Blog: http://passaggioasudest.ilcannocchiale.it

ELEZIONI IN ROMANIA: ALLA RICERCA DI UNA VIA D'USCITA DALLA CRISI POLITICA

Venti anni dopo la caduta del regime comunista di Nicolae Ceausescu, fra tre giorni la Romania va alle urne per scegliere il nuovo presidente sperando di uscire dallo stallo politico che da settomane blocca il Paese alle prese con la crisi economica globale. Si tratta dunque di un appuntamento cruciale per mettere fine alla crisi politica che pesa su un paese già penalizzato da una forte recessione. Dopo nove anni di forte crescita il Paese è stato infatti colpito duramente dalla crisi: per il 2009 è previsto un calo del Pil dell'8%, mentre, secondo i dati ufficiali di fine agosto, la disoccupazione è al 6,6% a fronte di un salario mensile medio di circa 320 euro. All'origine dell'impasse, la guerra aperta tra l'attuale presidente di centro-destra Traian Basescu ed il Parlamento dove l'opposizione ha la maggioranza assoluta.In breve tempo i romeni hanno così assistito alla fine della coalizione tra i democratici-liberali e i socialdemocratici, alla caduta del governo e alla bocciatura in Parlamento di due premier designati da Basescu.

I candidati alla presidenza sono dodici, ma difficilmente il nuovo presidente sarà eletto domenica al primo turno. Tutto si giocherà quindi al ballottaggio del 6 dicembre tra Basescu ed il leader dei socialdemocratici all'opposizione Mircea Geoana. Basescu, 58 anni, ex capitano di Marina eletto presidente nel 2004, e Geoana, 51 anni, ex ambasciatore a Washington e ministro degli Esteri dal 2000 al 2004, secondo i sondaggi raccolgono tra il 30 e il 32% dei consensi ciascuno. Tra i due litiganti potrebbe inserirsi il terzo incomodo, ovvero il liberale Crin Antonescu, che punta tutto sul taglio delle tasse. Chiunque sia il vincitore, il nuovo presidente dovrà nominare in tempi brevi un premier in grado di trovare una maggioranza parlamentare e di varare le riforme chieste dal Fondo monetario internazionale che ha concesso a Bucarest un prestito di 20 miliardi di dollari.

Basescu sostiene di essere vittima di un "sistema disonesto che vuole impedire la modernizzazione del paese" e promette di far tagliare gli sprechi statali, per esempio riducendo il numero dei deputati del Parlamento monocamerale (dagli attuali 471 a 300). Geoana denuncia quello che definisce "il regime Basescu, costellato di scandali": gli avversari accusano il presidente di "non indietreggiare di fronte a nulla pur di ottenere i suoi scopi". Il candidato socialdemocratico si presenta a sua volta come "l'uomo del dialogo" ma viene accusato di "populismo" dai detrattori. E' accusato di promettere moltissimo ma di non spiegare dove troverà i soldi per mantenere la sue promesse. Il rischio è che, alla luce della ripartizione dei seggi in Parlamento, il futuro presidente si trovi a coabitare con un partito diverso dal suo. Tra l'altro, la partecipazione al voto è prevista inferiore al 50%, evidente segnale del disinteresse dei cittadini romeni dopo una campagna caratterizzata da rivelazioni imbarazzanti per il presidente uscente.

Pubblicato il 19/11/2009 alle 15.38 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web