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BOSNIA ERZEGOVINA: FALLISCE ANCHE IL BUTMIR 2

Il ponte di Mostardi Marina Szikora (*)

Il secondo round di negoziati di Butmir sulle riforme costituzionali in BiH, in cui hanno preso parte i rappresentanti dei sette partiti politici del Paese con la mediazione dei diplomatici americani e rappresentanti dell’Ue e’ stato interrotto con un nulla di fatto e l’annuncio della ripresa dei colloqui settimana prossima. Carl Bildt, dopo appena un'ora e mezzo di colloqui odierni, ha detto che i negoziati non sono falliti e che proseguiranno. Ottimisticamente ha aggiunto di essere soddisfatto dell' «atmosfera costruttiva» sottolineando che i leader dei partiti della BiH hanno dimostrato prontezza a lavorare congiuntamente sull'integrazione della BiH nell'Ue e nella NATO. «Il processo che abbiamo iniziato a Butmir continuera'. Il team di esperti dell'Ue e degli Stati Uniti tornera' settimana prossima in BiH per continuare i colloqui con i leader dei partiti politici affinche' sia raggiunto un accordo, considerando che la prossima riunione del Consiglio per l'implementazione della pace (PIC) e' prevista per il 18 novembre. Allora, con i nostri partner internazionali valuteremo i risultati raggiunti e prenderemo le necessarie decisioni» hanno annunciato i rappresentanti dell'Ue e degli Stati Uniti. Ma per i leader dei partiti politici della BiH, allo stato attuale, non vi e' stato raggiunto alcun progresso e hanno qualificato i colloqui di Butmir come un fallimento.

Per Haris Silajdzic, membro bosgnacco dell'attuale presidenza tripartita della BiH, oggi non e' stato offerto nessun nuovo documento o dichiarazione sulla proprieta' dello stato e ha rilevato di aver posto l'accento sulla liberalizzazione del regime di visti poiche' e' questo quello che i cittadini della BiH si attendono. Il piu' negativo e' stato, come del resto aspettato, il premier della RS Milorad Dodik il quale ha dichiarato: «I colloqui a Butmir sono finiti e spero di non tornarci mai piu'». Il presidente dell'HDZ BiH, Dragan Covic e' invece dell'opinione che i leader politici sono sempre piu' vicini ad una dichiarazione da firmare. Per Sulejman Tihic, presidente dell'SDA, il suo partito ha fatto di tutto per raggiungere un accordo, ma sono stati gli altri a non volerlo. «A causa della loro politica, sia minimalista che massimalista, non abbiamo nessun accordo» ha detto Tihic.

C'e' da sottolineare che soltanto Sulejman Tihic ha accettato condizionalmente il pacchetto messo sul tavolo da James Steinberg, Carl Bild e Olli Rehn, mentre l’altro partito bosgnacco, il Partito della BiH (SBiH) di Haris Silajdzic, l’HDZ BiH, il maggiore partito croato e SNSD, il Partito dei socialdemocratici indipendenti serbi del premier della Republika Srpska Milorad Dodik hanno rigettato il pacchetto di proposte di Butmir. “Questa proposta ancora una volta non tocca la modalita’ del voto a secondo delle entita’ e come tale va’ a danno dei cittadini democratici della BiH” ha detto Haris Silajdzic e ha aggiunto che per il suo partito continua ad essere accetabile soltanto la richiesta secondo la quale la BiH diventerebbe uno stato composto da regioni su base economica.

Sulejman Tihic, leader del Partito dell’azione democratica (SDA) ritiene che le soluzioni offerte dall’Ue e dagli Stati Uniti sono “condizionalmente accettabili” poiche’ significano un miglioramento rispetto alla situazione attuale, ma non sono tuttavia sufficenti. Secondo l’opinione di Tihic, questo non risolve il problema dell’efficacia delle istituzioni della BiH. “Riteniamo indispensabile risolvere la questione dello sblocco del lavoro delle istituzioni, in particolare con riferimento alla possiblita’ del veto delle entita’ e alle competenze dell’Ufficio dell’Alto rappresentante (OHC) che devono essere risolte in modo costituzionale e trasferite alle istituzioni della BiH” ha detto Tihic avvertendo e sottolineando che lui non e’ una persona che richiama ai conflitti, ma teme che, nel caso questo processo non porti dei risultati, potrebbe essere uno stimolo alle forze che sollecitano le divisioni.

Il presidente dell’HDZ BiH, Dragan Covic, ha affermato che in questo momento si puo’ aspettare solo l’accordo sullo status e sulla divisione del patrimonio statale, ma non sulle riforme costituzionali.”Per quanto riguarda i croati, abbiamo chiaramente illustrato la nostra posizione che la BiH non puo’ sopravvivere se non e’ concepita come uno Stato di tre popoli costituenti di pari diritti” ha detto il presidente del maggiore partito croato aggiungendo che e’ inconcepibile che “qualcuno tenti a modificare la costituzione eliminando completamente un popolo”.

Tra i leader dei partiti politici in BiH, vi e’ anche Bozo Ljubic, presidente dell’HDZ 1990, un altro tra i partiti politici croati secondo il quale “il mantenimento della situazione attuale conduce praticamente la BiH in una confederazione di due entita’ unitarie, centralizzate che sarebbe pericoloso per il Paese e completamente inaccettabile per il popolo croato.

Affermando che i secondi colloqui di Butmir sono stati “abbastanza produttivi, il ministro degli esteri svedese, Carl Bildt, a nome della presidenza dell’Ue, ha sottolineato che i mediatori internazionali sono consapevoli delle divergenze fra i leader politici locali, ma che vi sono anche dei passi avanti. “Nessuno ha delle illusioni che tutti i problemi in BiH si possono risolvere in una volta sola” ha detto ottimisticamente il capo della diplomazia svedese.

Secondo le valutazioni dei rappresentanti internazionali, il peggiore scenario per il futuro della BiH potrebbe essere quello del completo fallimento dei negoziati di Butmir. Secondo alcuni opinionisti in BiH il Paese potrebbe precipitare nella piu' grande crisi politica del dopo Dayton, scrive Dragan Maksimovic della 'Deutsche Welle'. In vista del secondo round dei colloqui, tre ex Alti rappresentanti della comunita' internazionale per la BiH, Wolfgang Petritsch, Paddy Ashdown e Chrisian Schwarz-Schilling, hanno salutato il fatto che l'Ue e la comunita' internazionale hanno deciso di dedicare nuovamente seria attenzione alla realta' politica del Paese ma sottolineano che il modo in cui l'iniziativa di Butmir e' stata preparata ha messo in pericolo le competenze e l'integrita' dell'Alto rappresentante della comunita' internazionale e futuro rappresentante speciale dell'Ue.

Tuttavia, le vicende di «Butmir 2» dovrebbero essere un preparativo per prendere decisioni adeguate del Consiglio per l'implementazione della pace (PIC), in programma a novembre. I rappresentanti internazionali non escludono la possibilita' che prima della riunione del PIC vi sia anche un terzo round di negoziati tra i leader della BiH e i rappresentanti americani ed europei. C'e' da sottolineare che il documento in quanto una proposta di misure per la soluzione della questione urgente – le riforme costituzionali – e' stato consegnato lunedi', 19 ottobre ai leader dei piu' influenti partiti politici in BiH.

Ad essere il piu' rigido nelle obbiezioni e contestazioni, e' stato indubbiamente il premier della Republika Srpska, Milorad Dodik, leader del Partito dei socialdemocratici indipendenti serbi (SNSD). Dodik ha rigettato completamente il pacchetto affermando che esso sia del tutto inaccettabile per la RS poiche' «modifica in maniera drastica l'Accordo di Dayton e offre soluzioni che non garantiscono l'uguaglianza dei tre popoli che esisteva prima». Secondo Dodik «l'unica soluzione per la BiH e' che i protagonisti politici locali, rappresentanti dei tre popoli, discutano di un modello accettabile per tutti, e non che sempre dietro le proposte che arrivano dalla comunita' internazionale vi sia la protezione degli interessi bosgnacchi». «A noi e' tutto chiaro, abbiamo visto come e' andata per i croati nella Federazione BiH, e adesso questo modello lo si vuole attuare a livello dell'intera BiH, il che significa che i serbi diventerebbero minoranza nazionale. Alcuni dei negoziatori stranieri lo ammettono apertamente affermando che l'Europa ha degli ottimi meccanismi di protezione delle minoranze. Qui il problema e' che i serbi, croati e bosgnacchi sono popoli costituenti e non possono diventare minoranze e a tal fine bisogna adattare tutti i meccanismi dello Stato» ha detto il premier della RS, Milorad Dodik in una intervista esclusiva andata in onda lunedi' sera nel corso del notiziario serale della televisione croata, HTV.

Le piu' importanti riforme proposte dall'Ue e Stati Uniti riguarderebbero il funzionamento degli organi di potere statali. Nel caso dell'accettazione della proposta, la BiH invece dell'attuale presidenza tripartita a rotazione avrebbe un solo presidente e due vicepresidenti. Vi continuirebbe ad esistere il Consiglio dei ministri ma guidato dal premier che verrebbe nominato da parte del presidente dello Stato. Il Consiglio dei ministri e le altre istituzioni statali coordinerebbero con le istituzioni delle entita' tutto quanto relativo alle questioni delle integrazioni europee, ma nel processo di adesione all'Ue sarebbe lo Stato centrale ad essere competente per approvare le leggi e attuare gli obblighi relativi al processo di adesione. L'Assemblea parlamentare continuerebbe ad avere due Camere, ma il potere legislativo verrebbe affidato solo alla Camera dei deputati che invece degli attuali 42 membri avrebbe 87 deputati.

(*) Corrispondente di Radio Radicale
Questa corrispondenza è andata in onda nello Speciale di Passaggio a Sud Est di mercoledì 21 ottobre dedicato alla situazione in Bosnia Erzegovina e ai colloqui di Butmir

Pubblicato il 22/10/2009 alle 15.42 nella rubrica Diario.

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