.
Annunci online

passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





15 luglio 2009


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Gli argomenti della puntata del 11 luglio:

le elezioni del 5 luglio in Bulgaria con un ritratto del sindaco di Sofia, Boyko Borisov, prossimo premier (intervista a Francesco Martino); l'integrazione euro-atlantica dell'Europa sud orientale; la situazione politica in Croazia e Albania; la questione della minoranza dei Ciami dell'Albania; i rapporti tra macedoni e albanesi in Macedonia; la questione dei visti europei per i cittadini dei Paesi ex-jugoslavi; le preoccupazioni della Turchia per la situazione degli Uiguri in Cina.
In apertura il "Giorno del ricordo delle vittime di Srebrenica" che si celebra oggi (intervista a Enisa Bukvic).

La trasmissione, curata e condotta in studio da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Sikora e Artur Nura, è riascoltabile come tutte quelle precedenti
sul sito di Radio Radicale.


15 luglio 2009


LA GIORNATA PER SREBRENICA SU RADIO RADICALE

Il Parlamento Europeo ha proclamato l’11 luglio Giorno della memoria delle vittime del genocidio di Srebrenica. La risoluzione del Parlamento Europeo invita gli Stati membri dell’Unione e dei Balcani Occidentali a dedicare l’11 luglio alla memoria del genocidio Srebrenica. Nella stessa risoluzione il Parlamento Europeo afferma che il genocidio di Srebrenica è stato il maggior crimine di guerra perpetrato in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. In poco più di una settimana furono uccisi più di 8.000 uomini, ma, secondo i familiari delle vittime, i morti sono circa 12000. Il massacro della popolazione musulmana bosniaca di Srebrenica è stato definito genocidio dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia, il 19 aprile 2004.

Per non dimenticare Srebrenica, la casa editrice Infinito edizioni, in collaborazione con il Comune di Roma, l’Associazione Comunità della Bosnia Erzegovina, il Center for Ethics and Global Politics della Luiss Guido Carli e l’associazione Planetnoprofit, in occasione della Giornata in Memoria di Srebrenica, ha organizzato un incontro che si è tenuto sabato 11 luglioalla Casa della Memoria e della Storia in via San Francesco di Sales, 5 a Roma.
Molti i partecipanti, tra i quali Tetyana Kuyk, Consigliera Aggiunta per l’Europa del Comune di Roma, Enisa Bukvic, Presidente della Comunità della Bosnia Erzegovina e autrice di "Il nostro viaggio. Identità multiculturale in Bosnia Erzegovina", l'ambasciatrice della Bosnia Erzegovina presso la S. Sede, Jasna Krivosic Prpic, Elvira Mujcic, autrice di "Al di là del caos. Cosa rimane dopo Srebrenica", Valentina Gentile, ricercatrice presso l’Università Luiss-Guido Carli.
L'incontro è stato condotto da Francesco De Filippo (giornalista dell'agenzia Ansa) e Luca Leone (scrittore e giornalista, della casa editrice Infinito edizioni).

La registrazione dell'evento è disponibile in audio e video su Radio Radicale.It


15 luglio 2009


CHI E' BOYKO BORISOV E PERCHE' HA VINTO LE ELEZIONI IN BULGARIA?

Boyko BorisovHa vinto nettamente le elezioni del 5 luglio in Bulgaria, è il nuovo leader del centro-destra e sarà il prossimo primo ministro. E' il sindaco di Sofia, Boyko Borisov, nuovo padrone della politica del suo Paese che promette di ristabilire corrette relazioni con l'Unione Europea e di fare piazza pulita di corruzione e criminalità organizzata. A dire il vero, come capo della polizia e come sindaco della capitale non vanta grandi successi in questa direzione, ma lo spregiudicato presenzialismo sui media (per altro assai condisendenti) e un indubbio carisma gli hanno permesso di costruire e mantenere un grande consenso tra i suoi concittadini, non scalfito nemmeno dalle accuse (del resto mai provate) sul suo non limpidissimo passato.
Attenzione però a liquidare la vittoria di Borysov come una reazione populista alla crisi economica in atto e al fallimento dell'establishment politico tradizionale. Populista Borysov lo è di sicuro, ma a differenza di tanti suoi colleghi dell'Europa ex sovietica non è per niente euroscettico (almeno per interesse se non per intima convinzione) ed il suo partito GERB (sigla che non a caso significa "Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria") in soli due anni ha saputo conquistare consensi tra la popolazione e costruire un forte radicamento territoriale.
Qualunque cosa si possa pensare di Borisov e del suo partito, di certo non si tratta di una meteora.Al di là degli atteggiamenti da tipico maschio balcanico "Bate" Boyko ha costruito la sua carriera politica con determinazione e notevole fiuto politico. Il suo è un fenomeno da osservare con attenzione per vedere dove intende portare la Bulgaria nei prossimi anni (e se davvero riuscirà a farle perdere il poco invidiabile titolo di Paese più corrotto d'Europa) e per capire certe dinamiche che attraversano l'Europa dell'est e del sud est.

Sulla figura di Boyko Borisov e sui motivi della sua vittoria elettorale, segnalo la mia intervista a Francesco Martino, corrispondente da Sofia per Osservatorio Balcani, disponibile sul sito di Radio Radicale.

Dello stesso Francesco Martino e sempre sulla figura del prossimo premier bulgaro, segnalo l'articolo "Fratellone Boyko" per Osservatorio Balcani.

Sempre sul sito dell'Osservatorio, sui risultati delle elezioni del 5 luglio scorso, segnalo anche l'articolo "Il trionfo di GERB" di Tanya Mangalakova.


15 luglio 2009


IL TEATRO DEL NABUCCO

Lunedì scorso è stato firmato l'accordo intergovernativo per la realizzazione del gasdotto Nabucco che porterà il gas dell'Asia centrale all'Europa occidentale attraverso Turchia e Balcani orientali. Nabucco, negli intenti dei suoi principali sponsor (Unione Europea e Stati Uniti) dovrebbe allentare la dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia facendo concorrenza ad altre due grandi pipeline: North Stream e South Stream (frutto, quest'ultima, di una joint venture tra Gazprom e Eni). Che le cose non siano proprio così semplici lo capisce anche un osservatore non particolarmente esperto della questione che solo abbia qualche elemento per comprendere il quadro generale. Lo spiegava bene in poche parole Antonio Ferrari sul Corriere della Sera di lunedì scorso nell'articolo che riporto qui di seguito.

Il battesimo del Nabucco del gas: uomini, paesi e produttori divisi
di Antonio Ferrari (Corriere della Sera, 13 luglio 2009)

La cerimonia di stamane ad Ankara, cioè il battesimo politico del gasdotto Nabucco, che aggirando la tenaglia energetica russa abbraccia Turchia, Ungheria, Austria, Romania e Bulgaria, segna il vero inizio di una velenosa e silenziosa guerra, che forse nessuno potrà vincere. Sono in gioco produzione, vendita, prezzo, transiti e prelievi collegati, ma soprattutto gli equilibri geopolitici ed economici di una vasta area del pianeta, che comprende Europa, Russia, Paesi asiatici, Iran.
Nabucco nasce, con la benedizione della Commissione europea e con l' incoraggiamento degli Usa, per svincolarsi dal quasi monopolio del gas russo. Si crea insomma un' alternativa al potente consorzio South Stream (Gazprom ed Eni), figlio mediterraneo moscovita dell' altro gigante North Stream, con l' incomodo dell' ITGI, terzo previsto gasdotto regionale. Un intreccio di condutture da brivido, di Paesi che sognano affari e altri che temono sgambetti, e con centinaia di miliardi di metri cubi di gas a caccia di acquirenti.
Produttori divisi. Paesi divisi: la Turchia partecipa sia al Nabucco sia all' ITGI; la Bulgaria al Nabucco e a South Stream. L' Azerbaijan sta alla finestra, compiaciuto di essere conteso dai due principali concorrenti. E divisa l' Unione Europea, come spiega eloquentemente l' immagine di due uomini politici tedeschi, l' ex cancelliere Gerhard Schroeder e l' ex ministro degli Esteri Joska Fischer, alleati di ferro nella coalizione rosso-verde che ha governato la Germania prima di Angela Merkel. Ora, Schroeder ha accettato la profumata offerta di Vladimir Putin per fare il testimonial-lobbista di North Stream, quindi anche del suo fratello meridionale South Stream. Fischer ha accettato di far da padrino europeo al nemico Nabucco, rompendo un sodalizio che pareva inossidabile.
Benvenuti nel pericoloso teatro delle guerre energetiche del presente e soprattutto del futuro. Oggi va in scena Nabucco. Giuseppe Verdi, per favore, fate luce. Antonio Ferrari


14 luglio 2009


QUESTO BLOG ALZA LA VOCE CONTRO IL DDL ALFANO

OGGI SCIOPERO

Questo blog aderisce all'appello di Diritto alla Rete contro il Ddl Alfano che vuole imbavagliare la libertà di Internet in Italia.




permalink | inviato da robi-spa il 14/7/2009 alle 17:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


14 luglio 2009


LA "PRIMA" DEL NABUCCO: FIRMATO L'ACCORDO PER IL GASDOTTO

 

Il tracciato del gasdotto Nabucco dalla Turchia all'Austria attraverso i Balcani orientaliE' stato firmato ad Ankara l'accordo intergovernativo per la realizzazione del progetto Nabucco, la pipeline lunga 3300 chilometri che dal 2014 dovrebbe trasportare il gas dal Mar Caspio e dal Medio Oriente in Europa attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dell'UE dalla Russia. L'intesa è stata sottoscritta dai primi ministri dei cinque Paesi interessati al transito del gasdotto (più la Germania), alla presenza del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Restano tuttavia aperti interrogativi su finanziamenti e approvvigionamenti.

Il primo riguarda chi fornirà i 31 miliardi di metri cubi di gas all'anno da immettere nelle condutture del Nabucco. L'Azerbaijan dovrebbe essere uno dei principali fornitori, ma il gas azero da solo non basterà. Secondo il ministro turco dell'energia, Taner Yildiz, potrebbero aggiungersi l'Iraq, l'Egitto, il Turkmenistan (che è stato invitato alla cerimonia della firma) e perfino l'Iran. Per molti esperti Nabucco non potrà risolvere completamente i problemi di dipendenza energetica dell'Europa dalle forniture russe. Anzi, il progetto potrebbe anche aver bisogno di una partecipazione della Russia per completare la sua capacità di trasporto e Mosca ha già fatto sapere che potrebbe essere interessata. La cosa è giudicata possibile dallo stesso inviato speciale Usa per l'Euroasia, Richard Morningstar, che, però esclude la partecipazione dell'Iran al progetto.

L'altra questione riguarda il finanziamento dell'opera. Il gasdotto, avrà un costo stimato di circa 8 miliardi di euro. La Commissione Europea avrebbe promesso 200 milioni di euro, mentre la Banca Europea di Investimenti si prepara a coprire il 25% del costo del progetto e due banche europee si sono già dette pronte a finanziare il progetto. Gli analisti, tuttavia, hanno dubbi sulla capacità di reperire i fondi necessari a causa della crisi, anche se il ministro turco Yildiz si dice fiducioso che nonostante l'ansia per la situazione globale, "per il Nabucco non ci saranno problemi di soldi". Le imprese facenti parte del consorzio sono la Botas turca, la compagnia petrolifera ungherese Mol, l'OMV austriaca, la Transgaz romena, la Bulgagaz bulgara e la tedesca RWE.

La presidenza di turno svedese dell'Ue plaude alla firma dell'accordo intergovernativo ricordando che "il rafforzamento della sicurezza delle forniture energetiche è questione di interesse strategico per l'Unione europea" e Nabucco costituisce "un passo concreto verso la realizzazione del concetto del corridoio meridionale" del gas, promossa dal summit a Praga del maggio scorso. Il 'corridoio meridionale' comprende, oltre al Nabucco, l'Interconnettore Turchia-Grecia-Italia (Itgi), promosso da Edison, e il Trans Adriatic Pipeline (Tap), sponsorizzato dalla svizzera Egl e dalla norvegese StatoilHydro. Il comunicato della presidenza Ue si conclude sottolineando l'importanza della partnership energetica con la Turchia perché "la sicurezza energetica è uno dei settori in cui l'Ue e la Turchia hanno un interesse strategico comune nel rafforzare la cooperazione, vista la grande spinta dell'Ue verso la diversificazione delle forniture e il ruolo cruciale della Turchia in questo ambito".

Nel suo discorso il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha ricordato le origini del progetto, nato sette anni fa, non rinunciando a fare un riferimento chiaro ai negoziati di adesione del suo Paese all'UE. "Abbiamo portato a termine una questione importante per le riserve di energia internazionali e questo progetto innalza anche l'importanza della Turchia. Con il Nabucco il nostro Paese lavorerà a stretto contatto con l'Europa per quanto riguarda le forniture e questo favorirà l'eventuale soluzione della crisi del gas".

Ma anche senza considerare le incognite sul futuro del progetto, anche nei sette anni che hanno preceduto la firma odierna, le cose non sono andate così lisce. Per esempio, ad un certo punto le trattative si erano arenate sulla questione del 15% di sconto alla Turchia. Secondo quanti scrivono il quotidiano Zaman e anche l'agenzia di Stato Anadolu, Ankara ha ceduto sul punto perché un articolo dell'accordo firmato oggi dice che agli stati facenti parte del consorzio (i cinque Paesi di transito più la Germania) sarà dato il 50% del gas che richiedono. "Si tratta di un articolo molto importante - ha detto Yildiz a Zaman - noi stavamo cercando di negoziare il 15% del gas in transito, ossia circa 4,5 miliardi di metri cubi, adesso cerchiamo di capire quanto gas otterremo da questo 50%". All'agenzia Anadolu il ministro ha spiegato che "se i Paesi del consorzio lo ritengono opportuno, hanno il diritto di condividere 15 miliardi di metri cubi di gas su 31 che ne trasporta il condotto. Si tratta di un privilegio concesso a chi partecipa al progetto".


11 luglio 2009


PER NON DIMENTICARE SREBRENICA



Oggi è l'11 luglio. Quattordici anni fa, in questo stesso giorno del 1995, la truppe serbo-bosniache comandante da Ratko Mladic, grazie all'impotenza (per non dire alla connivenza) dei caschi blu olandesi che avrebbero dovuto difenderla, entravano a Srebrenica, la cittadina bosniaca che, come altre enclaves stabilite dalla comunità internazionale, avrebbe dovuto rappresentare un rifugio per la popolazione civile e invece si trasformò in una trappola mortale.

Il massacro cominciò quasi subito. 8000 bosgnacchi maschi, secondo le stime ufficiali, furono divisi dalle loro famiglie, eliminati e sepolti in fosse comuni. Altri calcoli fatti dai sopravvissuti si spingono fino a parlare di oltre 11mila morti. Si tratta comunque del più grave crimine di guerra compiuto in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale. Un vero e proprio genocidio, come è stato definito nel 2004 dal Tribunale internazionale per la ex Jugoslavia. Il principale responsabile, l'ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladic, è tutt'ora ricercato dalla giustizia internazionale.

Il Parlamento europeo ha proclamato l'11 luglio Giorno della memoria delle vittime di Srebrenica e ha invitato i paesi membri dell'UE e quelli dei Balcani occidentali a commemorare la ricorrenza. Anche questo blog vuole contribuire a mantenere vivo il ricordo delle vittime di Srebrenica e con esse di tutte quelle delle altre tante, troppe stragi che hanno insanguinato l'ex Jugoslavia negli anni '90.

Per non dimenticare, perché non accada mai più.


Sul Giorno della Memoria di Srebrenica e istituito dal Parlamento Europeo e sull'importanza del ricordo come base per costruire un futuro multietnico di rispetto e di convivenza segnalo l'intervista a Enisa Bukvic, presidente della Comunità della Bosnia-Erzegovina, sul sito di Radio Radicale.

sfoglia     giugno   <<  1 | 2 | 3  >>   agosto
 
rubriche
Diario
Per saperne di più
Radio Tirana
Balkan Express
Passaggio On Air
Testi
Passaggio Speciale

cose
Ultime cose

Il mio profilo
da vedere
SITI DI INFORMAZIONE
Ansa Balcani
Osservatorio sui Balcani
Osservatorio Caucaso
Le courrier des Balkans
Radio Srbija
Serbianna
Medi@teranée
Balkan Investigative Reporting Network
Investigative journalism center Zagreb
Balcani cooperazione
Balcani On Line
Turchia Oggi
Albania News
Vie dell'Est
ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE
Cesid-Center for free elections and democracy
International commission on the Balkan
Independent commission on Turkey
European Stability Initiative
Humanitarian law center Begrade
Center for european integration strategy
Igman Initiative
Center for Democracy and Reconciliation
Civic Dialogue
Association of local democracy agencies
OneWolrd Southeast Europe
SITI ISTITUZIONALI
Sito del Governo Serbo
Sito del Governo del Kosovo
Inviato speciale Onu in Kosovo
Office of the High Representative in Bosnia-Herzegovina
International criminal tribunal
CENTRI STUDI
Istituto per l'Europa centro-orientale e balcanica
Cirpet-Balcani
Italian Center for Turkish Studies
Tesev - Turkish Economic and Social Studies Foundation
Ovipot - Observatoire de la Via Politique Turque
Gallup Balkan Monitor
BLOG
Il blog di Artur Nura
Balkaland - Bepi ce polaziti???
Istanblues
Cose Turche - Il blog di Tiziana Prezzo
Balkan Crew - Il caffè delle diaspore
Politibalkando
Kafana
Kosovo: la voce del Coniglio
Il blog di Paola Casoli
Burekeaters
ALTRI SITI
Viaggiare i Balcani
Glocal, uniti nella diversità
Progetto Egnatia
Rom del Kosovo
cerca
me l'avete letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom