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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





31 gennaio 2010


PASSAGGIO ON AIR

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 30 gennaio 2010

- Unione Europea: l'integrazione dei Balcani occidentali
Grande Albania: albanesi e kosovari favorevoli, sondaggio Gallup Balkan Monitor
Serbia e Montenegro: Belgrado rilancia le relazioni
- Albania: in vigore la legge "antimafia"
- Croazia: la nuova presidenza nel giudizio degli analisti
- Moldova: la situazione politica (intervista a Victor Druta)

In apertura: Giornata della Memoria, la Shoah e i crimini nazi-fascisti nei Balcani

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura

Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


10 luglio 2009


ELEZIONI ANTICIPATE IN MOLDOVA

La Moldova è un piccolo Paese di cui si parla raramente e in gener solo quando succede qualcosa di grave. Come lo scorso aprile, quando la capitale, Chisinau, fu scossa dai disordini seguiti alle elezioni politiche. Violenze innescate dalle accuse di brogli lanciate dall'opposizione a cui seguì la repressione ordinata dall governo guidato dal partito comunista.
La Moldova però meriterebbe un po' più di attenzione, non fosse altro perché si trova ai confini orientali dell'Unione Europea, contigua ad aree delicate, dove si gioca il confronto (e lo scontro politico ed economico) tra l'Occidente (leggi Usa) e la Russia. La Moldova si trova infatti incuneata tra Romania ed Ucraina, ad un passo dal Mar Nero, in bilico tra i contrapposti interessi dellaRomania (che fa leva sui legami storici e culturali tra i due Paesi) e la Russia (decisa a far valere la dottrina della necessità di una fascia di "buon vicinato" lungo i suoi confini, nei Paesi ex-sovietici).
Il prossimo 29 luglio la Moldova tornerà nuovamente alle urne: la mancata elezioni del presidente della repubblica ha imposto lo scioglimento del parlamento. Sulla carta i comunisti di Vladimir Voronin, con i loro satelliti politici, restano favoriti, anche perché i principali partiti dell'opposizione - Partito democratico, Partito liberaldemocratico e Alleanza "Noastra Moldova" - sono alleati ma fanno la campagna elettorale ognuno per sé, e soprattutto all'opposizione manca un leader unico, forte e autorevole.

Qui di seguito riporto il testo della mia intervista a Victor Druta, che dopo aver fatto l'insegnante e il giornalista, da alcuni anni vive nel nostro Paese. L'intervista è ascoltabile sul sito di Radio Radicale ed è interessante per comprendere le ragioni dell'attuale situazione politica e alcuni aspetti della realtà moldava.

Domanda: Il 3 giugno il Parlamento moldavo si è riunito per elegere il capo dello Stato ed ha fallito per la seconda volta in questo tentativo. I sessanta deputati comunisti hanno votato compattamente per il loro candidato,ma non ce l'hanno fatta. Gli è mancato il cosidetto voto d'oro,il sessantunessimo. I 41 deputati dell'opposizione non hanno partecipato al voto,volendo in questo modo di delegitimare le elezioni del 5 aprile,considerate da loro truccate...
Risposta: Infatti,è così,ed è una cosa che fa onore a nostra opposizione,i tre partiti di orientamento liberale, che, al contrario delle aspettative,hanno preso il gioco per serio e non hanno lasciato che apparisse nessuna breccia nel loro fronte comune. Il voto d'oro i comunisti non l'hanno avuto e la situazione loro non è quella che si aspettavano di avere. Adesso è l'opposizione che impone le regole del gioco. Il problema però,secondo me,sarebbe altro. Come mai questa opposizione che ha tanto gridato brogli! brogli! non si è esibita fin adesso con un serio e molto concreto rapporto su questi brogli? E come mai nelle comissioni elettorali,dove la maggioranza apparteneva appunto all'opposizione,questi brogli potterono accadere? I comunisti fecero nella campagna elettorale un abuso massiccio dei mezzi pubblici di comunicazione,su questo non ci sono dubbi,però pure l'opposizione ha il dovere di giocare in modo chiaro ed aperto e,se ha parlato di brogli,gli deve dimostrare. E,se ha parlato di una grande provocazione del potere durante gli eventi di 6-7 aprile,quando il palazzo presidenziale e la sede del Parlamento furono devastati,allora deve venire con prove,testimonianze,nomi e cognomi in questo senso. Altrimenti,anche se l'opposizione avesse piena ragione,ci sarà sempre l'ombra del dubbio sulla sua verità,come è successo con la rivoluzione rumena di '89. Non si sa nemmeno oggi chi furono i terroristi,chi ha sparato,perché sono morte centinaia di persone. Comunque,al fine di luglio od inizio di agosto si va alle elezioni anticipate e questi sarano il momento della verità per tutti i soggetti politici.

Domanda. Quali sarebbero,secondo te,i difetti del gioco democratico moldavo?
Risposta. Prendiamo prima di mira i comunisti,che sono un bersaglio più facile. Venuti al potere sull'onda del crollo drastico del livello della vita sotto i primi governi democratici moldavi,i comunisti hanno sfruttato le nostalgie della parte più vecchia e conservatrice della società per l'URSS,dove lo stato ti dava un minimo per campare. Hanno quindi fatto tifo per un regime totalitario,ma,siccome la cosa non era interdetta,diciamo che le regole della democrazia non sono state infrante. Hanno preso in prestito dai comunisti sovietici ante-Gorbaciov tutto lo strumentario demagogico con cui furono trattati i problemi della storia del popolo moldavo,cioè la menzogna sulla liberazione dei cosidetti occupanti rumeni in 1940,la menzogna sulla presunta lingua moldava. Però,anche in questo caso,la democrazia non ha avuto da soffrire. Dal 2001,da quando sono venuti al potere,hanno commesso vari abusi,che avrebbero potuto commettere d'altronde anche i rapresentanti dei partiti con più quarti di nobiltà. Sono eredi di Lenin e di una ideologia terrorista e totalitaria,però non sono fuori lege e quindi bisogna far finta di niente e trattarli con dovuto rispetto. I partiti democratici invece demonizzano i comunisti in una maniera spropositata,considerandogli alla stregua di quelli sovietici di una volta e dimenticando che le regole del gioco non sono più quelli di allora. Se si va nel web,se si leggono i vari commenti fatti dai giovani ai articoli pubblicati,la prima cosa che ti colpisce è questo grido diffuso ,,Jos comunistii!!". Ma se tu gridi cosi arrabbiato ,,A basso i comunisti!!",sarai poi capace di dialogare in una maniera civile con i tuoi oppositori? Oppure prenderai a sassate le vetrate del parlamento?
La propaganda comunista scatenata dall'intellettualità di destra non ha lasciato pietra su pietra dell'ideologia comunista,svalutandola,ridicolizzandola,mettendola alla gonna--e procedendo così è andata a sbattere contro una grande verità:nel Est,in Russia,in Romania,la rivoluzione comunista ha avuto le sue ragioni,perché furono inumerevoli ed abominevoli i soprusi cui è stata sottoposta la gente povera,basta leggere per ricordargli un pò i versi di Necrasov,Scevcenko, Arghezi,i romanzi di Stancu,Rebreanu,Sadoveanu. Ed ha avuto pure i suoi successi il comunismo,quindi non ti puoi prendere beffa di una intera generazione di scrittori,poeti,contadini,operai che con questa ideologia ha sognato ed edificato un paese grande come un mondo. Dall'altra parte della barricata i comunisti anientano l'opposizione sommersi dalla stessa passione travolgente. E quindi,tutti i partecipanti del gioco democratico trascurano una cosa molto importante:che la democrazia sia appunto un gioco, non è la Waterloo,e che si debba lottare con un certo distacco da gentiluomini,altrimenti piomberemo in una guerra civile.

Domanda: Ma in che cosa consiste il nòcciolo dei vostri problemi,sarà qualche errore nella costituzione?
Risposta: No,semplicemente siamo una nazione appena nata che fa i primi passi,che brancola nelle incertezze del inizio,che non sa ancora dire come si chiama,che lingua parla,dove si trova,cioè siamo moldavi o rumeni,parliamo il moldavo o il rumeno,dobbiamo stare al est con Russia,al ovest con Europa oppure far parte dalla Romania. La Costituzione però ce l'abbiamo quasi perfetta,in senso che,rispetto alle relazioni al interno della nostra società multiculturale,la Costituzione mette un limite invalicabile ai dissensi puntando sui diritti del uomo,senza far riferimento all'identità etnica. La legge della cittadinanza,adottata nel 1991,è una delle più generose in questo senso del Est Europa:tutti i abitanti della Moldavia,residenti lì fino al giorno in cui fu proclamata la sovranità,il 23 giugno 1990,ottenevano automaticamente il diritto alla cittadinanza,indifferentemente della loro cultura,etnia o le abilità linguistiche. Va detto che non è stato dappertutto così,in Estonia per esempio la cittadinanza fu molto condizionata. La Costituzione di 1994 non contiene alcun rifferimento all'identità etno-nazionale e utilizza ripetutamente l'espressione neutra ,,il popolo della Repubblica di Moldova",apposta per scartare ogni possibile allusione ad una relazione fra stato ed etnia.

Domanda: E ciononostante,non avete un consenso nazionale.
Risposta: Si,malgrado queste ottime premesse,le tensioni etniche si mantengono. I Bulgari del sud civettano con l'idea dell'autonomia,i Gagauzi,che possiedono già una larga autonomia,premono sul federalismo. Non ne parliamo della Transnistria. Ma questo è niente di fronte al conflitto che sta lacerando le coscienze dei moldavi stessi,che stanno in billico tra due modelli,nominiamoli convenzionalmente, ,,rumeno" e ,,moldavo". I concetti basilari del modello ,,rumeno" sono questi: Siamo parte della nazione rumena,parliamo il rumeno. L'età d'oro del nostro popolo fu il periodo 1918-1940,quando la Bessarabia fece parte dalla Romania. La Moldavia deve unirsi con la Romania. Non abbiamo dovuto offrire la cittadinanza a tutti,ha fatto meglio Estonia che diede la cittadinanza solo ai estoni. I russi sono occupanti. Vogliamo essere cittadini d'Europa. Il modello ,,moldavo" invece dice: Siamo moldavi di nazione,la nazione politica rumena è diversa(La Costituzione di 1994 in questo senso è molto esplicita:Il popolo della Repubblica di Moldova è costituito da moldavi e cittadini di una origine etnica diversa). La nostra lingua ufficiale è il moldavo(il sintagma ,,lingua rumena" è facoltativo;nel uso burocratico si da preferenza al eufemismo ,,lingua ufficiale"). L'età d'oro fu il medioevo,quando la Moldavia si estendeva dai Carpazi al fiume Dniester e al Mar Nero. La Romania dev'essere guardata con sospetto,la Russia e l'Europa-con pragmatismo."
Nella società moldava questi due modelli hanno le loro varianti radicalizzate. E poi,c'è la questione della lingua russa,che è studiata nelle scuole e gode dello statuto di lingua di comunicazione,ma non li basta;proprio nel mese di maggio l'ambasciatore russo a Chisinau a proposto che il russo avesse in Moldavia lo statuto di lingua ufficiale. Il partito comunista moldavo--8 anni al governo!-- non ha saputo districarsi in questa situazione di caos primordiale. Invece di mitigare il conflitto fra il modello ,,rumeno" e quello ,,moldavo",i comunisti hanno soffiato sul fuoco e l'hanno acceso di più. Avrebbero potuto accettare tranquillamente l'idea di lingua rumena,che non gli si toglieva con questo il potere politico;avrebbero potuto accettare con animo leggero pure lo studio della storia dei Rumeni nelle scuole,che non era contrario alla diffesa dei diritti dei operai e dei contadini. No signore,loro hanno sempre detto ,,niet,niet i niet!" Beh,purtroppo, non ci toccò la fortuna di avere un decente partito di sinistra,molto necessario nella nostra malinconica situazione. I comunisti sono stati molto conservatori,molto rigidi,molto attaccati al passato sovietico. Si pensi che hanno preso in prestito dai marxist-leninisti sovietici tutto lo strumentario ideologico,come ha fatto qui in Italia Magdi Allam col relativismo morale e le radici cristiane d'Europa,che sono idee appartenenti al papa Ratzinger.

Domanda: Avevi acennato prima alla Gagauzia,puoi spiegare un pò ai nostri ascoltatori che cosa sia?
Risposta: Nel sud della Bessarabia c'è la steppa di Bugiac,dove il clima è più duro rispetto al resto del paese; durante il medioevo questa steppa fu popolata a lungo dai tartari. Al arrivo dei russi in 1812,il Bugiac era una landa deserta. I russi l'hanno colonizzato con gente un pò dappertutto:francesi,tedeschi,russi,ucraini. Dalla Bulgaria sono arrivati i bulgari ma anche una tribù,una stirpe,insomma,un popolo intero,quello dei Gagauzi. Altrove nel mondo non esistono gagauzi,salvo piccole comunità. Sono cristiani ortodossi che parlano una lingua imparentata con il turco di Anatolia. La loro etnogenesi è molto controversa,ne esistono tante teorie. Ebbene,questi gagauzi,molto russificati,ma passati pure loro per un periodo di rinascita nazionale--a proposito,si sono avvicinati molto alla lingua turca moderna,facendo il passaggio dal alfabeto cirilico che usavano a quello latino--...questi gagauzi dicevo,hanno chiesto un statuto di autonomia. E sono riusciti ad avere Gagauz Yeri,un'unità amministrativa territoriale di grande autonomia:presidente,governo,parlamento-strutture che dispongono di tutto il potere nella gestione della giustizia,economia e le risorse. Al governo centrale di Chisinau spettano solo la politica estera,la cittadinanza,la moneta nazionale e la sicurezza. Hanno tre lingue ufficiali:il gagauzo,il rumeno,il russo,ma usano in specie quest'ultimo. Sembra però che questa autonomia sia soltanto un motivo in più per isolarsi,per non integrarsi nel tessuto del paese.

Domanda: Torniamo alla grande politica. La Russia e la Romania risultano i maggiori punti di attrazione che polarizzano la società moldava. Credi davvero che la vostra politica dipenda tanto di Mosca e Bucarest?
Risposta: Questi paesi sono i nostri maggiori partner economici. Dobbiamo stare molto attenti con loro. La Russia può fare a meno dei nostri vini,noi non possiamo fare a meno del loro mercato,del petrolio e gas russo. La stessa cosa con la Romania,ci conviene soprattuto a noi a commerciare con essa. Eco perché l'introduzione della obligarietà dei visti per i cittadini rumeni che vogliono entrare in Moldavia,l'espulsione dei diplomatici rumeni imputati di attività anti-moldave,tutta questa campagna antirumena altamente volgare svolta sui media governativi danneggia in primis l'economia moldava. Il interesse strategico della Russia nella nostra regione sarebbe la Transnistria,con cui la Russia non ha un confine comune. Il interesse strategico della Romania è di avere un buon vicino al est. Se questo vicino è avvelenato di rumenofobia,come sono i comunisti moldavi,allora le cose si mettono male. L'unione della Moldavia con la Romania,che si presume ad essere lo scopo segreto della Romania, porterebbe di fatto un sacco di privileggi ai moldavi e un sacco di grattacapi ai rumeni,che sono autosufficienti anche senza la Bessarabia. Non sempre ha corso buon sangue fra la Russia putiniana e la Moldavia di Voronin,ultimamente però la Russia ha sostenuto in una maniera sospetta il governo comunista di Chisinau. Poco prima che incominciasse la campagna elettorale moldava,Voronin si è recato a Mosca ai funerali dello patriarca Alessio II e al insediamento del nuovo patriarca Kirill. Le immagini di Voronin con Putin e Medvedev sono state girate sui tutti i canali televisivi federali. Nel bel mezzo della campagna elettorale moldava il ministro degli esteri russo Lavrov fa una visita a Chisinau. Al indomani degli elezioni e prima che codeste fossero convalidate,Medvedev si congratula con Voronin per il buon risultato. E mentre il Parlamento era devastato,Medvedev,che aveva abboccato la versione di Voronin col colpo di stato preparato dai servizi segreti rumeni insieme con l'opposizione moldava,esprimeva a Voronin il suo totale sostegno. Ma chi sa,puo darsi che i russi stessi abbiano fornito a Voronin questo fantascenario. In quanto riguarda la Romania,una mossa di grande scaltrezza e virtuosità politica fu fatta dal presidente rumeno Basescu. Come risposta alle accuse di ingerenza e alla guerra diplomatica scatenata dalle autorità moldave,il presidente rumeno dichiarò che le procedure di ottenimento della cittadinanza rumena da parte dei cittadini moldavi sarano sostanzialmente aleggerite. Sarebbe come dire:non ci preoccupa un bel niente che dicono e che fanno i attuali detentori del potere politico in Moldavia;la Romania sta col popolo della Moldavia che ha bisogno della cittadinanza rumena per non morire di fame. E proprio dopo il fallimento del secondo tentativo di eleggere lo capo dello stato il presidente Basescu ha fatto auguri all'opposizione moldava per aver costretto i comunisti di andare alle anticipate. Quindi diventa chiaro che la Romania non intende subire impassibilmente gli attacchi dal est e scende in campo in force. E così la Moldavia diventa una sorte di Libano estico. Questi sono solo alcuni dei fatti,non vorrei avventarmi in altri commenti.

Domanda: Come mai mi chiedo la vostra opposizione è stata così debole da non vincere anche dal terzo tentativo un partito che certamente non sembra avere un futuro?
Risposta: Siamo un popolo litigioso e poco solidale. E poi,i nostri oppositori al regime,a differenza dei radicali italiani per esempio,sono molto nazionalisti e poco laici,il che non convince gli atei,i veri liberali e gli allogeni. Piu laici i comunisti,che,pur rispettando la fede religiosa,non danno al signore la tessera di partito numero uno ,non trascurando però di attirare nelle file dei loro tifosi i preti,che sono figure decisive in campagna. Paradossalmente,quelli che sono i progressisti più aguerriti,gli europeisti i più magnetizzati dalla cultura occidentale,professano un nazionalismo scaduto da deceni e una religiosità considerata rigorosamente obbligatoria per un non-comunista--perché,guardi,solo i comunisti erano miscredenti. Il esempio migliore di questo strano progressismo è il settimanale ,,La Letteratura e l'Arte",condotto dal poeta Nicolae Dabija. Quando nel mese di febbraio 2009 è morto in un incidente stradale il maggior poeta moldavo Grigore Vieru, ,,La Letteratura e l'Arte" scatenò un putiferio di accuse ai oppositori politici che avrebbero ammazzato il Poeta Nazionale (con maiuscole) trascinandolo in tribunale e così provocandogli un infarto;meno questo infarto Il Poeta (sempre con maiuscole) sarebbe resistito in ospedale al intervento. Dopo di che appiccicarono al suo nome anche l'etichetta di Poeta-Martire(certo,con maiuscole)...A proposito di Gr. Vieru,altre teste calde dei progressisti moldavi fecero la proposta di cambiare via Pushkin di Chisinau in via Grigore Vieru,toccando così i sentimenti della popolazione di lingua russa,costituita da non pochi potenziali elettori,e deludendo tutti i ammiratori del poeta russo. Queste cose spiegano molto.

Domanda: Ci sono grandi personalità fra i vostri uomini politici?
Risposta: Tragicamente no...Durante gli eventi di 6-7 aprile si parlò per un pò di Natalia Morari,una donna giovane che si fece nota in Russia,lavorando come giornalista per il giornale Novoie Vremea. Le sue inchieste giornalistiche sulla coruzione nelle alte sfere del potere di Mosca hanno fatto grande clamore. Rilasciò interviste a vari giornali esteri. Fu espulsa dalla Russia. E si supponeva che la cosidetta ,,rivoluzione twitter" fosse opera sua...Fu indagata,messa ai aresti domiciliari. Ha una bellissima fotografia nel mezzo della gente,con un altoparlante in mano,come una dea della rivoluzione,come la Libertà sulle barricate. Avevo pensato che fosse una di quelle donne forti che di volta in volta compaiono nel nostro Est per togliere le redini del potere dalle mani di uomini avviliti e abruttiti dal alcool. Adesso di Natalia Morari non se ne parla e mi sa che i nostri giornali la snobbano. Peccato. Direi che sarebbe un grande leader.


6 luglio 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale




Gli argomenti della puntata del 4 luglio:

Croazia: la situazione politica dopo le improvvise e inaspettate dimissioni del premier Ivo Sanader
Albania: un primo bilancio delle elezioni del 28 giugno e i possibili sviluppi
Moldova: un ritratto del Paese che torna alle urne fra meno di un mese (sintesi dell'intervista a Victor Druta)

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.


13 aprile 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale

Gli argomenti della puntata del 11 aprile.

Nella prima parte si parla del complesso e difficile processo di integrazione europea dei Balcani, dall'Albania (dove l'attuale governo vorrebbe presentare la candidatura all'adesione all'Ue prima delle elezioni di giugno), alla Croazia (i cui negoziati sono bloccati dalla Slovenia a causa del contenzioso sui confini), alla Bosnia. Un processo per favorire il quale l'Italia ha proposto una "road map" a partire dalla questione dei visti. Ancora nella prima parte le "delusioni kosovare" di Martti Ahtisaari e il risultato delle elezioni presidenziali in Macedonia.
La seconda parte è invece dedicata alla Moldavia, un paese quasi sconosciuto, diventato indipendente dopo il crollo dell'Urss. Un approfondimento per cercare di capire la situazione politica e sociale del paese, la ragione delle proteste di questi giorni e cosa può essserci dietro le manifestazioni violente, con un'intervista a Victor Druta, insegnante e giornalista moldavo, da qualche anno residente in Italia.

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.


11 aprile 2009


ULTIME NOTIZIE DALLA MOLDAVIA... MOLDAVIA?.. E DOVE STA?...

"La Moldavia non riesce quasi mai a produrre notizie per il mondo". Così scriveva ieri sul Foglio Victor Druta, moldavo, insegnante e giornalista, che da qualche anno vive in Italia. La Moldavia non produce quasi mai notizie per il resto del mondo. Quasi. Negli ultimi giorni infatti la Moldavia ha conquistato le prime pagine dei quotidiani, i titoli di testa dei tg e le penne dei politologi. Un eccezione. Che infatti ha confermato la regola. Appena si sono spenti i roghi accesi dentro i palazzi del potere dalla folla inferocita scesa in piazza a Chisinau, la capitale, si sono spenti anche i riflettori e la Moldavia è tornata là dove si trova normalmente. In un angolino d'Europa che non sembra contare molto per il resto del continente.
Già ma dove si trova questo angolino? Forse c'entra qualcosa con la Cecoslovacchia? Il fiume di Praga non si chiama così? Ah, no, quella è la Moldava... Va beh, starà in Russia, nell'Urss. Ma l'Urss non esiste più. Forse ci stava? E poi qual è il nome giusto? Moldavia o Moldova? O sono due paesi diversi? Magari qualcuno ne ha sentito parlare perché la donna che va a pulirgli la casa, o la badante del suocero è moldava. O il muratore che gli ha sistemato la cantina. O la prostituta che ha caricato in macchina su un viale di periferia. E cosa c'entra la Moldavia (o Moldova) con la Bessarabia?

Wikipedia come al solito spiega tutto o quasi: l'attuale Repubblica di Moldova è uno stato dell'Europa orientale incuneato tra Romania e Ucraina, senza sbocco al mare.
I confini attuali ricalcano quelli della precedente repubblica socialista sovietica, nata nel 1940 dalla occupazione da parte dell'Unione Sovietica della Bessarabia allora rumena. Dalla suddivisione dei territori annessi nacque la repubblica moldava parte dell'Urss, a cui venne aggiunta la Transnistria, cioè il territorio a est del fiume Dniestr. La Bessarabia meridionale, o "Bessarabia storica", fu invece assegnata all'Ucraina. A sua volta la Bessarabia si era formata nel 1812 in seguito all'annessione, da parte dell'Impero zarista russo, della parte orientale del principato di Moldavia e della "Bessarabia storica", diretto possesso dell'Impero ottomano.
Moldavia è il nome italiano. Siccome è molto simile alla denominazione russa, i moldavi preferiscono la dizione Moldova come nella lingua locale, il moldavo, che è sostanzialmente il romeno con alcune varianti. La popolazione è di circa 4.300.000 abitanti, di cui circa 800 mila vivono nella capitale Chisinau. La Moldova è una repubblica parlamentare. L'attuale presidente è Vladimir Voronin, leader del Partito comunista moldavo attualmente al governo. La Moldovaè uno dei paesi più poveri d'Europa, caratterizzato da una massiccia emigrazione. Le rimesse degli emigranti costituiscono una voce molto importante per il Pil. Dal punto di vista energetico dipende totalmente dalla Russia.

La proteste dei giorni scorsi sono scoppiate in seguito alla contestazione dei risultati delle elezioni politiche del 5 aprile che hanno visto la nettissima affermazione del Partito comunista. Nonostante gli osservatori internazionali abbiano certificato la sostanziale regolarità del voto il sospetto di brogli è alto, soprattutto per quanto riguarda il voto dei moldavi all'estero. Inoltre, se è vero che nelle proteste di questi giorni ha avuto un ruolo fondamentale l'uso di Internet, Twitter e sms, è altrettanto vero che questi strumenti sono diffusi tra i giovani, studenti e urbanizzati. La maggioranza della popolazione prende l'informazione da radio e tv in gran parte controllati dal governo.
Le manifestazioni di protesta dei giorni scorsi sono ben presto degenerate in scontri con le forze dell'ordine e assalti al palazzo del parlamento e a quello presidenziale, devastazioni, razzie e incendi che hanno provocato molti feriti e la morte di una ragazza. Considerando che la prima manifestazioni nel centro di Chisinau si erano svolte pacificamente, con la polizia assolutamente tranquilla e quasi distratta (stando a quanto hanno riferito i testimoni), il fatto che in seguito le proteste siano degenerate ha fatto sorgere vari dubbi sulla loro matrice.

Le spiegazioni delle violenze di piazza sono sostanzialmente tre: uno scoppio spontaneo di rabbia da parte di giovani consapevoli di non avere un futuro certo e insofferenti all'isolamento in cui vive il paese da quando la Romania è entrata nell'Ue; una strumentalizzazione da parte delle forze di opposizione per mettere in difficoltà il governo sia all'interno che all'estero; una provocazione orchestrata dal partito al potere e dai suoi alleati per screditare l'opposizione di fronte all'opinione pubblica. Ognuno di questi scenari è plausibile, ma al momento nessuno è certo.
Anche se diversi giornali in Italia hanno parlato, a proposito del presidente Voronin e del partito al governo, di "ultimo partito comunista al governo", di "ultimo regime comunista". In realtà non è così. La Moldova è un paese democratico, con un'economia di mercato, un'opposizione politica, una stampa indipendente (almeno in parte). Il problema vero, quindi, non è il "comunismo" ma l'"isolazionismo" a cui il governo ha portato il paese che si scontra con la voglio d'Europa delle giovani generazioni.

Ancora una volta, come per l'est europeo e come per i Balcani, solo l'Unione europea può ascoltare le aspettative e le richieste dei moldavi disinnescando i tamburi del nazionalismo e offrendo la possibilità e la prospettiva di un futuro. Il problema ancora una volta è se l'Unione europea sarà capace non solo di ascoltare ma anche di dare risposte.

Per cercare di capire la situazione politica e sociale della Moldova e le ragioni delle proteste di questi giorni, le tendenze isolazioniste del regime (il vero problema più che il fatto di avere un partito comunista al governo), il desiderio di Europa delle giovani generazioni e le responsabilità dell'Unione Europea, vi segnalo l'intervista con Victor Druta che trovate sul sito di Radio Radicale.

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