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EVROPA ZA SVE

Foto Daniel Berehulak/Getty Images da www.life.comDopo anni di attesa, alla mezzanotte di questa sera scatta l'abolizione dei visti di ingresso per l'Ue per la Serbia, la Macedonia ed il Montenegro. La decisione, nell'aria da mesi, è stata presa e annunciata dal Consiglio dei ministri Ue lo scorso 30 novembre, accogliendo la proposta della Commissione. Nello specifico, i cittadini dei tre paesi in possesso del nuovo passaporto biometrico potranno entrare senza bisogno di visto di ingresso e trattenersi per un massimo di 90 giorni in tutti i Paesi Ue, eccetto Regno Unito e Irlanda, oltre che in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.
Un minuto dopo la mezzanotte dall'aeroporto Nikola Tesla di Belgrado decollerà un volo della compagnia di bandiera Jat, che condurrà 50 cittadini serbi in viaggio in Europa accompagnati dal vice premier con delega all'integrazione Ue, Bozidar Djelic. L'iniziativa ha il significativo titolo "Evropa za sve" (Europa per tutti): con essa il governo serbo vuole simbolicamente celebrare l'ingresso di Belgrado nella cosidettà 'lista bianca' dei paesi Schengen, un altro passo verso l'integrazione europea della Serbia.
I cinquanta cittadini serbi selezionati, tra i 20 e i 70 anni, voleranno alla volta di Bruxelles dove ad attenderli ci sarà il commissario all'Allargamento, Olli Rehn, e il direttore della Commissione Ue per i Balcani Occidentalie, Pierre Mirel. Lunedì il tour proseguirà alla volta di Roma: in agenda, oltre al giro turistico della città e del Vaticano, c'è la visita al Parlamento e l'incontro tra Djelic e il nostro ministro degli Esteri, Franco Frattini. Dopo Roma sarà la volta di Berlino e Parigi.
Il processo di integrazione europea della Serbia resta comunque ancora lungo e complicato. In primo piano c'è sempre la questione del mancato arresto del super ricercato per crimini di guerra Ratko Mladic, ma la libera circolazione nell'Ue rappresenta "un passo chiaro e concreto (...) in quanto non può esserci adesione all'Ue senza la liberalizzazione dei visti", come ha detto il presidente serbo Boris Tadic.
Ricordo una volta che sono stato a Belgrado, in occasione delle elezioni presidenziali: ero in un locale di Kralja Petra, quasi all'angolo con Kneza Mihaila, pieno di giovani che bevevano caffè e cappuccino Lavazza. Ero con due amiche che avevo conosciuto in quei giorni per lavoro. Si parlava delle loro difficoltà di spostamento in Ue, dei tempi per avere il visto, dei rifiuti che creavano difficoltà al lavoro e allo studio. Mi ricordo il calcolo di quanti passaporti avevano avuto dopo il crollo della Jugoslavia (quattro? cinque?). E ricordo i loro commenti mentre guardavano il mio, quello amaranto, con le dodici stelle e la scritta "Unione Europea - Repubblica Italiana": "Chissà quando potremo averlo anche noi...", diceva Jelena.
Certo, ci vorrà ancora del tempo, ma non moltissimo. Arriverà anche questo e intanto da questa notte non ci vorranno più i visti. Evropa za sve.

Pubblicato il 18/12/2009 alle 18.3 nella rubrica Diario.

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