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INTERVENTO ARMATO TURCO CONTRO LA GUERRIGLIA CURDA?

Il capo di stato maggiore generale turco Yasar BuyukanitTorna a profilarsi la possibilità di un intervento armato turco nel nord dell'Iraq. Il governo sta infatti valutando assieme ai vertici militari l'ipotesi di uno sconfinamento nel Kurdistan iracheno per colpire le basi della guerriglia indipendentista del Pkk. E' stato lo stesso ministro degli Esteri, Abdullah Gul, intervistato dalla tv satellitare Cnn-Turk, ad affermare che Ankara è pronta ad ogni evenienza e sta valutando i diversi scenari possibili, sottolineando che a differenza di un'operazione su vasta scala un'offensiva aerea limitata non dovrebbe necessariamente passare all'esame del Parlamento (dove per altro il partito di Gul e del premier Erdogan, l'Akp, ha la maggioranza assoluta dei seggi). Una ventina di giorni fa alcuni reparti avevano sconfinato per qualche ora in territorio iracheno, mentre nei giorni seguenti le agenzie avevano dato notizia di colpi d'artiglieria sparati dal territorio turco verso le località dove si sospetta si trovino le basi dei guerriglieri curdi.
Ora le ripercussioni politiche di una iniziativa militare consistente sarebbero molto serie e potrebbero avere effetti destabilizzanti in Iraq e in una zona relativamente tranquilla come è appunto il Kurdistan. La Turchia, Paese membro della Nato, si troverebbe in un grave contrasto sia con Washington che con l'Unione Europea, ma l'offensiva turca metterebbe in discussione anche l'appoggio dei curdi iracheni agli Usa e alle stesse autorità centrali di Baghdad. Per tutto questo forse Erdogan si è sempre mostrato molto prudente. Fino ai recenti attenati, però, dopo i quali (guardando anche anche alle elezioni del 22 luglio) è parso più incline ad un'azione militare autonoma visto anche che i suoi appelli per un'intervento da parte delle forze irachene e statunitensi nel nord dell'Iraq sembrano essere rimasti senza risposta.
Le precedenti operazioni armate turche in territorio iracheno non hanno però mai prodotto risultati significativi e non hanno mai realmente scalfito l'operatività della guerriglia curda. In questo caso l'obiettivo delle forze armate sarebbe quella di creare una sorta di "zona cuscinetto" per impedire l'infiltrazione di guerriglieri. Per una tale soluzione occorrerebbe però l'assenso sia degli Stati Uniti che dell'Iraq che al momento non pare possibile. Tra l'altro, l'opposizione di Ankara ad uno stato curdo indipendente vanifica anche il piano Usa di un Iraq federale, che ha come condizione la legge per la condivisione di tutte le risorse naturali del Paese in discussione in Parlamento. Sullo sfondo c'è appunto la questione delle ingenti risorse petrolifere della regione cui è interessata anche Ankara. Insomma, un'iniziativa militare turca in Kurdistan richia di generare un rischioso effetto domino dagli esiti quanto mai incerti e pericolosi.

Pubblicato il 29/6/2007 alle 19.31 nella rubrica Diario.

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