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OSSEZIA: IL RICONOSCIMENTO RUSSO METTE LA SERBIA IN IMBARAZZO

Serbia in evidente difficoltà di fronte al riconoscimento russo della secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia. Belgrado non può certo esprimere giudizi positivi sull'indipendenza delle due regioni separatiste georgiane, che sarebbe in clamorosa contraddizione con la strenua difesa della propria sovranità sul Kosovo. Nello stesso tempo non può prendere una posizione contro la Russia che della Serbia, sulla vicenda del Kosovo è stata la grande protettrice e con la quale, tra l'altro, ha in ballo operazioni finanziarie di notevole importanza in ambito energetico (il gasdotto "South Stream") ma non solo.
Così oggi il ministero degli Esteri serbo, nella prima reazione ufficiale al riconoscimento russo della secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, ha manifestato ''preoccupazione'' per lo svilupparsi degli eventi nel Caucaso, ma senza esprimere condanne di sorta. La Serbia da una parte ribadisce la propria fedeltà al principio del ''rispetto dalla sovranità e integrità territoriale'' del Paesi membri dell'Onu, facendo tuttavia riferimentol Kosovo quale esempio recente di violazione (da parte dell'Occidente) di tale principio e stando molto attenta ad evitare qualsiasi critica diretta nei confronti di Mosca.
Il nuovo governo serbo filo-europeo ricorda di aver ripetuto molte volte nei mesi scorsi che ''la secessione illegale del Kosovo'' - proclamata unilateralmente da Pristina il 17 febbraio di quest'anno e riconosciuta dagli Usa e dalla maggioranza dei Paesi dell'Ue - avrebbe rappresentato ''un precedente pericoloso'' per la stabilita' dei Balcani e di altre regioni. In seguito gli avvenimenti caucasici Belgrado riconferma quindi la sua piena adesione al principio del ''rispetto della sovranità e integrità territoriali degli Stati riconosciuti dall'Onu'', ma ''a cominciare dalla Serbia'' ed evitando di citare esplicitamente la Georgia.

Pubblicato il 26/8/2008 alle 20.38 nella rubrica Diario.

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