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L'UE DISCUTE IL RITIRO DALLA BOSNIA

Militari dell'Eufor in Bosnia (Foto tratta dal sito della Ministero della Difesa)L'UE discute il possibile ritiro della missione in Bosnia. Riuniti oggi a Goteborg per una riunione informale, i ministri della Difesa dei Ventisette discutono di nuovo la possibilità di ridurre gli effettivi della forza militare, anche se fonti diplomatiche e militari avvertono che prima bisognerà attendere che migliori la situazione politica. Iniziata nel 2004 la missione denominata "Althea" contava all'inizio 7000 effettivi ridotti attualmente a 2000, tra cui 408 italiani.
Secondo un diplomatico europeo, ripreso dall'agenzia Apcom, "è previsto che il contingente venga ridotto a 200 o 300 uomini, che saranno semplicemente inquadrati nelle forze di sicurezza bosniache", anche se altre fonti fanno notare che la situazione non è ancora matura. "Se l'UE dovesse prendere tale decisione, questo avverrebbe con un'ampia serie di garanzie", ha sottolineato da parte sua il generale Henri Bentegeat, presidente del Comitato militare dell'UE. "La sicurezza regna, ma il quadro politico è un incubo", ha aggiunto l'alto ufficiale.
Dalla fine della guerra del 1992-95, in base agli accordi di pace di Dayton, la Bosnia è divisa in due entità (la Republika Srpska e la Federazione croato-musulmana), unite da istituzioni centrali piuttosto deboli. I serbo-bosniaci sono in costante polemica con l'Alto rappresentante della Comunità Internazionale, che esercita un vero e proprio protettorato con larghi poteri di controllo e di veto sulle istituzioni locali. Il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik ha più volte minacciato un referendum secessionista, soprattutto dopo la proclamazione di indipendenza dei kosovari albanesi.
Recentemente l'attuale Alto rappresentante internazionale, Valentin Inzko, ha segnalato a Bruxelles il progressivo deteriorarsi della situazione con il blocco del processo di riforma e l'aumento delle spinte disgregatrici. Proprio questa situazione ha fino ad ora fatto prorogare l'attività dell'Ufficio dell'Alto rappresentante che avrebbe dovuto chiudere già qualche hanno ed evidentemente sconsiglia per il momento il ridimensionamento della missione Althea, malgrado molti Paesi europei abbiano manifestato l'intenzione di ritirare in tempi brevi i propri contingenti.

Scheda: l'Operazione Althea-Eufor (dal sito dell'Esercito Italiano)
L'Operazione "Althea" è stata avviata il 2 dicembre 2004 in sostituzione dell'Operazione della NATO "Joint Forge" conclusasi a seguito della decisione, assunta dai Capi di Stato e di Governo dell'Alleanza al vertice di Istanbul del 28-29 giugno 2004 di accettare il dispiegamento delle forze dell'UE sulla base di un nuovo mandato delle Nazioni Unite. Dallo schieramento di EUFOR in Bosnia Erzegovina, il livello di sicurezza generale è costantemente migliorato così come le capacità delle Autorità locali di far fronte alle minacce al mantenimento di un ambiente stabile e sicuro. Al riguardo, nell'ottica di un definitivo passaggio delle responsabilità alle autorità bosniache e del disimpegno dell'UE dalla Bosnia Erzegovina, il Segretario Generale dell'Unione Europea il 28 febbraio 2007 ha deciso una progressiva riduzione del contingente e la conseguente chiusura delle Multi National Task Forces (MNTFs).
Dall'aprile 2004 l'Italia fornisce dei nuclei di collegamento e osservazione denominati LOT (Liaison and Observation Team) con il compito di inserirsi a diretto contatto con la popolazione. Il loro operato, fondamentale per il Comando Militare di EUFOR, è ben accetto dalla popolazione che si rivolge ai LOT per rappresentare le proprie esigenze. Grazie alle informazioni raccolte da questi team, EUFOR è in grado di indirizzare i propri sforzi in maniera più diretta ed efficace.

Pubblicato il 29/9/2009 alle 13.11 nella rubrica Diario.

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