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KOSOVO: LA BATTAGLIA DIPLOMATICA SULL'INDIPENDENZA / 1

L'Organizzazione della Conferenza Islamica, nella riunione tenutasi a Damasco lo scorso fine settimana, ha discusso un progetto di risoluzione presentato dall’Arabia Saudita in favore del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo. Per iniziativa di alcuni membri di peso della Conferenza - come Algeria, Azerbaigian, Egitto, Iran e Siria - alla fine è stato però approvato un testo nautrale che evita riferimenti espliciti all'indipendenza del Kosovo, preferendo esprimersi in favore di un generico sostegno allo sviluppo e alla stabilità della regione. La genericità del testo finale ha consentito sia a Belgrado, sia a Pristina di interpretare la risoluzione a proprio favore, per cui se il ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, ha salutato la decisione della Conferenza Islamica come "un'altra importante vittoria diplomatica della Serbia", il presidente kosovaro, Fatmir Sejdiu, ritiene il documento un riconoscimento "de facto" dell'indipendenza (anche se l'opposizione, con in testa l'Alleanza per il Nuovo Kosovo dell'uomo d'affari Bexhet Pacolli, ha criticato le autorità di Pristina perché non avrebbero saputo sviluppare un'efficace azione di lobbying).

Alle conclusioni della riunione della Canferenza Islamica e alla battaglia diplomatica tra Belgrado e Pristina sull'indipendenza del Kosovo è dedicato lo Speciale di Passaggio a Sud Est andato in onda mercoledì 27 maggio e riascoltabile sul sito di Radio Radicale.

Qui di seguito la corrispondenza di Artur Nura sulle posizioni dei kosovari albanesi.

La Conferenza Islamica ha approvato una risoluzione finale sul Kosovo. Infatti, diversamente da quanto preannunciato dal Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Vuk Jeremic, la risoluzione e’ stato approvato e fa appello agli Stati dell'organizzazione di riconoscere l`indipendenza di Kosovo. Anche se questa risoluzione non ha un carattere obbligatorio, quela si può essere definita un passo verso il riconoscimento del Kosovo come Stato indipendente da parte dei Paesi membri di questa Organizzazione molto importante dal punto di vista globale. Questa risoluzione dall’altro canto rappresenta un documento che promuove la cooperazione economica per lo sviluppo della regione ed in modo molto particolare del Kosovo come stato.

In effetti, una certa disinformazione e propaganda si e’ fatta elemento caratterizzante della 36-esima riunione interministeriale dei Ministri degli Affari Esteri dell`Organizzazione della Conferenza Islamica quale era dedicata alla discussione e approvazione del progetto di risoluzione del Kosovo. Secondo qaunto fatto pubblico, un primo testo della risoluzione è stato approvato due settimane fa da parte dell`Alto Comitato della Conferenza Islamica a Jeddah dell`Arabia Saudita. A questo testo veniva salutato il progresso del Kosovo rispetto al suo primo anniversario dell`Indipendenza, facendo inoltre appello ai Paesi membri per il riconoscimento del Kosovo, nonché allo sviluppo della cooperazione multi-settoriale per l'economia kosovara.

Questo documento di base è stata elaborata poi dall`Albania ed e` sponsorizzata dall`Arabia Saudita, e’ proposto presso i comitati di lavoro composti dai diplomatici rappresentanti i diversi Paesi membri della Conferenza Islamica. Infatti, dopo un lavoro di piu di tre messi dalle parti coivolte nel lavoro di lobbing sui membri della stessa Conferenza, risulta che probabilmente si sono ottenuti degli emendamenti proposti da Stati alleati della Serbia all'interno dell'Organizzazione della Conferenza islamica, principalmente Siria, Egitto e Azerbaigian. Questo anche se le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Albanese, Lulzim Basha hanno smentito il fatto che la risoluzione abbia subito dei cambiamenti e così anche le pretese dei serbi.

In effetti, ministro Basha ha affermato che "la risoluzione è stata approvata all'unanimità" e che "era stato fatto un importante passo in avanti per il processo di riconoscimento internazionale del Kosovo". Ma, come dimostra anche il testo della stessa risoluzione pubblicata dai media regionali, al termine della riunione ministeriale è stato approvato un documento nel quale si evidenzia che dalla proclamazione dell`indipendenza lo scorso 17 febbraio 2008, il Kosovo ha fatto notevoli progressi per la creazione delle istituzioni democratiche, creando il quadro legale ed istituzionale contemporaneo necessario, contribuendo alla conservazione della pace e della stabilità nella regione.

La Conferenza Islamica, dunque ha convertito la sua lingua politica in termini piu diplomatici. La risoluzione dice che "prende atto dei progressi compiuti verso il rafforzamento della democrazia in Kosovo", e "prende atto della rapida riconfigurazione della missione delle Nazioni Unite e il dispiegamento dell'EULEX". Pero, la stessa risoluzione inoltre "accoglie con favore la collaborazione del Kosovo con le istituzioni economiche e finanziarie dell'OIC, e invita la comunità internazionale, nel continuare a contribuire alla promozione dell'economia del Kosovo". In piou dobbiamo anche aggiungere che la Pristina, da parte sua, ha tentato in tutti i modi possibili di partecipare alla grande convention, ma secondo diverse notizie la Siria non ha voluto invitare la delegazione kosovara.

Le stesse fonti dicono che il Ministero degli Esteri dell`Kosovo aveva da subito fatto richiesta di partecipare accettando di essere parte della delegazione dell`Albania, ma anche in questo caso la risposta è stata negativa! Pero facendo una conlusione generale dobbiamo informare che secondo molto opinionisti regionali oramai dopo l’approvazione di questa risulozione ci si aspetta una seria di riconoscentinti dei Paesi islamici quali porterano la lista dei paesi ad una cifra che potrebbe cambiare molto la fotografia internazionale degli riconoscimenti per il Kosovo.

E intanto fare una complessive fotografia al riguardo del riconoscimento del Kosovo, dobbiamo aggiungere che dopo il sostegno del Vice Presidente americano, Joe Biden, a favore dell'indipendenza del Kosovo, e prima della rinuone della Conferenza dei paesi Islamici dall’Europa e’ giunto anche la voce del Ministro degli Affari Esteri britannico, David Miliband. Il capo della diplomazia inglese aveva pubblicamente invitato i Paesi di maggioranza musulmana a riconoscere il Kosovo come uno Stato indipendente. Miliband, durante un discorso tenuto presso il Centro di Studi Islamici a Oxford sul tema "La nostra collaborazione in futuro: la costruzione di coalizioni e di vittorie, in futuro", aveva affermato che "è molto importante di essere coinvolti per garantire l'indipendenza del Kosovo, e in questo modo di mettere da parte l'ostilità degli anni '90 e di costruire un futuro di pace e di prospettiva futura".

Dal altro canto, dobbiamo informare che il Ministro degli Affari Esteri del Kosovo, Skender Hyseni, si è recato a New York, con l'esclusivo obiettivo di esercitare lobbing a favore della causa del riconoscimento del Kosovo. Durante il soggiorno a New York, come spiegato nel Comunicato del ministero degli Affari Esteri, Hyseni avrà incontri con circa 30 delegazioni appartenenti ai Paesi che non hanno ancora riconosciuto il Kosovo, e che sono accreditati presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite a New York. Durante questi incontri, il Ministro Hyseni parlerà dei progressi del Kosovo in questo primo anno d’indipendenza e chiederà ai Governi di questi paesi di inserire nella propria agenda il riconoscimento del Kosovo e di accelerare questo processo.

In piu, possiamo aggiungere che secondo Daniel Server, esperto per i Balcani presso l’Istituto americano della Pace a Washington, in un'intervista rilasciata per il "Voice of America" il futuro della Serbia nell'UE dipenderà dalla soluzione del problema del Kosovo. "Circa 22 paesi dell'UE hanno riconosciuto il Kosovo, perciò anche se tutti i paesi dell’UE accettano l'adesione della Serbia, e una lo respinge, ad esempio i Paesi Bassi, la Serbia non diventerà membro. Nonostante la sua retorica, il futuro della Serbia dipende dalla soluzione del problema del Kosovo" - ha detto Serwer, il quale ritiene molto importante che la Serbia mostri una maggiore cooperazione e che invii un segnale positivo sul riconoscimento dello Stato del Kosovo.

E per conludere dobbiamo informare che si fa sapere che dopo un anno di boicottaggio, anche la Russia ha ripreso i colloqui del Gruppo di Contatto sui Balcani e questo lo ha fatto sapere il quotidiano tedesco "Die Welt". Sembra che per la prima volta, dopo la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo, nel corso della riunione del Gruppo di Contatto per i Balcani, che si è tenuto a Berlino, hanno partecipato anche gli alti rappresentanti della Russia. I Diplomatici occidentali sono convinti che il ritorno della Russia nella partita diplomatica sui Balcani potrebbe lasciar credere che "Mosca abbia cambiato la sua posizione sul Kosovo", o probabilmente che intende dare un proprio segnale di risposta alla visita del Vice Presidente americano Joe Biden in Bosnia, Serbia e Kosovo. In questo caso, bisogna ricordare che la Russia aveva abbandonato i colloqui nel gruppo di Contatto per i Balcani all'indomani della dichiarazione di indipendenza del Kosovo, come forma di protesta.

Pubblicato il 29/5/2009 alle 14.54 nella rubrica Diario.

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