ben il 45% pensa che ci sarà opposizione.
Per quanto riguarda la loro condizioni di vita, quasi i tre quarti dei croati (72%) si dichiarano soddisfatti, ma temono per il loro futuro economico (il 61% lo vede in via di peggioramento). Questo dato trova un riscontro anche nell'insoddisfazione espressa verso l'attuale governo e le sue iniziative contro il crimine organizzato (78%). Nonostante questo i croati ritengono che il loro paese continui ad avere buone opportunità e solo pochi (7%) si sentono costretti ad espatriare per motivi economici.

KOSOVO
Dopo l'indipendenza proclamata il 17 febbraio di quest'anno, il Kosovo è stato riconosciuto da una cinquantina di Paesi fra i quali 22 dei 27 membri dell'Unione europea. Dalla fine del conflitto del 1999 il Paese è stato posto sotto l'amministrazione dell'Onu (Unmik) che dovrebbe ora essere riconfigurata per far posto alla missione civile europea Eulex. Sul territorio opera inoltre il contingente militare multinazionale Kfor. L'integrazione del neonato stato nelle principali istituzioni sovranazionale è per ora di là da venire, almeno fino a quando non verrà trovato un accordo con la Serbia (appoggiata dalla Russia) che rifiuta categoricamente ogni possibilità di accettare la secessione della sua provincia meridionale.
I kosovari sono ottimisti circa la loro vita ed hanno grandi speranze per il futuro in generale e per quello economico (59%). L'attuale situazione economica è invece vista in una luce molto più scura,il che spiega il motivo per cui oltre il 70% degli intervistati vede migliori opportunità al di fuori del paese e l'alta percentuale di coloro che hanno un membro della famiglia all'estero. Nel Kosovo si è generalmente ottimisti circa le speranze per il futuro della pace nella regione, ma mentre il 72% degli albanesi kosovari pensa che una coesistenza pacifica con i serbi sia possibile, solo il 17% dei serbi del Kosovo sono convinti di una tale possibilità. Meno della metà (45%) dei kosovari albanesi conviene che "la leadership albanese kosovara deve fare tutto il possibile per proteggere i serbi che vivono nel Kosovo", mentre il 47% è in disaccordo.
Poco meno di due terzi (63%) degli intervistati in Kosovo ha "grade fiducia nella Nato", mentre meno della metà (43%) ha "grande fiducia nella Ue".

MACEDONIA
La Macedonia è dal 2005 paese candidato all'adesione all'Ue ma l'avvio dei negoziati è ostacolato dalla Grecia a causa del contenzioso sul nome dell'ex repubblica jugoslava attualmente riconosciuta a livello internazionale con il nome provvisorio di Fyrom (Former yugoslav republic of Macedonia).
Quasi la metà dei macedoni s dichiarano insoddisfatti sia per la loro vita (46%, il rating più basso della regione) sia per lo standard di vita. Un terzo, tuttavia, sente che l'economia è in miglioramento. Gli intervistati candannano la corruzione e sono relativamente soddisfatti degli sforzi del governo per combattere la criminalità organizzata (49%). Quasi un terzo dei macedoni sono del parere che ci sia il rischio di un altro confllitto nella regione (29%).
Sul futuro del Paese pesano i rapporti tra la componente macedone e la forte minoranza albanese (pari a circa un terzo della popolazione). Mentre il 70% degli albanesi in Macedonia ritiene che l'accordo di Ohrid (che pose fine al conflitto del 2001) abbia dato una buona soluzione a lungo termine per i problemi etnici interni, solo il 30% dei macedoni concorda su questo giudizio.
Secondo il 69% dei macedoni albanesi, la Macedonia deve aderire alla Nato e all'Unione europea, anche se significa perdere o modificare il nome ufficiale del paese, posizione sostenuta di contro solo dal 3% dei macedoni.
La maggior parte di entrambe le comunità conviene comunque che l'adesione all'Ue sarebbe una buona cosa anche se la cosa viene vista con molto più favore dagli albenesi (84%, che dai macedoni ( 57%).

MONTENEGRO
Dal 3 giugno 2006 il Montenegro è uno stato indipendente a seguito del referendum popolare del 21 maggio 2006. Con la fine dell'unione con la Serbia si è definitivamente chiusa la storia della Jugoslavia. Il processo di separazione amministrativa dalla Serbia, con cui esistono legami storici e culturali, è comunque ancora in atto. Il 15 ottobre 2007 il Montenegro ha firma l'Accordo di stabilizzazione e associazione con l'Unione europea. Il percorso di integrazione ha imposto al Paese la necessità di affrontare con decisione i problemi legati alla criminalità, al contrabbando, al nazionalismo, alla corruzione, alla libertà di informazione ed alla cattura dei criminali di guerra.
Dai dati della ricerca Gallup emerge nei cittadini montenegrini una sensazione di realizzazione e di accetazione. I montenegrini sono soddisfatti della loro vita (71%) e sono piuttosto ottimisti su economia e futuro sviluppo (49%). La fiducia nel governo è elevata (63%). Le opportunità nel paese vengono considerate sufficienti e non c'è gran desiderio di andare a lavorare all'estero. I montenegrino sembrano essere poi relativamente rilassati circa l'accettazione di pratiche amministrative discutibili. Per quanto riguarda l'Ue, la popolazione si sente piuttosto male informata (60%).

SERBIA
La Serbia ha firmato l'Asa alla fine di aprile, alla vigilia delle elezioni politiche che hanno visto il successo del fronte democratico e filo europeista. L'implementazione dell'accordo è però al momento parziale a causa del veto posto dall'Olanda e dal Belgio che non ritengono sufficiente la collaborazione con il Tribunale internazionale per la ex Jugosavia. Tutte le forze politiche sono più o meno favorevoli all'integrazione europea ma su di essa pesa la questione del Kosovo e il giudizio sul ruolo della Serbia nelle guerre jugoslave degli anni '90.
Dalla ricerca emerge che iI serbi hanno un'elevata insoddisfazione verso la vita (42%) si dividono a metà nelle loro previsioni per il futuro: per il 47% le cose in generale stanno andando nella la direzione sbagliata, mentre il 41% pensa il contrario. Quasi la metà degli intervistati (46%) ha "molta" o "qualche" fiducia nel governo serbo anche se, nello stesso tempo, la maggioranza (58%) afferma che il governo non è stato in grado di combattere la criminalità organizzata in modo efficace.
Tre quinti degli intervistati ritiene che l'indipendenza del Kosovo non potrà mai essere accettata dalla Serbia e un quinto teme un altro conflitto armato nella regione, la seconda quota più elevata dopo la Macedonia. L'ex leader serbo-bosniaco, Radovan Karadzic, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità dal Tribunale internazionale è ritenuto innocente da quasi la metà degli intervistati. Nonostante ciò, più o meno la stessa percentuale (49%) ha convenuto con l'affermazione che "il suo arresto ha consentito alla Serbia di concentrarsi sul futuro".

Il sito del Gallup Balkan Monitor


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. ricerca sondaggio balcani ue gallup

permalink | inviato da robi-spa il 27/11/2008 alle 13:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 ottobre 2008


OBAMA O McCAIN? I BALCANI SI DIVIDONO.

Barak Obama e John McCainSe i cittadini dei Balcani dovessero scegliere il prossimo presidente degli Stati Uniti per chi voterebbero? Un interessante sondaggio realizzato da The Economist e ripreso dal sito del Balkan Investigative Reporting Network mostra che a differenza dei cittadini dell'Unione europea, che probabilmente darebbero la loro fiducia in grande maggioranza a Barak Obama, i cittadini dei Balcani sarebbero assai più incerti. L'indagine potrebbe apparire un po' oziosa ma se si considera che negli ultimi venti anni la politica statunitense nella regione ha avuto un impatto come mai in passato la rilevazione assume un indubbio interesse. Lo prova il fatto che negli ultimi tempi la campagna elettorale d'oltreoceano guadagna ogni giorni la prima pagina dei giornali locali e alimenta dibattiti accesi. Diversamente che in passato, anche il duello per la vice-presidenza tra Joseph Biden e Sarah Palin è seguito con la stessa passione. Dai dati del sondaggio emerge che croati, albanesi e kosovari sono in maggioranza pro Obama, i macedoni per McCain, i serbi diffidano di entrambi, i bosniaci sono preoccupati più di tutto dalle loro questioni interne e i rumeni sostanzialmente indifferenti all'esito del voto del 4 novembre.
Basandoci dunque su quanto scrive il sito di BIRN, citando il sondaggio dell'Economist, vediamo che in Albania Barak Obama raccoglie il 75% dei favori ma molti albanesi ritengono John McCain una scelta accettabile. La comunità albanese negli Usa è altrettanto divisa sulla scelta da prendere, cosa che sarebbe stata più semplice se Hillary Clinton avesse conquistato la nomination democratica.
Tra gli albanesi del Kosovo la situazione è simile: la maggioranza tifa Obama, ma non mancano i supporter di McCain mentre altri avrebbero preferito che Hillary fosse rimasta in corsa.
In Bosnia-Erzegovina le elezioni americane coincidono con una grave crisi politica a istituzionale. Generalmente, quindi, la gente è più preoccupata di questo che di quello che succede al di là dell'Atlantico. Comunque, la maggioranza sembra preferire la vittoria di Obama con la speranza che il suo arrivo alla Casa Bianca possa rilanciare l'interesse di Washington per il loro Paese. E se i bosgnacchi sono per il candidato democratico, ricordando il ruolo di Clinton nel porre fine alla guerra del 1992-95, anche diversi serbo-bosniaci non disdegnerebbero la vittoria dei democratici giudicando negativamente le politiche economiche dei repubblicani.
In Serbia, invece, prevale la sfiducia verso entrambi i candidati. E' vero che Obama, durante le primarie del Partito democratico, in un discorso tenuto dopo la proclamazione dell'indipendenza del Kosovo, disse che i serbi soffrivano da decenni. Tuttavia sia lui che McCain sono favorevoli alla secessione di Pristina. Senza contare che, nonostante la pressante attività di lobbying dei serbi in Usa, George Bush è stato il principale sostenitore del Kosovo indipendente.
I cittadini della Croazia, pur avendo generalmente una preferenza per governi di centro-destra, secondo il sondaggio dell'Economist all'80% sono per Obama per reazione contro la politica di George W. Bush.
In Macedonia l'interesse per la corsa alla Casa Bianca è influenzata dall'annosa questione con la Grecia per via del nome ufficiale dell'ex repubblica jugoslava. E dunque preferiscono McCain, visto che Obama a suo tempo firmo la risoluzione del Senato americano che chiedeva alla Macedonia di cessare la provocazioni contro la Grecia.
In Romania, infine, prevale l'indifferenza. Più che di sapere chi sarà il prossimo presidente Usa, ai romeni interessa ciò che succede ai loro confini, in Ungheria, in Moldavia e negli altri Paesi europei.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. elezioni sondaggio balcani obama economist mccain birn

permalink | inviato da robi-spa il 27/10/2008 alle 19:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


17 ottobre 2008


TURCHIA: AKP IN CALO DI POPOLARITA' MA ERDOGAN RESISTE

Il premier turco Recep Tayyp ErdoganE' bastato un anno e il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha visto ridursi in maniera considerevole (e preoccupante) il consenso al suo partito, l'Akp, il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo di orientamento islamico-moderato: dal quasi 51% del luglio 2007 (quando stravinse le elezioni politiche conquistando la maggioranza dei seggi parlamentari) al 35% di oggi.
Il dato è emerso da un sondaggio condotto fra l'8 e il 12 ottobre su un campione di 1.582 adulti divisi in 30 province turche. Dato il periodo considerato è evidente che sulla rilevazione hanno pesato sia la recrudescenza degli scontri tra guerriglia curda ed esercito turco, sia l'indiretto coinvolgimento del partito del premier in uno scandalo in cui è accusato di finanziamento illecito.
A far calare la popolarità dell'Akp è stato soprattutto lo scandalo dovuto al caso "Deniz Feneri", l'ente di beneficenza che raccoglieva finanziamenti da turchi residenti all'estero per scopi umanitari, ma che avrebbe poi dirottato i fondi verso ambienti governativi. Un testimone sentito nel processo che si svolge a Francoforte ha confessato di aver dato 7 milioni di euro a un dirigente dell'Akp per finanziare organi di stampa filo-governativi.
Per quanto riguarda il conflitto del Kurdistan, alla domanda se un anno di operazioni oltre il confine iracheno si siano rivelate fruttuose nella lotta al Pkk, una netta maggioranza (il 56,4%) ha risposto di sì, contro solo il 19,3% no anche se il 21,6% ritiene che i risultati raggiunti non sono comunque sufficienti per risolvere il problema. Interessante notare che se il 37,8% ritieneche il governo si stia realmente impegnando per combattere il guerriglia curda, il 35% pensa di no, mentre e il rimanente ha detto che comunque sono sforzi che rimarranno senza risultati.
Dalla crisi di consenso dell'Akp traggono un qualche utile i partiti di opposizione: il Partito Repubblicano del Popolo (fondato da Kemal Ataturk) guadagna il 6%, mentre il Mhp, il partito nazionalista di destra a cui fannio riferimento i Lupi Grigi, incrementa i consensi del 2%.
Nonostante il calo di popolarità del suo partito il premier Erdogan (con il 34,1% dei consensi) è ancora quello che ispira la maggior fiducia ai cittadini turchi, seppur in misura inferiore rispetto a sei mesi fa. Seguono il leader del Chp, Deniz Baykal, con il 10,2%, e Devlet Bahceli, capo del Mhp, con il 4,4%.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. turchia akp erdogan sondaggio

permalink | inviato da robi-spa il 17/10/2008 alle 20:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     novembre        gennaio
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom