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LA "PRIMA" DEL NABUCCO: FIRMATO L'ACCORDO PER IL GASDOTTO

 

Il tracciato del gasdotto Nabucco dalla Turchia all'Austria attraverso i Balcani orientaliE' stato firmato ad Ankara l'accordo intergovernativo per la realizzazione del progetto Nabucco, la pipeline lunga 3300 chilometri che dal 2014 dovrebbe trasportare il gas dal Mar Caspio e dal Medio Oriente in Europa attraverso Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Austria, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza energetica dell'UE dalla Russia. L'intesa è stata sottoscritta dai primi ministri dei cinque Paesi interessati al transito del gasdotto (più la Germania), alla presenza del presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso. Restano tuttavia aperti interrogativi su finanziamenti e approvvigionamenti.

Il primo riguarda chi fornirà i 31 miliardi di metri cubi di gas all'anno da immettere nelle condutture del Nabucco. L'Azerbaijan dovrebbe essere uno dei principali fornitori, ma il gas azero da solo non basterà. Secondo il ministro turco dell'energia, Taner Yildiz, potrebbero aggiungersi l'Iraq, l'Egitto, il Turkmenistan (che è stato invitato alla cerimonia della firma) e perfino l'Iran. Per molti esperti Nabucco non potrà risolvere completamente i problemi di dipendenza energetica dell'Europa dalle forniture russe. Anzi, il progetto potrebbe anche aver bisogno di una partecipazione della Russia per completare la sua capacità di trasporto e Mosca ha già fatto sapere che potrebbe essere interessata. La cosa è giudicata possibile dallo stesso inviato speciale Usa per l'Euroasia, Richard Morningstar, che, però esclude la partecipazione dell'Iran al progetto.

L'altra questione riguarda il finanziamento dell'opera. Il gasdotto, avrà un costo stimato di circa 8 miliardi di euro. La Commissione Europea avrebbe promesso 200 milioni di euro, mentre la Banca Europea di Investimenti si prepara a coprire il 25% del costo del progetto e due banche europee si sono già dette pronte a finanziare il progetto. Gli analisti, tuttavia, hanno dubbi sulla capacità di reperire i fondi necessari a causa della crisi, anche se il ministro turco Yildiz si dice fiducioso che nonostante l'ansia per la situazione globale, "per il Nabucco non ci saranno problemi di soldi". Le imprese facenti parte del consorzio sono la Botas turca, la compagnia petrolifera ungherese Mol, l'OMV austriaca, la Transgaz romena, la Bulgagaz bulgara e la tedesca RWE.

La presidenza di turno svedese dell'Ue plaude alla firma dell'accordo intergovernativo ricordando che "il rafforzamento della sicurezza delle forniture energetiche è questione di interesse strategico per l'Unione europea" e Nabucco costituisce "un passo concreto verso la realizzazione del concetto del corridoio meridionale" del gas, promossa dal summit a Praga del maggio scorso. Il 'corridoio meridionale' comprende, oltre al Nabucco, l'Interconnettore Turchia-Grecia-Italia (Itgi), promosso da Edison, e il Trans Adriatic Pipeline (Tap), sponsorizzato dalla svizzera Egl e dalla norvegese StatoilHydro. Il comunicato della presidenza Ue si conclude sottolineando l'importanza della partnership energetica con la Turchia perché "la sicurezza energetica è uno dei settori in cui l'Ue e la Turchia hanno un interesse strategico comune nel rafforzare la cooperazione, vista la grande spinta dell'Ue verso la diversificazione delle forniture e il ruolo cruciale della Turchia in questo ambito".

Nel suo discorso il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha ricordato le origini del progetto, nato sette anni fa, non rinunciando a fare un riferimento chiaro ai negoziati di adesione del suo Paese all'UE. "Abbiamo portato a termine una questione importante per le riserve di energia internazionali e questo progetto innalza anche l'importanza della Turchia. Con il Nabucco il nostro Paese lavorerà a stretto contatto con l'Europa per quanto riguarda le forniture e questo favorirà l'eventuale soluzione della crisi del gas".

Ma anche senza considerare le incognite sul futuro del progetto, anche nei sette anni che hanno preceduto la firma odierna, le cose non sono andate così lisce. Per esempio, ad un certo punto le trattative si erano arenate sulla questione del 15% di sconto alla Turchia. Secondo quanti scrivono il quotidiano Zaman e anche l'agenzia di Stato Anadolu, Ankara ha ceduto sul punto perché un articolo dell'accordo firmato oggi dice che agli stati facenti parte del consorzio (i cinque Paesi di transito più la Germania) sarà dato il 50% del gas che richiedono. "Si tratta di un articolo molto importante - ha detto Yildiz a Zaman - noi stavamo cercando di negoziare il 15% del gas in transito, ossia circa 4,5 miliardi di metri cubi, adesso cerchiamo di capire quanto gas otterremo da questo 50%". All'agenzia Anadolu il ministro ha spiegato che "se i Paesi del consorzio lo ritengono opportuno, hanno il diritto di condividere 15 miliardi di metri cubi di gas su 31 che ne trasporta il condotto. Si tratta di un privilegio concesso a chi partecipa al progetto".

Pubblicato il 14/7/2009 alle 0.16 nella rubrica Diario.

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