.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





22 luglio 2008


RADOVAN KARADZIC E' STATO ARRESTATO

Radovan Karadzic quando era il leader dei serbo-bosniaci. Alla sua destra il generale Ratko Mladic ancora ricercato dalla giustizia internazionale (Foto Afp).Radovan Karadzic è stato arrestato. Uno degli uomini più ricercati del mondo, latitante da 12 anni, ricercato per i crimini di guerra e contro l'umanità commessi durante la guerra in Bosnia Erzegovina (1992-1995) è stato catturato ieri (lunedì 21 luglio) in una località della Serbia al momento imprecisata da agenti delle forze di sicurezza serbe e secondo un comunicato ufficiale della presidenza serba si troverebbe già a Belgrado. Contro l'ex presidente della Republika Srpska, accusato di essere il responsabile politico dei feroci massacri contro i croati e i musulmani di Bosnia, pendevano due mandati di cattura da parte del Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia. In particolare Karadzic, insieme all'ex capo militare dei serbo-bosniaci, Ratko Mladic, è accusato dei due più efferati massacri della guerra, ovvero l'eccidio di almeno 8000 musulmani compiuto nel luglio 1995 nell'enclave "protetta" di Srebrenica, classificato come "genocidio" dalla giustizia internazionale, e l'interminabile e sanguinosissimo assedio di Sarajevo. E' accusato, tra l'altro, di avere utilizzato 284 caschi blu dell'Onu come scudi umani nel maggio-giugno 1995.
In passato era già sfuggito alcune volte alla cattura. Uno dei casi più clamorosi avvenne nell'estate del 1997 quando sarebbe stato aiutato a sfuggire all'arresto da un ufficiale francese, il maggiore Hervé Gourmelon. Altri arresti mancati per un soffio avvennero nel febbraio e nel maggio del 2002 e nel gennaio del 2004. Nel corso della sua latitanza è stato segnalato a volte in Serbia, a volte in Bosnia, in prossimità del confine montenegrino che Karadzic avrebbe attraversato diverse volte per recarsi nel suo paese d'origine, Petnjica, sulle pendici del monte Durmitor. Fino ad oggi, tuttavia, era sempre riuscito a sfuggire alla cattura anche grazie alla rete di protezione che l'ex leader serbo-bosniaco si era abilmente costruito fin da quando era al potere. Ma i tempi cambiano e anche in Serbia e nei territori serbi dei Balcani, forse, sta davvero soffiando un vento nuovo.


3 luglio 2008


PASSAGGIO SPECIALE

La puntata dello Speciale di Passaggio a Sud Est andata in onda ieri sera su Radio Radicale, è dedicata al Kosovo. La Serbia si avvia, dopo le elezioni dell'11 maggio, ad avere un nuovo governo, frutto dell'accordo "storico" tra i socialisti che furono di Milosevic ed i loro avversari di sempre, i democratici del presidente Tadic. Un governo che annuncia un orientamento europeista ma anche la ribadita contrarietà a qualunque riconoscimento dell'indipendenza kosovara. Intanto a Mitrovica i serbi kosovari, che continuano a non riconoscere le autorità kosovare albanesi, creano un loro parlamento autonomo che non ha valore legale ma che appare come un ulteriore passo verso la spartizione de facto dell'ex provincia serba. In tutto questo, mentre l'italiano Zannier prende la guida dell'Amministrazione Onu, la Nato con la Kfor continua a mantenere l'ordine e la missione civile europea Eulex è priva di una adeguata legittimazione giuridica, ora apre pure un Ufficio Internazionale che costituirà la massima istituzione di controllo sulle autorità di Pristina. Un moltiplicarsi di organizzazioni, sigle e competenze che non aiuta certo a rendere più chiara la situazione.

La trasmissione è ascoltabile sul sito Internet di
Radio Radicale nella sezione delle Rubriche oppure direttamente a questo link.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. kosovo radio radicale

permalink | inviato da robi-spa il 3/7/2008 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 luglio 2008


UN BILANCIO DEL SEMESTRE SLOVENO DELL'UNIONE EUROPEA

Il 1 luglio la Francia ha assunto la presidenza di turno dell'Unione Europea. L'attenzione è rivolta giustamente al semestre francese che, contrariamente alle aspettative e alle speranze del presidente Sarkozy, dovrà affrontare i gravi problemi aperti dal "no" irlandese al Trattato di Lisbona unito alle freddezze della Repubblica Ceca e alle resistenze che vengono dalla Polonia. Con questa situazione è inevitabile che si sia parlato molto meno (quasi per niente, almeno in Italia) del semestre di presidenza della Slovenia che si è chiuso ufficialmente il 30 giugno (forse anche perché il Paese stesso è ormai in campagna elettorale in vista delle elezioni del prossimo autunno).
Lubiana aveva assunto la presidenza di turno con e fra molto entusiasmo: la Slovenia è un piccolo Paese e la sua era giudicata da tutti una presidenza di passaggio tra quella tedesca e quella francese, ma quella di Lubiana rappresentava una storia di successo e un successo per l'Europa. Un messaggio positivo iniviato a tutti i Balcani, ai Paesi dell'ex Jugoslavia e a tutti gli altri che aspirano all'adesione all'Ue: le porte dell'Europa sono aperte e ce la potete fare anche voi.
Dopo sei mesi cosa è rimasta di quell'entusiasmo? Alcuni successi, senza dubbio (soprattutto per quanto riguarda la capacità organizzativa di reggere un compito del genere), alcune gaffes (come quella sui rapporti con gli Usa a proposito dell'indipendenza del Kosovo) e molte ombre, dalla situazione dei "cancellati" a lo stato della libertà e dell'indipendenza dell'informazione.
Per fare un bilancio del semestre di presidenza slovena dell'Ue segnalo l'intervista per Radio Radicale che ho fatto a Franco Juri, giornalista e scrittore sloveno, già deputato nel primo parlamento dopo l'indipendenza, già ambasciatore e segretario di Stato agli Esteri.

L'intervista è ascoltabile e scaricabile dal sito Internet di Radio Radicale.

Per un confronto con la situazione e le aspettative all'inizio del semestre di presidenza slovena segnalo inoltre l'intervista allo stesso Franco Juri del gennaio scorso.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. franco juri slovenia ue europa

permalink | inviato da robi-spa il 3/7/2008 alle 10:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 luglio 2008


SERBIA: ACCORDO DEMOCRATICI-SOCIALISTI PER IL GOVERNO E PER BELGRADO

Lunedì scorso è iniziato al parlamento serbo il dibattito sulla legge relativa al nuovo governo serbo. L'approvazione è attesa entro la fine di questa settimana, dopodiché si insedierà il nuovo esecutivo che qualcuno ha battezzato della "riconciliazione storica" perché nato dall'accordo tra la coalizione filoeuropeista raccolta intorno al Partito democratico del presidente della Repubblica, Boris Tadic, e il Partito socialista serbo erede del defunto dittatore Slobodan Milosevic, oggi guidato dal quarantenne Ivica Dacic giudicato un politico pragmatico e che molti pensano possa liberare il partito dal suo ingombrante passato (un po' come ha fatto in Croazia Ivo Sanader con l'Hdz del defunto leader autoritario nazionalista Franjo Tdjman).
Tadic ha già incaricato il ministro delle Finanze uscente, Mirko Cvetkovic, di formare il nuovo esecutivo che segna "una nuova era" della politica serba, come ha dichiarato lo stesso presidente serbo. L'atteso patto tra i democratici e i loro nemici giurati, i socialisti eredi di Milosevic, ha messo all'angolo e costretto all'opposizione le forze nazionaliste e conservatrici e segna una pesante sconfitta politica per l'ormai ex premier Vojslav Kostunica, principale responsabile della crisi di governo che ha portato alle elezioni anticipate dell'11 maggio scorso.
L'intesa tra democratici e socialisti si fonda su tre pilastri: il proseguimento del processo di integrazione europea della Serbia, la difesa dell'integrità territoriale e della sovranità serba con il rifiuto di riconoscere l'indipendenza unilaterale dal Kosovo, la centralità della giustizia sociale per quanto riguarda le scelte di politica economica nella delicata fase di transizione che l'economia serba sta attraversando. E proprio questo ultimo punto ha fatto emergere alcune frizioni tra socialisti e liberali. Il socialista, Milutin Mrkonjic, cui dovrebbe andare la guida del ministero delle Infrastrutture ha minacciato di rinunciare all'incarico qualora le competenze del dicastero non comprendano anche il controllo diretto delle grandi aziende di stato come la compagnia aerea Jat, già in fase di privatizzazione, quella ferroviaria e quella delle strade.
Altri nodi sono invece stati risolti. E' sfumata ad esempio l'ipotesi, che aveva suscitato molte proteste, di porre il leader socialista Dacic alla guida dei servizi di intelligence, mentre il ministro per il Kosovo dovrebbe essere "una persona che viene da là", come ha detto Tadic, così come alla guida di dicasteri chiave come Giustizia e Finanza il presidente auspica "figure non di partito". Il presidente serbo ha fatto anche intendere che l'alleanza tra democratici e socialisti raggiunta a livello nazionale porterà con sé anche quella per la guida di Belgrado facendo saltare il patto già siglato tra socialisti e nazionalisti.
In effetti oggi il quotidiano Blic, citava fonti secondo le quali il Partito democratico e il Partito socialista hanno trovato l'accordo per replicare nella capitale l'accordo raggiunto per la formazione del nuovo governo nazionale per cui nuovo sindaco sarà il democratico Dragan Dilas. La giunta avrà al suo interno anche gli alleati minori dei socialisti, il partito Serbia unita (Js) e l'Alleanza dei pensionati (Pups) nelle scorse settimane avevano spinto molto per stringere l'accordo con il fronte filo-europeo sulla base della comune posizione favorevole all'integrazione nell'UE.
La maggioranza della capitale serba potrà contare poi sull'appoggio esterno del Partito liberal democratico di Cedomir Jovanovic, fortemente filoeuropeista e unica forza politica serba dichiaratamente a favore dell'indipendenza del Kosovo, di certo a disagio per l'alleanza con i socialisti ma evidentemente non al punto da rischiare di consegnare la capitale ed il governo al fronte nazionalista-conservatore.
Insomma, buon notizie per l'Europa, ammesso che a Bruxelles ci siano orecchie disposte a non lasciarle cadere nel vuoto.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. serbia tadic dacic belgrado governo

permalink | inviato da robi-spa il 2/7/2008 alle 19:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     giugno        agosto
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom