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NESSUN INTERVENTO TURCO IN IRAQ PRIMA DELLE ELEZIONI

Guerriglieri curdi del PkkIl primo ministro turco Erdogan ha respinto l'ipotesi di un'azione armata oltre il confine con il Nord Iraq contro le basi dei guerriglieri curdi del Pkk. In un'intervista al quotidiano Zaman, ha precisato che l'intervento militare non è sull'agenda di questo governo e quindi fino alle elezioni del 22 luglio l'attacco non è in discussione. Parole che suonano come una risposta alle dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore turco, il generale Yasar Buyukanit, che dieci giorni fa era tornato a ribadire la necessità di un'invadsione temporanea del territorio iracheno. Parole però rivolte anche agli Usa in risposta al segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, che avrebbe chiesto al ministro degli Esteri turco, Abdullah Gul, di prendere tempo e di aspettare le azioni che governo americano e iracheno decideranno di prendere contro il terrorismo di matrice curda. Azioni che però Ankara sta aspettando da tempo senza vedere fatti concreti. Erdogan ha ricordato che la Turchia continua a confidare nell'azione di Washington e di Baghdad contro i guerriglieri del Pkk ma il tempo stringe ed Ankara è costretta “a constatare con tristezza quanto silenzio provenga dall'America nell'aiutarci a combattere un simile tipo di terrore”. “Anche gli Stati Uniti sanno cosa sia il terrorismo e la Turchia ha fatto quello che ha potuto quando gli è stato chiesto aiuto”, ha aggiunto Erdogan. Quindi, “se loro non ci aiuteranno allor decideremo di prenderci cura di noi stessi con le nostre sole forze". La questione dell'attacco nel Kurdistan iracheno, dunque, è rinviata a dopo le elezioni o tutt'al più giocata nella campagna elettorale. Dopo il 22 luglio arriverà il momento delle decisioni. Gli Usa sono avvisati.

Pubblicato il 11/7/2007 alle 18.51 nella rubrica Diario.

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