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BALCANI: LA VIA PER BRUXELLES PASSA DALL'AJA

Di Marina Szikora
Il testo che segue รจ la trascrizione di una parte della corrispondenza per la puntata di Passaggio a Sud Est andata in onda sabato 5 dicembre su Radio Radicale.

Con il proseguimento del processo di negoziati di adesione della Croazia all'Ue, e' chiaro che per Zagabria la priorita' diventa l'apertura e chiusura del massimo numero di capitoli. Tra i piu' delicati quello che riguarda la giustizia. Ed e' per questo che con particolare attenzione e' stato atteso il rapporto periodico del procuratore generale del Tpi dell'Aja, Serge Brammertz, presentato giovedi' alle Nazioni Unite. Nel suo rapporto, Brammertz ha salutato i nuovi sforzi che il Governo croato sta' intraprendendo per trovare i contestati e scomparsi diari di artigleria dell'operazione Tempesta del 1995. Il procuratore Brammertz si e' appellato alle autorita' croate di intraprendere urgentemente tutte le misure necessarie per concludere l'intera e fondata indagine relativa ai documenti in questione la cui consegna e' stata chiesta dalla Procura dal 2007. La questione che resta peroccupante, ha detto Brammertz alla riunione del Consiglio di Sicurezza, e' la richiesta ancora irrisolta di lacalizzare e consegnare i documenti miliatari chiave connessi all'operazione Tempesta del 1995.

Brammertz ha salutato «l'iniziativa personale della premier Jadranka Kosor» in base alla quale nello scorso ottobre e' stato creato un gruppo di lavoro con l'obiettivo di localizzare i documenti in questione, in particolare perche', come sottolienato, praticamente non ci sono state azioni nelle indagini amministrative dall' ultimo rapporto di Brammertz al Consiglio di Sicurezza presentato lo scorso giugno. La presidente del Governo croato, Jadranka Kosor si e' detta contenta insieme al suo governo perche' il procuratore capo del Tribunale dell'Aja ha saputo riconoscere gli sforzi del governo croato nella ricerca dei documenti. «Anche in questo momento il nostro gruppo di lavoro continua ad essere impegnato e il nostro lavoro non e' terminato ne' con la consegna del rapporto sull'indagine amministrativa ne' con il rapporto di Brammertz al Conisglio di Scurezza. Noi proseguiamo» ha detto la premier Kosor commentando il rapporto di Brammertz.

Molto meno soddisfatto il ministro della giustizia, Ivan Simonovic: «E' raggiunto un progresso rispetto al rapporto scritto, ma e' preoccupante il suo insistere sulle rapide indagini realtive ai diari di artiglieria» ha detto il ministro Simonovic ammettendo che per un certo periodo vi e' stato disordine nelle documentazioni e ha spiegato che una parte dei documenti a causa di negligenza e' andata persa e una parte e' stata sequestrata. Il ministro della giustizia croato ha smentito la tesi che il sostegno degli Stati Uniti al Consiglio di Sicurezza e' condizionato da un maggiore invio di soldati croati in Afghanistan.
Il giornalista croato che segue da piu' vicino la questione della collaborazione di Zagabria con il Tpi, Denis Romac, del quotidiano di Fiume 'Novi list' ritiene che l'insistere sui diari di artiglieria e' un tentativo di Brammertz di salvare una parte dell'atto di accusa contro i generali Gotovina, Cermak e Markac. Romac ha detto che la Procura ha portato una serie di testimoni che non sono riusciti a dimostrare la tesi dell'eccessivo bomabardamento e quindi per dimostrarla adesso ha bisogno dei diari.

E mentre generalmente, la Croazia resta negativamente colpita dai toni abbastanza negativi del rapporto di Brammertz, la Serbia riceve un voto, si direbbe, molto piu' positivo. Nel suo rapporto periodico, il procuratore generale dell'Aja ha detto di essere in costante contatto con i servizi che sono impegnati nella caccia ai due super ricercati dell'Aja, Ratko Mladic e Goran Hadzic e ha sottolineato che questi servizi «lavorano con efficacia e in modo coordinato». Pero', Brammertz ha ribadito anche che la Serbia deve continuare queste azioni con un obiettivo chiaro โ€“ quello di arrestare i due criminali di guerra latitanti. «L'arresto di Mladic e Hadzic resta la priorita' del mio ufficio» ha detto Brammertz aggiungendo che Belgrado e' stata efficace nella consegna dei documenti.

Il presidente della Serbia, Boris Tadic da parte sua, commentando il rapporto di Brammertz ha dichiarato che la caccia ai latitanti sara' sicuramente compiuta. «Anche se l'Ue non lo porrebbe piu' come condizione del proseguimento del processo di integrazione, la Serbia continuerebbe la caccia a Mladic e Hadzic e l'arresterebbe appena sarebbero localizzati» ha detto Tadic. Secondo Rasim Ljajic, coordinatore del team per la cooperazione della Serbia con il Tpi, ha dichiarato per il quotidiano 'Blic' che «date le attuali condizioni, il rapporto non poteva essere piu' positivo. Il rapporto e' oggettivo e rispecchia la situazione reale della nostra collaborazione con il Tribunale, e questo al momento e' il piu' importante per noi» ha detto Ljajic. Secondo le informazioni dei media serbi, il ministero degli esteri olandese non fa ancora dichiarazioni pubbliche, ma stando a informazioni diplomatiche, afferma il quotidiano di Belgrado 'Blic', si possono attendere buone notizie per la Serbia. Una decina di giorni fa, il capo della diplomazia olandese, Maxim Verheugen, ha ottenuto il segnale verde della maggioranza parlamentare per ammorbidire la posizione verso Belgrado, se il rapporto di Brammertz sara' positivo.

Gli stati membri dell'Ue, attualmente discutono del fatto che oltre alla decisione dello sblocco dell'Accorto temporaneo commerciale con la Serbia, si passi anche al processo della ratifica dell'Asa. Sempre secondo la stampa serba, questo potrebbe avvenire gia' settimana prossima al Consiglio dei ministri Ue che si riunisce lunedi' e martedi'. Gli Stati membri sono divisi per quanto riguarda questa posizione, ma prevalgono quelli che sono a favore di premiare gli sforzi della Serbia anche con la ratifica dell'Asa. Se cio' accadesse veramente, l'arresto degli imputati latitanti rimarrebbe condizione per lo status di candidato della Serbia all'adesione.
Il suo rapporto annuale al Consiglio di Sicurezza ha presentato anche il presidente del Tribunale dell'Aja, Patrick Robinson il quale ha detto che e' in vista la conclusione di tutti i processi in corso al Tribunale. Robinson ha pero' aggiunto che l'insuccesso di portare davanti alla giustizia internazionale Ratko Mladic e Goran Hadzic 'contaminerebbe' il contributo storico del Tpi alla costruzione della pace in ex Jugoslavia. «Spero che il Conisglio di sicurezza e i suoi stati membri lavorino fermamente affinche' questo obiettivo sia realizzato» ha detto il presidente Robinson.

L'ex coordinatore del Patto di stabilita' per l'Europa sudorientale, Erhard Busek ha valutato positivamente l'impatto che il Trattato di Lisbona avra' sull'allargamento dell'Ue in Europa sudorientale. Con la sua entrata in vigore โ€“ ha detto Busek โ€“ vengono eliminate le precedenti scuse che l'Ue non puo' allargarsi a causa delle limitazioni istituzionali e quandi adesso si puo' attendere un progresso di tutti i paesi della regione. Queste sono state le osservazioni di Busek in occasione della presentazione della rivista 'European perspectives' a Ljubljana. Si tratta della rivista scientifica del Centro per la prospettiva europea (CEP) fondato qualche anno fa da parte del governo sloveno. L'obiettivo di questa organizzazione e' di aiutare la trasfomrazione dei paesi vicini nel loro cammino verso l'Ue. Anche Busek partecipa in quanto collaboratore della rivista.
E nonostante le riserve sulla collaborazione di Zagabria con il Tpi dell'Aja espresse nel rapporto di Brammertz, la premier croata Jadranka Kosor ha confermato ieri sera alla TV di stato HTV che l'Ue lunedi' iniziera' a lavorare sul Trattato di adesione con la Croazia. Il 2012 e' l'anno sempre piu' probabile dell'ingresso della Croazia all'Ue, ha detto la presidente del governo croato. Jadranka Kosor ha confermato che si aspetta che i ministri degli esteri dell'Unione lunedi' sostengano la proposta della presidenza svedese di iniziare ad elaborare il trattato di adesione con la Croazia. «E' arrivato il tempo di iniziare a lavorare sulla bozza del trattato di adesione della Croazia all'Ue» si sottolinea nella dichiarazione della presidenza svedese che invita il Consiglo dell'Unione di formare il cosidetto gruppo di lavoro ad hoc per l'elaborazione della bozza. Ai ministri, settimana prossima, dovrebbe aggiungersi anche il procuratore capo Serge Brammertz al quale i ministri europei potrebbero porre domande sulla collaborazione croata con la giustizia internazionale poiche' a causa dei contestati diari di artiglieria alcuni paesi, tra cui Olanda e Gran Bretagna si rifiutano di dare il segnale verde all'apertura dell'importantissimo capitolo sulla giustizia e diritti fondamentali.

Pubblicato il 9/12/2009 alle 17.3 nella rubrica Diario.

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