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OBAMA O McCAIN? I BALCANI SI DIVIDONO.

Barak Obama e John McCainSe i cittadini dei Balcani dovessero scegliere il prossimo presidente degli Stati Uniti per chi voterebbero? Un interessante sondaggio realizzato da The Economist e ripreso dal sito del Balkan Investigative Reporting Network mostra che a differenza dei cittadini dell'Unione europea, che probabilmente darebbero la loro fiducia in grande maggioranza a Barak Obama, i cittadini dei Balcani sarebbero assai più incerti. L'indagine potrebbe apparire un po' oziosa ma se si considera che negli ultimi venti anni la politica statunitense nella regione ha avuto un impatto come mai in passato la rilevazione assume un indubbio interesse. Lo prova il fatto che negli ultimi tempi la campagna elettorale d'oltreoceano guadagna ogni giorni la prima pagina dei giornali locali e alimenta dibattiti accesi. Diversamente che in passato, anche il duello per la vice-presidenza tra Joseph Biden e Sarah Palin è seguito con la stessa passione. Dai dati del sondaggio emerge che croati, albanesi e kosovari sono in maggioranza pro Obama, i macedoni per McCain, i serbi diffidano di entrambi, i bosniaci sono preoccupati più di tutto dalle loro questioni interne e i rumeni sostanzialmente indifferenti all'esito del voto del 4 novembre.
Basandoci dunque su quanto scrive il sito di BIRN, citando il sondaggio dell'Economist, vediamo che in Albania Barak Obama raccoglie il 75% dei favori ma molti albanesi ritengono John McCain una scelta accettabile. La comunità albanese negli Usa è altrettanto divisa sulla scelta da prendere, cosa che sarebbe stata più semplice se Hillary Clinton avesse conquistato la nomination democratica.
Tra gli albanesi del Kosovo la situazione è simile: la maggioranza tifa Obama, ma non mancano i supporter di McCain mentre altri avrebbero preferito che Hillary fosse rimasta in corsa.
In Bosnia-Erzegovina le elezioni americane coincidono con una grave crisi politica a istituzionale. Generalmente, quindi, la gente è più preoccupata di questo che di quello che succede al di là dell'Atlantico. Comunque, la maggioranza sembra preferire la vittoria di Obama con la speranza che il suo arrivo alla Casa Bianca possa rilanciare l'interesse di Washington per il loro Paese. E se i bosgnacchi sono per il candidato democratico, ricordando il ruolo di Clinton nel porre fine alla guerra del 1992-95, anche diversi serbo-bosniaci non disdegnerebbero la vittoria dei democratici giudicando negativamente le politiche economiche dei repubblicani.
In Serbia, invece, prevale la sfiducia verso entrambi i candidati. E' vero che Obama, durante le primarie del Partito democratico, in un discorso tenuto dopo la proclamazione dell'indipendenza del Kosovo, disse che i serbi soffrivano da decenni. Tuttavia sia lui che McCain sono favorevoli alla secessione di Pristina. Senza contare che, nonostante la pressante attività di lobbying dei serbi in Usa, George Bush è stato il principale sostenitore del Kosovo indipendente.
I cittadini della Croazia, pur avendo generalmente una preferenza per governi di centro-destra, secondo il sondaggio dell'Economist all'80% sono per Obama per reazione contro la politica di George W. Bush.
In Macedonia l'interesse per la corsa alla Casa Bianca è influenzata dall'annosa questione con la Grecia per via del nome ufficiale dell'ex repubblica jugoslava. E dunque preferiscono McCain, visto che Obama a suo tempo firmo la risoluzione del Senato americano che chiedeva alla Macedonia di cessare la provocazioni contro la Grecia.
In Romania, infine, prevale l'indifferenza. Più che di sapere chi sarà il prossimo presidente Usa, ai romeni interessa ciò che succede ai loro confini, in Ungheria, in Moldavia e negli altri Paesi europei.

Pubblicato il 27/10/2008 alle 19.20 nella rubrica Diario.

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