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LA FRANCIA PAGO' MLADIC PER LIBERARE DEGLI OSTAGGI?

Il suo nome è Michel Lamarque. Forse, perché in effetti si chiamerebbe anche Michel Demrick o anche Jarnoux. E' un "uomo d'affari" che sostiene di aver trattato la liberazione di undici operatori umanitari francesi che erano stati rapiti in Bosnia all'epoca della guerra. Per farli liberare Lamarque, o come si chiama, avrebbe fatto avere venti milioni di franchi (pari a 3 milioni di euro di oggi) a Ratko Mladic, attraverso conti bancari in Svizzera e Italia intestati a società fittizie. Se la cosa fosse vera aiuterebbe a capire come la latitanza dell'ex capo militare delle milizie serbo-bosniache - ricercato, tra l'altro, per il massacro di Srebrenica - abbia potuto proseguire indisturbata fino ad oggi. La vicenda, che risale al 1995, è stata rivelata qualche tempo fa dal giornale online francese Mediapart con un'intervista esclusiva di Fabrice Lhomme allo stesso Lamarque.
All'epoca in Francia il presidente era Jacques Chirac, il primo ministro era Edouard Balladur e il ministro degli Interni era l'allora potente Claude Pasqua. Michel Lamarque-Demrick-Jarnoux era un "brasseur d'affaires" con diverse macchie nel suo passato, ma anche con diverse amicizie nelle stanze del potere parigino e buoni contatti con i serbo-bosniaci. A lui si sarebbe rivolto l'allora ministro dell'Industria, Alain Madellin, per cercare di risolvere la faccenda che malgrado le tradizionali posizioni filo-serbe della Francia, non riusciva a trovare una via d'uscita. Detto, fatto.
Dal governo arriva l'ok a prelevare i soldi del riscatto dai fondi previsti per il sostegno dell'attività circense: i 20 milioni di franchi passano nelle mani di Lamarque-Demrick-Jarnoux e dalle sue a quelle di Mladic o di chi per lui. L'importante era non lasciare tracce sospette della transazione. Intascati i soldi, i serbo-bosniaci rilasciarono gli ostaggi francesi che al loro ritorno a casa furono accolti dallo stesso Lamarque (come si vide in un telegiornale dell'epoca), mentre il Governo transalpino negò, come di regola, il pagamento di alcun riscatto. Dopo di che i servizi francesi fornirono a Lamarque i documenti necessari a sfuggire all'inchiesta della magistratura.
Ora che i reati sono prescritti, il nostro è tornato in Francia a raccontare la sua storia, prontamente smentito dall'ex ministro Madelin che ha liquidato le sue rivelazioni come una montagna di bugie. Ma nella magistratura c'è chi vuole vederci chiaro e un pm che si è voluto occupare della vicenda ha ipotizzato i reati di truffa, abuso di beni sociali e uso di documenti amministrativi falsi. Lamarque, ovviamente, non ci sta ad essere trattato come un ladro e vuole che sia riconosciuto il suo ruolo nella liberazione degli ostaggi. La domanda però è: dove sono finiti i soldi dei circhi francesi?

Pubblicato il 13/11/2009 alle 22.9 nella rubrica Diario.

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