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KOSOVO: PER IL PRESIDENTE SEJDIU NON È COME OSSEZIA E ABKHAZIA

Fatmir Sejdiu (Foto AP)Non solo Belgrado si trova in difficoltà di fronte al riconoscimento russo della secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia: anche la autorità kosovare non riescono a nascondere del tutto l'imbarazzo politico-diplomatico provocato dalla decisione di Mosca. Anche Pristina, infatti, non può avallare sic et simpliciter la dichiarazione di indipendenza delle due regioni separatiste georgiane a meno di non ammettere che i serbi del Kosovo, maggioranza nella parte nord del Paese, potrebbero dichiarare a loro volta la secessiione e chiedere la riunificazione con la Serbia. Forse è per questo che il presidente kosovaro, Fatmir Sejdiu, non ha commentato direttamente il riconoscimento russo di Ossezia del Sud e Abkhazia, ma ha sostenuto che "il Kosovo in questa questione si schiera al fianco della grandi forze mondiali" seppur precisando che la dichiarazione unlaterale di indipendenza dei kosovari albanesi "non può essere un precedente e una giustificazione per il riconoscimento dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia da parte della Russia" e dicendosi convinto che la mossa di Mosca non avrà delle implicazioni negative sul processo di riconoscimento del Kosovo. Fino ad oggi l'indipendenza è stata riconosciuta da 46 Paesi su 192 che fanno parte dell'Onu, tra cui gli Usa e la maggior parte dei Paesi dell'Ue.
Proprio il riconoscimento dell'indipendenza kosovara da parte dell'Occidente è messo in parallelo con quello russo di Abkhazia e Ossezia del Sud dal presidente Dmitri Medvedev che in un intervento inviato al Financial Times spiega che Mosca non poteva agire diversamente considerato anche l'attacco che le due regioni separatiste stavano subendo dalla Georgia. "Ignorando gli avvertimenti della Russia, i paesi occidentali hanno fatto a gara per riconoscere l'illegale dichiarazione d'indipendenza dalla Serbia del Kosovo", scrive Medvedev sostenendo che dopo tutto quello che è accaduto "sarebbe stato impossibile dire agli abkazi e agli osseti (e a decine di altri gruppi nel mondo) che quel che era giusto per gli albanesi kosovari non lo era per loro". Il presidente russo afferma quindi che "nelle relazioni internazionali non si possono avere delle regole per alcuni e regole diverse per altri". La Russia, inoltre, è stata costretta a reagire dopo aver inutilmente tentato di persuadere il presidente georgiano Mikhail Saakashvili di firmare un accordo sul non uso della forza.
Intanto Pristina ha nominato i suoi primi rappresentanti diplomatici. Le nomine decise dal presidente, Sejdiu, e dal premier, Hashim Thaci, riguardano le missioni diplomatiche in Usa, Gran Bretagna, Francia e Belgio. Stando alle parole di Sejdiu, il Kosovo è pronto anche ad aprire ambasciate in Germania, Italia, Austria, Svizzera, Turchia e Albania.

Pubblicato il 27/8/2008 alle 16.52 nella rubrica Diario.

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