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8 AGOSTO: UN ANNO DOPO LA GUERRA IN GEORGIA

Georgia, agosto 2008Un anno fa, l'8 agosto 2008, l'esercito georgiano muoveva contro l'Ossezia del Sud considerata dalle autorità di Tbilisi come parte integrante del proprio territorio ma che, dopo dil crollo dell'Unione Sovietica, sotto la protezione russa, aveva ottenuto un'indipendenza di fatto.
All'inattesa mossa del presidente georgiano Mikheil Saakashvili la Russia rispose in modo duro e massiccio. Da tempo, infatti, Mosca era alla ricerca di un pretesto per ribadire la propria egemonia nell'area sfruttando come un precedente quanto avvenuto in Kosovo, vale a dire il riconoscimento dell'autoproclamazione di indipendenza di un territorio secessionista.
Il primo anniversario della "guerra dei cinque giorni" è stato segnato da un innalzamento della tensione e da alcuni scambi di colpi lungo il confine tra Georgia e Ossezia del Sud. Un nuovo conflitto non è probabile, almeno nell'immediato, ma vi è preoccupazione per la situazione e gli sviluppi interni della Georgia.
Ma al di là della situazione politica, resta ancora pesante l'eredità della guerra, che un anno fa ha visto coinvolte Georgia, Ossezia del Sud, Russia e Abkhazia: sono ancora decine di migliaia di sfollati da una parte e dall'altra, mentre le due principali missioni internazionali di monitoraggio sono state costrette a lasciare l'area.

Ad un anno dal conflitto in Georgia segnalo due interviste di Radio Radicale

a Giorgio Comai, inviato di Osservatorio Balcani e Caucaso, sulla situazione politica interna georgiana

a Maura Morandi, operatrice umanitaria e collaboratrice di Osservatorio Balcani e Caucaso, sulla situazione dei profughi e degli sfollati

Sul conflitto in Caucaso segnalo anche l'interessante e ricco dossier disponibile sul sito di Osservatorio Balcani e Caucaso

Pubblicato il 11/8/2009 alle 11.26 nella rubrica Diario.

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