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passaggioasudest [ la realtà politica dell'europa sud orientale dai balcani alla turchia ]
 



Questo blog è dedicato ad un'area cruciale per il futuro europeo. Per l'area che va dai Balcani occidentali alla Turchia, infatti, passa il futuro dell'Unione europea come progetto politico così come il futuro di questi Paesi passa dalla scelta dell'integrazione in questo progetto.




"Dobbiamo ricordarci che l’informazione è un veicolo diretto all’utente, non è un soliloquio da parte del giornalista. Bisogna tenere sempre presente che chi è dall’altra parte del microfono deve poter comprendere una realtà in cui non è presente. Questo, penso, è il massimo sforzo che i giornalisti devono compiere".
Antonio Russo



"Il vero referendum sul futuro dell'Unione si terrà nei Balcani"
International Balkan Commission


"E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere".
Orhan Pamuk, Istanbul



Per inviare una email scrivi a pasudest@yahoo.it





8 gennaio 2010


PASSAGGIO SPECIALE: IL 2010 NEI BALCANI OCCIDENTALI

Il primo Speciale di Passaggio a Sud Est del 2010 è dedicato alle prospettive e alle aspettative politico-diplomatiche per alcuni paesi particolarmente significativi - sia per le loro situazioni interne, sia per le prospettive di integrazione europea - dei Balcani occidentali.
Per l'Europa sud orientale il 2010 ha in programma alcune importanti scadenze elettorali: La più vicina è il ballottaggio per le presidenziali in Croazia previsto per domenica prossima, poi a marzo ci sono le presidenziali in Grecia, in aprile le elezioni presidenziali a Cipro Nord e, infine, in ottobre le elezioni presidenziali e politiche in Bosnia Erzegovina. Questo, in particolare sarà un test politico-elettorale di grande importanza perché la Bosnia attraversa una profonda crisi politico-istituzionale provocata dalla rissosità e dal gioco di veti incrociati delle classi politiche locali, ma anche dalla incapacità mostrata finora dalla comunità internazionale e dall'UE per prima di prendere in mano seriamente la questione.
In ogni caso, nei prossimi in primo piano continuerà ad esserci la questione dell'integrazione dei Balcani occidentali nell'UE. La recente liberalizzazione dei visti Schengen per Macedonia, Montenegro e Serbia è stato un segnale importante. E proprio la Serbia negli ultimi mesi del 2009 ha incassato significativi successi che hanno rilanciato il suo processo di integrazione europea chiudendo definitivamente l'epoca dell'isolamento seguito alle guerre jugoslave degli anni '90. Il Kosovo è un'altra questione che l'Europa non potrà eludere indefinitamente. Poi c'è naturalmente la questione dell'adesione della Turchia che resterà la grande questione aperta per l'UE anche nel 2010, mentre vedremo se per la Macedonia, dopo anni di limbo, verrà finalmente fissata una data certa per l'inizio dei negoziati di adesione.
La grande questione alla base di tutto sarà l'Europa stessa, intesa come Unione Europea. Ora che il Trattato di Lisbona è finalmente in vigore e che l'UE ha un "presidente" ed un "ministro degli Esteri" vedremo se i Ventisette riusciranno a portare avanti anche una politica comune offrendo di conseguenza una prospettiva politica ai paesi europei che ancora non sono nell'Unione. Insomma che l'UE torni ad essere un progetto politico e non solo una sommatoria di interessi nazionali, che torni ad essere la "patria europea", invece che una semplice Europa delle patrie a cui troppo spesso ha assomigliato negli ultimi anni.

Lo Speciale di Passaggio a Sud Est, curato da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura è andato in onda mercoledì 6 gennaio su Radio Radicale e si è occupato in particolare di Croazia, Serbia, Bosnia, Kosovo e Macedonia. Il programma è riascoltabile sul sito di Radio Radicale nella sezione delle Rubriche.

Ps: ringrazio gli amici della Balkan Crew dal cui blog ho preso "in prestito" l'immagine che mi è sembrata perfetta per illustrare il tema del nostro primo Speciale radiofonico del nuovo anno.


6 gennaio 2010


PRESIDENZIALI IN CROAZIA: LA LETTERA DI EMMA BONINO A IVO JOSIPOVIC

Emma Bonino (Dumplife/Flickr)Qui di seguito il testo della lettera inviata lo scorso 21 dicembre da Emma Bonino a Ivo Josipovic, candidato alle elezioni presidenziali in Croazia.




Caro Ivo,

mi dispiace di non poter partecipare al tuo comizio di chiusura a Zagabria ed esserti accanto in segno del mio e nostro sostegno radicale alla tua candidatura. Il Senato italiano proprio in questi giorni sta discutendo e approverà il bilancio per il prossimo anno. La mia assenza in quanto Vicepresidente del Senato risulterebbe assolutamente ingiustificata.

Anche se non posso essere a Zagabria, città alla quale sono legata da tanti ricordi politici voglio inviare con questa lettera a te, un messaggio di speranza ai cittadini croati.

Sono, siamo, noi radicali del partito radicale nonviolento trasnazionale e transpartito, europei convinti e determinati. E proprio per questo siamo sostenitori convinti del futuro allargamento dell’UE all'Europa sudorientale. Ho riconosciuto in te una personalità fortemente impegnata nella causa dell’ingresso della Croazia nell’UE, non soltanto oggi, durante la tua campagna elettorale in quanto candidato presidenziale, ma da tanti anni, da quando esiste, posso dirlo, la nostra amicizia politica.

E’ estremamente importante che la Croazia sia guidata da un politico di orientamento filoeuropeo nel momento in cui la prospettiva di diventare il , 28-esimo Stato membro dell’UE apre indubbiamente un nuovo capitolo per l’Europa intera di questo lungo e per niente facile processo.
Il modello croato può senz’altro servire da esempio per incoraggiare il cammino delle riforme, indispensabili anche negli altri paesi della regione, ed essere la prova che tutti i paesi europei se condividono valori comuni possono, ciascuno, contribuire alla "ricchezza " europea" attraverso la propria storia,e la propria cultura .

Ti sappiamo determinato ad affermare i principi della giustizia ,e dello stato di diritto a combattere ogni forma di corruzione e criminalitá organizzata che pesantemente minacciano la vita dei cittadini croati. E’ proprio sui valori che tu promuovi e sostieni nel tuo programma elettorale che la Croazia deve fondare la sua ragione di essere e costruire il suo cammino verso la famiglia europea.

Sono convinta che sotto la tua guida il tuo Paese raggiungerá finalmente questo obiettivo.

Confido vivamente che i cittadini croati riescano a riconoscere in te un leader , ispirato dai principi della giustizia e deciso a costruire una realtá migliore, piú sicura e piú giusta per il suo popolo e che recandosi a votare in queste elezioni molto importanti, diano il loro voto e la loro fiducia a Ivo Josipovic.

Spero di poterti salutare presto come il nuovo Presidente della Repubblica della Croazia!

Emma Bonino


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permalink | inviato da robi-spa il 6/1/2010 alle 16:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


4 gennaio 2010


VERSO IL BALLOTTAGGIO PER LE PRESIDENZIALI IN CROAZIA

Ivo Josipovic festeggia l'affermazione al primo turno delle elezioni presidenziali in Croazia (Josipovic/Flickr)Di Marina Szikora

L'anno che abbiamo appena lasciato, in Croazia si e' concluso con il primo turno delle elezioni presidenziali. Ricordiamo che lo scorso 27 dicembre, i cittadini della Croazia si sono recati alle urne per scegliere tra una lista di 12 candidati il terzo presidente della Repubblica della Croazia dalla sua indipendenza acquisita nel 1991.
Come previsto, il primo turno non ha portato la decisione definitiva poiche' nessuno dei candidati ha ottenuto la necessaria maggioranza del 50 % piu' uno degli elettori. Una caratteristica negativa di queste elezioni, considerate molto importanti per il Paese che risconctra un profonda crisi economica, che ultimamente e' travagliato da numerosi scandali di corruzione in cui si vedono coinvolti anche esponenti dei vertici istituzionali, che dal 2008 e' diventato membro a pieno titolo della Nato e che, si spera, entro il 2012 dovrebbe essere il prossimo 28 esimo membro dell'Ue, e' stata la poca affluenza alle urne. Il solo 44 percento che sarebbe un 8 percento in meno rispetto alle elezioni di cinque anni fa che avevano confermato il secondo mandato al presidente uscente Stjepan Mesic. Un segnale, secondo molti analisti, di grande delusione ed anche protesta dei cittadini croati in relazione all'attuale situazione, conseguenza questa di lunghi anni in cui la leadership politica croata non e' stata in grado di liberarsi da quello che maggiormente minaccia la stabilita' e la prosperita' del Paese e che e' una delle condizioni chiave che Bruxelles pone al suo ingresso nell'Ue: lotta alla corruzione e criminalita' organizzata. Proprio questo e' la base del nuovo programma che offre il candidato presidenziale socialdemocratico Ivo Josipovic, il favoreggiato del primo turno che ha ottenuto oltre 32 percento rispetto al 15 percento del suo sfidante nel ballottaggio, Milan Bandic, attuale sindaco di Zagabria, candidato indipendente, ex membro del SDP, espulso dal partito nel momento in cui e' entrato in campo opponendosi al candidato ufficiale Josipovic. Al centro del programma elettorale di Ivo Josipovic, quindi, la visione di una nuova Croazia, di una Croazia che il suo futuro europeo deve fondare sulla giustizia ponendo fine al male comune, vale a dire alla corruzione e criminalita' organizzata.
Secondo un primo grande sondaggio dell'opinione pubblica effettuato dopo la conclusione del primo turno, il candidato del SDP, Ivo Josipovic ha un grande vantaggio rispetto al suo controcandidato Milan Bandic, scrive il quotidiano di Spalato 'Slobodna Dalmacija'. Il sondaggio Cro demoskop, che lo scorso 28 e 29 dicembre ha effettuato l'agenzia «Promocija plus» su un campione di 1500 intervistati, dimostra che tra gli elettori che si recheranno alle urne, Ivo Josipovic ha il sostegno del 53,5 percento, mentre Milan Bandic puo' contare sull'appoggio di 33,7 percento degli aventi voto. In questo momento, perfino 12,9 percento di elettori sono ancora indecisi e quindi i rimanenti sette giorni fino al ballottaggio lasciano ai due candidati e alle loro squadre, un compito molto impegnativo e per niente facile di sollecitare gli indecisi e gli astenuti ad andare a votare e di concedere proprio a loro il voto. Sempre secondo questo sondaggio, si sarebbero formati tre gruppi di sostegno elettorale. Un primo gruppo e' composto da elettori dei candidati che hanno deciso di dare il loro appoggio a Milan Bandic e si tratta di elettori della destra, quindi di Andrija Hebrang, che e' stato il candidato ufficiale del partito governativo HDZ, di Miroslav Tudjman, figlio del defunto primo presidente della Croazia Franjo Tudjman, e di Vesna Skare-Ozbolt, gia' portavoce del presidente Tudjman ed ex ministro della giustizia nel governo di Ivo Sanader. Nel secondo gruppo ci sono gli elettori di Vesna Pusic, esponente del Partito poplare croato – liberale (HNS), attualmente anche vicepresidente dell'ELDR e di Damir Kajin, candidato del Sabor democratico istriano (IDS) che daranno con stragrande maggioranza il loro appoggio a Ivo Josipovic. L'ultimo gruppo e' formato dagli elettori dei candidati del primo turno che non esprimono preferenze a nessuno dei due candidati, ma anche qui, scrive 'Slobodna Dalmacija', e' visibile che il corpo elettorale del candidato al primo turno, Nadan Vidosevic, indipendente e presidente della Camera di economia croata e' piu' vicina a Ivo Josipovic, mentre il corpo elettorale di Dragan Primorac, indipendente, ex ministro della pubblica istruzione nel governo di Ivo Sanader comeanche gli elettori di Josip Jurcevic, un'altro indipendente, molto di destra, gravitano piuttosto dalla parte del candidato Milan Bandic.
I due sfidanti al sondaggio, Ivo Josipovic e Milan Bandic nelle prime ore del 2010 hanno voluto essere vicini e riunirsi ai cittadini della capitale croata. In veste di sindaco, a Milan Bandic e' toccato il privilegio di salire sul palco delle festivita' allestito nella piazza principale della capitale per augurare a mezzanotte ai suoi concittadini un felice e prospero Anno nuovo. Subito dopo, il primo cittadino di Zagabria si e' recato in uno degli ospedali zagabresi per visitare i primi neonati del 2010. Ivo Josipovic invece, nelle prime ore del 2010 si e' recato altrettanto nel centro di Zagabria visitando i piu' famosi club in cui maggiormente persone giovani, ma non solo, hanno festeggiato il Capodanno. Con tanto di strette di mano con i suoi concittadini, con foto ed inevitabili autogrammi, il candidato presidenziale socialdemocratico e' stato salutato con grande entusiasmo e con gli auguri ad una vicinissima vittoria. C'e' da sottolineare che a conclusione del primo turno, Ivo Josipovic ha ricevuto un largo sostegno per il ballottaggio da parte degli altri candidati presidenziali e dei partiti politici non soltanto di opposizione ma anche da una parte della coalizione governativa.
Dopo una riunione svoltasi settimana scorsa, i candidati presidenziali Vesna Pusic, del Partito popolare croato e Damir Kajin, del Sabor democratico istriano hanno assicurato il loro appoggio insieme ai loro rispettivi partiti ad Ivo Josipovic. Anche la presidenza del Partito social-liberale croato (HSLS), uno dei partner della coalizione governativa ha deciso di dare il sostegno al secondo turno al candidato socialdemocratico. Lo ha dichiarato il presidente di HSLS, Darinko Kosor precisando che si tratta di una raccomandazione della leadership del suo partito ma che i membri di HSLS decideranno comunque da soli a chi dare il loro voto. Kosor ha aggiunto che al primo turno non hanno appoggiato nessuno a causa della correttezza verso il partner di coalizione ma adesso, quando sono rimasti Bandic e Josipovic ritengono di dover prendere una posizione chiara.
Il sostegno a Ivo Josipovic ha promesso anche il Partito dei pensionati il quale ha invitato i suoi membri ma anche tutti i pensionati croati di recarsi il prossimo 10 gennaio alle urne e di dare il loro voto al candidato socialdemocratico. La decisione del HSU, si basa innanzitutto – e' stato comunicato – sul sistema di valori promosso da Ivo Josipovic.Il presidente di SDSS, il partito della minoranza serba in Croazia, Vojislav Stanimirovic ha proposto alla presidenza del suo partito di sostenere anch'essi il candidato socialdemocratico Josipovic. Stessa posizione e' stata confermata dal vicepresidente del Governo Slobodan Uzelac, anche lui esponente di questo maggiore partito serbo in Croazia. «Anche come vicepresidente del Governo, incaricato per i diritti umani, comprendo e appoggio la posizione del mio partito. Perche' il signor Josipovic e' il piu' convincente proprio per quanto riguarda la protezione dei diritti umani» ha detto Slobodan Uzelac.

(*) Collaboratrice di Radio Radicale. Il testo è parte della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda il 2 gennaio.


4 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 2 gennaio 2010

Croazia: verso il ballottaggio per le presidenziali, Josipovic favorito;
Slovenia: il presidente Tuerk interviene sul contenzioso sui confini con la Croazia; Serbia: si dimette il capo della Commissione per la collaborazione con il Tribunale internazionale per l'ex Jugoslavia;
Economia: iniziative finanziarie in Albania, Kosovo e Macedonia;
Kosovo: l'organizzazione della rappresentanza della minoranza serba in alcuni comuni dopo le amministrative di novembre.

In apertura: L'Europa sud orientale nell'agenda politica dell'Unione Europea per il 2010.

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


4 gennaio 2010


PASSAGGIO IN ONDA

Passaggio a Sud Est
è il sabato alle 22,30 su Radio Radicale



Il sommario della puntata del 26 dicembre 2009

Croazia: le elezioni presidenziali del 27 dicembre;
Serbia: presentata la candidatura per l'adesione all'Ue;
Kosovo: visita a Tirana dei rappresentanti dei serbi kosovari;
Macedonia: la demarcazione dei confini con il Kosovo, i rapporti con la Grecia;
Albania: la situazione politica interna, il conflitto tra maggioranza e opposizione.

L'ultima parte del programma è dedicato alla Romania e al ventennale della caduta di Ceausescu: gli eventi di quei giorni e la memoria odierna della "rivoluzione" del 1989, con le registrazioni di alcuni momenti drammatici: l'ultimo discorso del dittatore e i fischi della gente, la fuga in elicottero, il processo, la fucilazione. 

La trasmissione è curata e condotta da Roberto Spagnoli con la collaborazione di Marina Szikora e Artur Nura. Tutte le puntate sono riascoltabili sul sito di Radio Radicale.


3 gennaio 2010


BUON ANNO EUROPA

E' cominciato il nuovo anno. Di solito in questo periodo si fanno previsioni per i mesi che verranno e certo è più facile indovinare cosa non accadrà piuttosto che immaginare cosa invece potrebbe succederà nei giorni che abbiamo davanti. Per quanto mi riguarda preferisco evitare entrambi gli esercizi e limitarmi a segnalare cosa c'è in agenda per l'anno che abbiamo appena inaugurato. Per l'Europa sud orientale il 2010 ha in programma alcune importanti scadenze elettorali. La più vicina è il ballottaggio per le presidenziali in Croazia previsto per domenica prossima. Poi ci sono le presidenziali in Grecia, fissate in marzo interessanti come test per i primi mesi di governo socialista in un paese che attraversa una grave crisi economica e sociale. In aprile ci sonole elezioni presidenziali a Cipro Nord e, infine, in ottobre le elezioni presidenziali e politiche in Bosnia Erzegovina.

Le elezioni presidenziali a Cipro Nord sono molto importanti perché se fosse confermato l'attuale presidente Mehmet Ali Talat, il negoziato in corso per risolvere la divisione dell'isola avrebbe diverse chance di proseguire positivamente. Se invece, come sembrano indicare al momento i sondaggi, Talat non fosse rieletto - dopo la sconfitta alle politiche delo scorso anno - e magari prevalesse l'attuale primo ministro Eroglu, la possibilità di arrivare ad un compromesso con i greco-ciprioti, magari entro la fine dell'anno, potrebbe farsi assai più difficile. La recente elezione del socialista Papandreou in Grecia unita alla necessità per il premier turco Erdogan di appianare gli ostacoli sul processo di integrazione europea (e quello di Cipro è grande come una montagna) potrebbero creare la cornice internazionale favorevole alla soluzione della questione, ma il prevalere dei nazionalisti a Cipro Nord non faciliterebbe certo le cose.

Di enorme importanza sono poi le elezioni presidenziali e politiche di ottobre in Bosnia Erzegovina. Il paese attraversa una profonda crisi istituzionale provocata dalla rissosità e dal gioco di veti incrociati delle classi politiche locali, ma anche dalla incapacità mostrata finora dalla comunità internazionale e dall'UE per prima di prendere in mano seriamente la questione. La Bosnia, ben più del Kosovo, rappresenta al momento lo scenario più instabile e delicato di tutta la regione balcanica. A mio giudizio il ritorno ad un conflitto armato su vasta scala è improponibile, non fosse altro perché nessuno lo vuole, così come mi sembra tutto sommato difficile immaginare uno smembramento del paese, magari per mezzo di referendum secessionisti come quello più volte minacciato dal leader serbo-bsoniaco Milorad Dodik. Il rischio più concreto mi pare quello di un'impasse che si trascini indefinitamente, bloccando il rinnovamente politico e istituzionale del paese con ricadute negative su tutta la regione. Anche se, va detto, la Bosnia non è quel paese fallito che diversi commentatori tendono a dipingere nelle loro analisi.

Un'altra scadenza elettorale, vicinissima, è quella delle elezioni presidenziali in Croazia. Il ballottaggio è previsto per domenica prossima 10 gennaio. Sulla carta e nei sondaggi il favorito è il vincitore del primo turno, il candidato socialdemocratico Ivo Josipovic che fra una settimana dovrà misurarsi con l'attuale sindaco di Zagabria, Milan Bandic, presentatosi come indipendente in polemica con il Partito socialdemocratico che non lo ha indicato come candidato ufficiale e che per questo lo ha poi espulso. Chiunque dei due vinca (io personalmente spero in Josipovic) avrà davanti a sé un compito non facile: sul piano interno dovrà rispondere ad un'opinione pubblica che chiede il rinnovamente di una classe politica travolta dagli scandali e dare una svolta efficace alla lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, come richiesto anche dall'adesione all'UE che sarà il grande traguardo internazionale che il nuovo presidente croato dovrà raggiungere durante il suo mandato.

Nei prossimi mesi ci sarà poi sempre in primo piano la questione dell'integrazione dei Balcani occidentali nell'UE. La recente liberalizzazione dei visti Schengen per Macedonia, Montenegro e Serbia è stato un segnale importante. E proprio la Serbia negli ultimi mesi del 2009 ha incassato significativi successi che hanno rilanciato il suo processo di integrazione europea chiudendo definitivamente l'epoca dell'isolamento seguito alle guerre jugoslave degli anni '90. Parlare di Serbia, inoltre, significa parlare del Kosovo, un'altra questione che l'Europa non potrà eludere indefinitamente. In lista d'attesa per entrare nella "lista bianca" di Schengen, ma con buon prospettive, restano Albania e Bosnia. E la Turchia, forse. Per il momento Ankara non ha gradito che i cittadini di paesi che nemmeno sono ufficialmente candidati all'adesione all'UE abbiano ottenuto la liberalizzazione dei visti, mentre quelli turchi ne siano rimasti esclusi. La Turchia, in ogni caso, resterà la grande questione aperta per l'UE anche nel 2010, mentre vedremo se per la Macedonia, dopo anni di limbo, verrà finalmente fissata una data certa per l'inizio dei negoziati di adesione.

Infine c'è l'Europa, intesa come Unione Europea. Il tempo degli alibi è finito: dopo mesi di impasse, il Trattato di Lisbona è finalmente in vigore e l'UE ora ha un "presidente" e un "ministro degli Esteri". Resta da capire se ora riuscirà ad elaborare anche una politica comune, o almeno una direzione unitaria da seguire e di conseguenza una prospettiva politica da offire ai paesi europei che ancora non sono nell'Unione. Insomma che l'UE torni ad essere un progetto politico e non solo una sommatoria di interessi nazionali, per quanto legittimi ed importanti. Insomma, la cosa migliore che potrebbe darci il 2010, da questo punto di vista è che l'UE torni ad assumere le sembianze di una patria europea, invece che quella di una Europa delle patrie a cui troppo spesso ci ha abituato negli ultimi anni.

Buon anno Europa!

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