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FOIBE: ALEMANNO CONOSCE SOLO UNA PARTE DELLA STORIA

"La Croazia non può entrare nell'Unione Europea se non riconosce lo scempio delle foibe che è avvenuto nel suo territorio.Dobbiamo dire ai croati che se non riconoscono questa vergogna non sono nostri fratelli europei". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, venerdì scorso, 7 novembre, nel corso della sua visita al quartiere "Giuliano-Dalmata", il quartiere di Roma dove furono accolti i profughi italiani costretti ad abbandonare l'Istria dopo la fine della seconda guerra mondiale. Alemanno ha denunciato la "mancanza di memoria" dei massacri compiuti in Venezia Giulia ed in Dalmazia tra il 1943 ed il 1945.
Il sindaco di Roma, nonostante i suoi trascorsi politici, ha dato prova in questi primi mesi di mandato di notevole capacità di riflettere sul passato superando pregiudizi ideologici e letture di parte della storia. L'avrà fatto anche per opportunismo ma la visita alle Fosse Ardeatine, le sue parole sulla Shoah, il rapporto con la comunità ebraica romana, il viaggio ad Auschwitz di questi giorni insieme alle scolaresche romane, sono segnali molto positivi e importanti. Le dichiarazioni rilasciate l'altro giorno invece sanno un po' troppo di opportunismo elettorale e denotano quanto meno una buona dose di ignoranza storica.
A parte che non ci risulta che il sindaco di Roma abbia incarichi di politica estera, le sue parole indicano una lettura della storia a senso unico che puntando il dito contro i croati nasconde i crimini di guerra compiuti anche dagli italiani nei Balcani durante il secondo conflitto mondiale oltre a far dimenticare che nelle foibe non ci finirono solo italiani. Mi sembrano molto significative le parole che ad Alemanno ha rivolto lo scrittore Predrag Matvejevic il quale ha fatto notare opportunamente al sindaco di Roma, che così facendo difende le tracce del fascismo in Croazia perché "quelli che la pensano come lui sono i peggiori nazionalisti croati che attaccano la resistenza jugoslava".
"I collaboratori del sindaco - prosegue Matvejevic - non lo hanno informato dei testi che abbiamo pubblicato sulle foibe e sulle vittime innocenti italiane. Parlano anche di tutta una gioventù croata e dalmata ammazzata dalla camicie nere di Mussolini. Non si può riconoscere solo le vittime di una parte dimenticando quelle dell'altra".
Lo scrittore ricorda ancora che gli ustascia di Ante Pavelic furono addestrati in Italia, a Lipari, e hanno commesso crimini di guerra fra i più gravi in Europa. Pavelic ha poi consegnato la Dalmazia a Mussolini prendendosi una parte di Slovenia. "Sono questi - conclude l'autore di 'Breviario Mediterraneo' - gli scenari dietro ai quali si sono consumate le vendette reciproche della fine della seconda guerra mondiale. Sorprende fino a che punto il sindaco di Roma li ignora".

Pubblicato il 10/11/2008 alle 20.20 nella rubrica Diario.

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