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SERBIA: CHIESTO BANDO PER GRUPPI ULTRANAZIONALISTI

Gayfest Bucharest 2006 - Ph. Stefan Botez (Creative Commons)Il procuratore generale serbo, Slobodan Radovanovic, ha presentato oggi alla Corte costituzionale la richiesta di messa al bando delle organizzazioni estremiste ultranazionaliste "Obraz" e "Movimento nazionale serbo 1389", ritenute responsabili di violenze a sfondo xenofobo e omofobo a Belgrado. Radovanovic ha precisato che le due formazioni sono accusate di diffondere xenofobia e omofobia e di incitare all'odio e alla deportazione delle persone non serbe e non di religione ortodossa. La presidente della Corte, Bosa Nenadic, ha informato che la richiesta sarà esaminata giovedì prossimo, primo ottobre.
Secondo quanto riportano le agenzie di stampa, a indurre la procura a rivolgersi all'Alta Corte sono stati i ripetuti episodi di violenza e intolleranza registratisi di recente a Belgrado, compresa la feroce ostilità e le minacce contro gli omosessuali che hanno portato all'annullamento del Gay Pride in programma domenica scorsa a Belgrado.
Nei giorni scorsi a Belgrado vi erano state anche intimidazioni e aggressioni contro cittadini stranieri e il ferimento di un francese e di un australiano. Il francese in particolare, un tifoso del Tolosa aggredito brutalmente da hooligan del Partizan, è ancora in gravi condizioni dopo aver subito due delicati interventi chirurgici. Radovanovic non ha escluso per questo anche la possibile messa al bando di tifoserie di calcio responsabili anch'esse di violenze e intolleranze.
Ricordo che il Gay Pride di domenica scorsa era il primo dopo quello del 2001, che fu teatro di gravissime aggressioni e violenze contro i partecipanti da parte degli estremisti, sotto gli occhi della polizia rimasta pressoché inerte. Sabato scorso, alla vigilia della marcia, in seguito alle ripetute minacce e alla tensione salita nei giorni precedenti, le autorità avevano gettato la spugna dichiarando di non essere in grado di mantenere l'ordine e di garantire il diritto di manifestare invitando gli organizzatori del Pride a spostare la manifestazione in una zona periferica, cosa che era stata rifiutata e che aveva portato all'inevitabile annullamento. Una sconfitta per tutti e soprattutto per la Serbia che cerca con fatica di riconquistare credibilità e rispetto in Europa.
L'iniziativa del procuratore generale è sicuramente tardiva ma, come si dice, meglio tardi che mai. Qualcosa si muove, o meglio, qualcosa ha cominciato a muoversi da tempo e non può essere fermato, che piaccia o no a quattro imbecilli nerboruti e violenti che continuano a infangare l'immagine e la storia della Serbia in nome di un'ideologia intollerante. Ci vorrà dal tempo, ma la strada è segnata.

Pubblicato il 25/9/2009 alle 17.2 nella rubrica Diario.

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