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LA TURCHIA E L'EUROPA DOPO LE EUROPEE

Il Parlamento europeo uscito dalle elezioni del 6-7 giugno scorsi, con la prevalenza del centro-destra e l’aumento dei deputati contrari all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea, sembra rappresentare un ulteriore ostacolo al processo di integrazione. I riflessi delle elezioni europee sul percorso di avvicinamento di Ankara a Bruxelles sono ovviamente oggetto di studio da parte degli analisti turchi che hanno in particolare fatto notare la bassa affluenza alle urne e la conseguente parziale rappresentatività dell'assemblea di Strasburgo rispetto alla totalità della popolazione europea.

Il premier Recep TayyipErdogan ha criticato i partiti che in Europa hanno fatto dell’opposizione alla Turchia materia di campagna elettorale, affermando che "la distribuzione dei seggi nel Parlamento europeo non significa e non permette, come sostiene qualcuno, un cambiamento nelle politiche fondamentali dell’UE o nella direzione dei suoi obiettivi fondamentali". Ma gli analisti turchi fanno notare che la nuova composizione del Parlamento europeo avrà comunque un’incidenza relativa sui negoziati della Turchia con l’UE, mentre la vera questione continua ad essere il ritardo del governo di Ankara nell’attuare le riforme richieste da Bruxelles.


Sul tema segnalo l'articolo "
Ankara dopo le europee" di Fazila Mat pubblicato il 24 giugno sul sito di Osservatorio Balcani.

Pubblicato il 26/6/2009 alle 16.54 nella rubrica Diario.

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