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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



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17 dicembre 2009


KOSOVO: CI SAREBBERO NUOVE PROVE SUL TRAFFICO DI ORGANI DI PRIGIONIERI SERBI

Vladimir VukcevicLa Serbia ha nuove prove del presunto traffico di organi prelevati da prigionieri serbi del Kosovo, nel nord dell'Albania, durante e dopo il conflitto 1998-1999. Lo scrive il sito Serbianna in un testo pubblicato lunedì scorso (che riprende notizie dalla Agence France Presse) in cui cita le affermazioni fatte domenica dal procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukcevic, che all'agenzia di stampa Beta ha dichiarato: "Abbiamo una nuova prova che sarà presentata all'inviato del Consiglio d'Europa, Dick Marty, prima di essere resa pubblica". Vukcevic ha anche detto che il suo ufficio dispone di quattro nuove testimonianze, ma non ha fornito ulteriori dettagli. "In questa fase stiamo solo dimostrando che un simile mostruoso crimine è stato commesso, che vi è stato traffico di organi umani, ma siamo ancora lontani dagli autori" ha detto ancora Vukcevic.

Marty, relatore del Comitato per gli Affari giuridici e i Diritti umani dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, ha visitato la Serbia, il Kosovo e l'Albania nel mese di agosto per indagare sulle accuse secondo le quali guerriglieri albanesi avrebbero ucciso fino a 500 serbi del Kosovo in Albania, al fine di vendere i loro organi all'estero. Le voci su questo traffico sono state rese note tra i primi nelle memorie dell'ex procuratore capo del tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia, Carla Del Ponte, che aveva brevemente indagato sul caso, e hanno indotto il Consiglio d'Europa a indagare sulla vicenda. Nel suo libro, Del Ponte afferma che gli organi dei prigionieri serbi sarebbero stati prelevati in una "casa gialla" appartenente ad una certa famiglia Katuci. All'inizio di quest'anno l'Albania ha respinto la richiesta serba di una indagine sulla base della documentazione proveniente da più di 130 testimonianze raccolte dal procuratore Vukcevic.

Vukcevic ha osservato che Dick Marty sembra interessato e pronto a proseguire le investigazioni sul caso del traffico di organi fino in fondo. "Lo teniamo aggiornato di ogni nuova informazione di cui veniamo in possesso. In diverse occasioni ho già detto che ci aspettiamo una relazione obiettiva da lui, perché ha dato l'impressione di essere un uomo professionale e dignitoso. Non voglio creare alcun tipo di pressione su di lui", ha aggiunto Vukcevic. Il procuratore ha anche detto che alcune delle vittime del traffico di organi sono provenienti da altri Stati europei e ha detto che questi Stati hanno fornito informazioni preziose sulla criminalità albanese per fare luce sul caso. I leader della guerriglia albanese sospettati del traffico di organi – conclude Serbianna - hanno dichiarato l'indipendenza nel 2008 e diversi Stati, con in testa gli Stati Uniti, hanno riconosciuto i separatisti come rappresentanti diplomatici legittimi. Il procuratore Vukcevic ha affermato di avere testimoni che hanno assistito al traffico di organi e che sono pronti a testimoniare su questo.


Leggi l'articolo pubblicato da Serbianna


7 dicembre 2008


DAGLI USA MINACCE DI MORTE AL PROCURATORE SERBO PER I CRIMINI DI GUERRA

Vladimir VukcevicLe autorità degli Stati Uniti stanno indagando alcune persone sospettate di aver inviato di minacce di morte al procuratore della Serbia per i crimini di guerra. Lo ha comunicato lo stesso ufficio del procuratore secondo quanto scrive il sito di informazione Serbianna, riportando un lancio dell'agenzia Reuters. Il procuratore Vladimir Vukcevic ha ricevuto lettere e telefonate minatorie rivolte alla team che sta dando la caccia all'ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladic, accusato di genocidio dal tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia. Le lettere in gran parte provengono da città degli Stati Uniti con una numerosa comunità serba.
L'arresto di Mladic e dell'altro super ricercato per crimini di guerra, l'ex leader serbo-croato Goran Hadzic, sono questioni cruciali per sbloccare il percorso di adesione della Serbia all'Unione Europea. Il 12 dicembre prossimo il procuratore capo del Tribunale presenterà il suo rapporto annuale all'Onu sullo stato della cooperazione delle autorità serbe con la giustizia internazionale. Molti serbi ritengono però che il tribunale dell'Aia abbia un pregiudizio contro di loro e si oppongono all'arresto di Mladic che considerano un eroe.
"Siamo stati informati attraverso l'ambasciata americana a Belgrado che molti individui sono stati messi sotto inchiesta per il loro coinvolgimento nelle minacce di morte al procuratore Vukcevic", ha detto Bruno Vekaric, portavoce per l'ufficio del pubblico ministero. Vekaric non ha però confermato le notizie diffuse dai media di Belgrado secondo cui tre persone sarebbero state arrestati negli Stati Uniti. "Ogni volta che c'è una intensa azione per individuare Mladic vengono inviate lettere di minaccia", ha detto ancora Vekaric spiegando che l'ultima lettera di minaccia in ordine di tempo è stata ricevuta dopo l'operazione di polizia dei giorni scorsi per individuare Mladic.
Le minacce sono state rivolte anche anche a Rasim Ljajic, responsabile della cooperazione con il tribunale internazionale dell'Aia, e contro il presidente serbo Boris Tadic. Nello scorso mese di aprile le autorità avevano scoperto anche un complotto per assassinare Vukcevic.

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