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IL KOSOVO NON PARTECIPA A RIUNIONE CEFTA E FA ACCORDI CON LA TURCHIA

Marcato a PristinaIl Kosovo ha deciso di non partecipare alla riunione del CEFTA (Central Europe Free Trade Agreement) a Budva, in Montenegro. I rappresentanti di Pristina hanno disertato la riunione perché non hanno accettato di partecipare ai lavori sotto il nome di Unmik (la missione Onu in Kosovo). Il ministro del commercio e dell'industria kosovaro Lutfi Zharku, ha detto che è intenzione dei rappresentanti kosovari non boicottare la riunione, ma dimostrare la ferma volonta' del Kosovo di definire il proprio status all'interno dell'organizzazione, dopo la proclamazione dell'indipendenza. "Non possiamo firmare alcun documento fino a quando saremo costretti a firmare a nome dell'Unmik", ha detto il ministro Zharku, sostenendo che l'Unmik non ha espresso la disponibilità a firmarlo ma dicendosi anche convinto che la questione verrà risolta presto.
Il CEFTA riunisce i Paesi dell'Europa Sud Orientale che non fanno parte dell'Unione Europea creando così la possibilità per le aziende di immettere i loro prodotti esenti da dazio su un mercato di quasi 30 milioni di persone. Questo accordo sostituisce gli accordi bilaterali esistenti e dal 1° Marzo 2007 include Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia, Moldavia, Montenegro, Serbia e, l'Unmik che rappresenta il Kosovo.
In attesa di definire il proprio status internazionale il Kosovo sta cercando intanto di garantirsi un rapporto economico privilegiato con la Turchia. I rappresentanti delle istituzioni economiche dei due Paesi hanno infatti firmato un accordo di cooperazione economica e commerciale e stanno preparando un accordo sul libero commercio.
Gli accordi con la Turchia e l'adesione al FMI possono contribuire a dare un impulso vitale al Kosovo, che resta al momento uno dei più poveri Paesi europei, con un economia che dipende in buona parte dalla rimesse degli emigranti, una produzione industriale quasi inesistente, corruzione dilagante e una criminalità organizzata che, secondo diversi servizi di intelligence europei, è penetrata ad ogni livello.
Il ministro kosovaro Zharku ha affermato che vi sono progetti ambiziosi in tutti i settori, dalle infrastrutture fino alle privatizzazioni. Il suo omologo turco, Zafer Caglajan, ha dichiarato che gli investitori del suo Paese sono interessati in particolare al settore delle strade, a quello energetico e a quello del trasporto aereo in Kosovo. E a dimostrazione che Ankara fa sul serio basta dire che con il ministro Caglajan a Pristina sono arrivati circa 100 imprenditori che hanno espresso interesse per investimenti nell'economia kosovara.

Pubblicato il 29/5/2009 alle 19.5 nella rubrica Diario.

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