Blog: http://passaggioasudest.ilcannocchiale.it

TURCHIA, CAUCASO: RADICALI, BENE GLI AFFARI MA I DIRITTI UMANI?

La scorsa settimana, tra le tante dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla politica estera italiana - dichiarazioni che in alcuni casi, come quelle sulla Russia) hanno suscitato sconcerto per la loro divergenza rispetto alla linea seguita dal nostro Paese (salvo poi essere smentite con reiterati rimproveri alla stampa di non aver ben capito - ve ne è stata una, molto importante, che ha confermato l'appoggio italiano ad una (rapida) inclusione della Turchia nell'Ue.
Maurizio Turco e Marco Perduca, parlamentari radicali eletti nelle liste del PD, auspicando che alle parole seguano presto i fatti, ricordano opportunamente che, con buona pace della Lega Nord, sul suolo europeo già vivono oltre 250mila turchi nella parte settentrionale dell'isola di Cipro. Per questo, in attesa che Ankara possa sedere a Bruxelles con diritti di cittadinanza europea, i due esponenti radicali ricordano che "occorre sostenere il processo di riunificazione dell'isola mediterranea, unico esempio in controtendenza rispetto al fiorire di rivendicazioni secessionistiche, partendo dall'isolamento economico che i turco-ciprioti soffrono dal oltre 30 anni". Turco e Perduca, che dal settembre 2005 sono anche cittadini della Repubblica turca di Cipro del Nord, chiedono quindi che l'Italia "avvii iniziative a livello europeo per porre fine all'embargo economico e sostenga quegli imprenditori italiani che si mostrano desiderosi di investire nel nord dell'isola".

Lo stesso giorno in cui Berlusconi faceva le sue famose dichiarazioni a Smirne, a margine del primo vertice intergovernativo italo-turco, si svolgeva a Roma, presso il Ministero degli Esteri, la Conferenza Italia-Causaso meridionale. Gki organi di stampa hanno riferito le dichiarazioni del sottosegretario Adolfo Urso tutte volte a sottolineare l’importanza delle relazioni commerciali e della partnership economica, con particolare riferimento all’energia, del nostro paese con Azerbaigian, Armenia e Georgia. A questo proposito Bruno Mellano, presidente ri Radicali Italiani, pone una domanda: il Governo italiano non ha proprio nulla da dichiarare sulla situazione geo-politica dell’area caucasica? Nulla da dire sulla situazione attuale della Georgia? Nulla sul contesto generale del Caucaso e delle irrisolte situazioni di illegalità e di violazione dei diritti?
Mellano ricorda che sulle preoccupazioni caucasiche il Partito Radicale Nonviolento ha, tempo fa, organizzato una conferenza per documentare, con un nutrito dossier, i vari focolai di tensione e di crisi. "Noi radicali - ha dichiarato Mellano - continuiamo a credere che occorra occuparsi di diritti umani e del rispetto della legalità, anche internazionale, non solo perché è giusto ma anche perché è utile. Non c’è rispetto delle vite umane laddove non c’è rispetto delle legge: dunque non si può parlare di Caucaso senza parlare del tumore ceceno e del ruolo dell’”amico” Putin nell’area tanto meno senza parlare di quello che è successo quest’estate in Georgia. Già dimenticate l’Abkazia e l’Ossezia del Sud? Pare di si, in attesa magari di doverci occupare della Crimea. Certo ci preme ribadire che anche i migliori e più convenienti contratti economici e commerciali hanno bisogno di basarsi su solide istituzioni che ne garantiscano l’affidabilità, interna ed esterna. E le relazione nuove e approfondite con l’aera caucasica posso anche essere volte a consolidare una rete di tutela per quei paesi, ma poi non bisogna tacere difronte alla disinvoltura con cui la Russia spadroneggia indisturbata da quelle parti. Ed anche di questo credo debba occuparsi il nostro Ministero degli Esteri".

Pubblicato il 18/11/2008 alle 16.11 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web