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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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2 ottobre 2008


KOSOVO VERSO LA SPARTIZIONE?

Kosovska MitrovicaIl presidente serbo, Boris Tadic, non esclude a priori la possibilità di arrivare a una spartizione del Kosovo anche se l'ipotesi sarà presa in considerazione solo quando non ci saranno più altre opzioni sullo status. E' la prima volta che il presidente serbo apre all'ipotesi di una partizione del Kosovo che ratificherebbe una divisione che già esiste de facto dato che la parte nord del Paese, oltre il fiume Ibar, dove i serbi sono in maggioranza continua a non riconoscere e a boicottare l'autorità e le istituzioni kosovare albanesi. Tadic ha espresso questa sua opinione due giorni fa in un'intervista alla tv pubblica serba Rts precisando però che una divisione del Kosovo non è all'ordine del giorno e che Belgrado continua “a cercare una soluzione nell'ambito del concetto della più ampia autonomia possibile del Kosovo all'interno della Serbia". Tadic ha poi difeso l'iniziativa diplomatica serba che chiede all'Assemblea generale Onu di far valutare la legittimità dell'indipendenza del Kosovo alla Corte internazionale di giustizia perché "per risolvere la questione dello status del Kosovo, tutte le iniziative sono legittime". Tadic infine ha invitato di nuovo il Montenegro e la Macedonia a non riconoscere l'indipendenza di Pristina sottolineando la "grande pressione" che Podgorica e Skopje devono sopportare.

Le parole di Tadic hanno fatto notizia e hanno suscitato immediate reazioni tra i kosovari albanesi. Il quotidiano di Pristina Koha Ditore ha parlato di "una provocazione" invitando la comunità internazionale e il governo di Pristina a prenderle seriamente in considerazione. "Quest'uscita può avere l'obiettivo di provocare disordini in Kosovo", sostiene Koha Ditore. "Molti diplomatici occidentali nelle ultime settimane avevano ufficiosamente detto che l'idea di una partizione è nella testa dei leader serbi, senza però rivelarlo apertamente. Tadic, dopo aver dato vita a un governo con i socialisti, evidentemente non ha incrementato la propria popolarità solo in Serbia, ma anche all'estero". Secondo un altro giornale, Zeri, l'obiettivo serbo è invece quello di entrare in Europa e convincere l'Occidente della necessità di spartire il Kosovo: "Per Belgrado, né Bruxelles né Pristina hanno un piano per integrare il nord del Kosovo". La Serbia vuole aprire dei colloqui per arrivare alla divisione del Kosovo, prendendosi il nord e forse qualche zona orientale, mentre il resto del Kosovo diventerebbe indipendente e riconosciuto da Belgrado, sostiene Zeri.

A seguito delle polemiche suscitate anche in patria Tadic ha successivamente ribadito che la spartizione del Kosovo è solo un'opzione: l'"extrema ratio" per risolvere la questione dello status internazionale dell'ex provincia autonoma serba. In un'intervista all'agenzia di stampa serba Tanjug, il capo dello stato serbo ha precisato di non aver proposto la partizione del Kosovo come soluzione: “L'ho solo citata come una possibilità dopo che siano esaurite tutte le altre". Il presidente ha poi aggiunto che "gli intellettuali in Serbia e l'opinione pubblica internazionale stanno dibattendo sulla questione della partizione che è stata enfatizzata in tutti questi anni nella ricerca di una soluzione alla questione del futuro status del Kosovo. Io potrò pensare ad essa- solo quando tutte le altre possibilità saranno esaurite, mentre la questione circa il mio sostegno a questa soluzione oggi non è niente altro che una questione ipotetica". Tadic ha dunque ricordato che la sua visione sulla politica nazionale sul Kosovo è ben nota e non contempla la spartizione" ma è caratterizzata invece "dall'unità e basata su una posizione di principio e di coerenza. Questa politica non cambierà".

Le precisazioni del presidente serbo non hanno tranquillizzato Pristina: “La Serbia ha perso il Kosovo per sempre” ha detto il presidente del parlamento di Pristina, Jakup Krasniqi. "Il Kosovo ora è uno Stato riconosciuto internazionalmente, ha delle frontiere definite e qualsiasi tentativo di cambiarle creerebbe nuovi problemi nei Balcani. Non penso che i Balcani e l'Europa siano interessati ad creare nuovi problemi".

Intanto però ieri Belgrado ha incassato un primo successo “virtuale” alle Nazioni Unite. L'Assemblea generale dell'Onu ha infatti accolto in una prova di voto la risoluzione serba, che chiede di far valutare la legittimità dell'indipendenza del Kosovo alla Corte internazionale di giustizia. Secondo il quotidiano tedesco
Handelsblatt su 192 steti membri, 120 hanno votato a favore dell'iniziativa di Belgrado. Diversi Paesi dell'Unione Europea, tra cui Germania e Francia, hanno criticato nettamente l'iniziativa serba temendo che un eventuale parere positivo della Corte possa bloccare il cammino dei riconoscimenti del Kosovo, per ora arrivati a quota 47. Il quotidiano tedesco ha ricordato però che all'Assemblea generale è sufficiente una maggioranza semplice per far passare la risoluzione della Serbia. Il voto "vero" avrà luogo il prossimo 8 ottobre. Tadic è oggi a Berlino per trovare sostegni all'iniziativa serba all'Onu. Stando a quanto scrivono i quotidiani tedeschi, la Germania alla fine potrebbe optare per l'astensione al Palazzo di vetro. Una linea che l'Italia caldeggia per tutti i Paesi Ue, divisi sulla questione Kosovo: una gran parte ha riconosciuto Pristina al fianco degli Usa, ma Spagna, Romania, Grecia, Cipro e Slovacchia non lo hanno fatto e sembrano per ora intenzionati a non cambiare posizione.


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permalink | inviato da robi-spa il 2/10/2008 alle 12:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 marzo 2008


IL KOSOVO TRA NUOVA COSTITUZIONE E PROGETTI DI SPARTIZIONE

Qui di seguito riporto la parte della corrispondenza di Artur Nura andata in onda su Radio Radicale nella puntata di "Passaggio a Sud Est" di sabato 29 marzo in cui si parla del piano di "separazione funzionale" tra serbi e albanesi del Kosovo elaborato a Belgrado e inviato all'attenzione dell'Onu (in pratica una partizione su base etnica che darebbe a Belgrado Mitrovica nord e alcune delle enclave più significative dal punto di vista storico e religioso e lascerebbe tutto il resto aglui albanesi), della nuova costituzione e delle relazioni tra il Kosovo e la Macedonia dove è presente una forte minoranza albanese che preme per il riconoscimento dell'indipendenza di Pristina.

Il governo kossovaro come abbiamo informato nella scorsa corrispondenza ha respinto i piani avanzati dalla parte serba per la spartizione del Kosovo giudicandoli inaccettabili e assurdi. I leader del Kossovo non hanno commentato più di tanto questo progetto, annunciato dal ministro serbo per il Kosovo, Slobodan Samardjic, semplicemente dicendo che non è fattibile e serve solo ad ignorare la realtà. Intanto l'amministrazione Onu in Kosovo ha insistito nell'accusare agenti del ministero dell'Interno serbo di aver partecipato alle proteste del 17 marzo quando si sono verificati scontri violenti fra dimostranti serbi e forze internazionali nella città di Mitrovica nord, con un bilancio di un militare ucraino morto e oltre 150 feriti tra i dimostranti e le forse di sicurezza. Secondo un portavoce dell'Unmik a Pristina, alcuni agenti di Belgrado avrebbero sobillato i manifestanti, infiltrandosi fra coloro che nei giorni precedenti avevano occupato il tribunale dell'Onu per protestare contro l’indipendenza del Kosovo. In generale sembra che l’azione serba contro l’indipendenza del Kosovo sia molto agressiva. I mass media della Serbia che all’inzio hanno chiesto di impedire la pubblicazione del libro dell'ex procuratore del tribunale internazionale sulla ex Jugoslavia, Carla Del Ponte, ora stanno usando le parti del testo che potrebbero mettere in cattiva luce il Kosovo indipendente ed i suoi leader politici [si tratta della parte del libro in cui Del Ponte parla della vicenda dei prigionieri serbi durante la guerra del 1999 che sarebbero stati usati per un traffico di organi gestito dall'Uck per procurarsi soldi e poi eliminati, n.d.r.].
La vicenda è stata smentita seccamente dalle autorità di Pristina che invece di occuparsi di tali progetti, preferiscono occuparsi della nuova costituzione, realizzare uno stato di diritto, lavorare per lo sviluppo economico e costruire relazioni economiche con i paesi della regione che hanno riconosciuto l'indipendenza e sul costrurire la nuova costituzione sua. I mass-media locali in Albania ed in Kosovo hanno riportato le idee e le proposte sullo sviluppo di un programma economico comune tra Albania e Kosovo in per diversi settori con una prospettiva di un mercato comune di oltre 7 milioni di persone. Il ministro dell’Economia e dell'Energia albanese, Genc Rulli, aveva dichiarato di recente che l'Albania e il Kosovo possono cooperare nel settore energetico: il Kosovo con i suoi giacimenti di lignite e l'Albania con le capacità idriche poco utilizzate potranno essere perfettamente in grado di completarsi a vicenda e di creare un sistema energetico razionale.
Riguardo alla nuova Costituzione a cui accennavo, secondo le notizie riportate dagli organi di informazione la Commissione Costituzionale composta da esperti politici e giuridici locali ed internazionali sta per concludere il testo della nuova Costituzione del Kosovo, anche se non si parla ancora di una data esatta. Secondo varie indiscrezioni il testo fa riferimento al modello delle democrazie occidentali e si parla di diversi riferimenti fatti dalla Commissione agli accordi internazionali ed al Piano Ahtisaari. Stando a queste fonti il progetto della nuova costituzione sarebbe più concentrato sul modello della costituzione slovena. Sembra anche che la Commissione abbia considerato la costituzione con cui nel settembre 1990 i kosovaro-albanesi per la prima volta proclamarono l'indipendenza. Secondo i mass media nel documento non si parla né di albanesi, né di serbi o di altre comunità ma si dichiara che la Repubblica del Kosovo è lo stato di tutti i suoi cittadini considerati uguali anche se si fa riferimento all'esistenza di una etnia di maggioranza e di varie minoranze. Da alcune settimane è cominciata anche una campagna per presentare la bozza della Costituzione ai cittadini del Kosovo sia quelli albanesi sia quelli di altre etnie, principalmente quella serba.
Riguardo, infine, alle relazione tra Kosovo indipendente e Macedonia, vorrei dire innanzitutto che il 23 marzo il Partito Democratico degli Albanesi ha deciso di rientrare nella maggioranza di governo che sostiene il premier Nikola Gruevski che in un primo tempo non aveva accettato le sei richieste avanzate del capo del Partitio democratico, Menduh Thaçi. Un portavoce del governo macedone ha annunciato ai mass media che i due partiti, quello macedone e quello albanese, hanno raggiunto un accordo per costituire delle commissioni che preparino leggi per permettere un maggiore uso della lingua e della bandiera albanese e per fornire aiuti alle vittime della rivolta del 2001. Sembra che il premier Nikola Gruevski abbia accettato anche la neccessità del riconoscimento immediato del Kossovo indipendente, un maggiore diritto all'utilizzo della lingua e della bandiera albanese e aiuti economici per i veterani della ribellione albanese del 2001. Secondo i mass media ci si aspetta che uno dei prossimi giorni la Macedonia riconosca l'indipendenza del Kosovo, anche se alcuni giorni fa una commissione mista kosovaro–macedone non ha potuto tenere un incontro che doveva riguardare la definizione dei confini tra Macedonia e Kosovo. I mass media kosovari hanno comunque fatto sapere che è stata costituita la commissione kosovara per i negoziati con la Macedonia sui confini e che molto presto comincieranno il lavoro.

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